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Manchette di prima

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Lisa Ardita: Facciamo chiarezza su cos’ è e come viene istituita un’AMP

Come promes­so lune­di ecco tut­ti i rifer­i­men­ti per pot­er­si infor­mare autono­ma­mente su cos’è e come viene isti­tui­ta un’AMP e sul­la sua impor­tan­za strate­gi­ca per la tutela del mare.

Si noti bene che tutte le fonti da cui sono sta­ti pre­si gli arti­coli, benché essi siano open source, sono autorevoli e riconosciute attendibili.

 

Pri­ma però vor­rei seg­nalare questo incon­tro online che si ter­rà il 14 dicem­bre. Molto impor­tante per capire quale sarà il futuro delle AAMMPP.

https://news.uniroma1.it/14122020_1430

PER FARE CHIAREZZA SU COS’È E COME VIENE ISTITUITA UN’AMP

Questo è il link al sito del Min­is­tero del­l’am­bi­ente

https://www.minambiente.it/pagina/aree-marine-protette

dove si legge

“La definizione di perime­trazione del­l’area (i con­fi­ni esterni), la zon­azione al suo inter­no (le diverse zone A, B e C), e la tutela oper­a­ta attra­ver­so i diver­si gra­di di vin­coli nelle tre zone, sono parte del­lo schema di decre­to isti­tu­ti­vo redat­to alla fine del­l’istrut­to­ria. Sul­lo schema di decre­to ven­gono sen­ti­ti la Regione e gli enti locali inter­es­sati dal­l’is­tituen­da area mari­na pro­tet­ta, per l’ot­ten­i­men­to di un con­cre­to ed armon­i­co con­sen­so locale. Infine, come sta­bil­i­to dal Decre­to Leg­isla­ti­vo n. 112/98 art.77, occorre acquisire il parere del­la Con­feren­za Uni­fi­ca­ta su tale schema di DM.

A questo pun­to, il Min­istro del­l’am­bi­ente, d’in­te­sa con il Min­istro del tesoro, pro­cede all’­ef­fet­ti­va isti­tuzione del­l’area mari­na pro­tet­ta, autor­iz­zan­do anche il finanzi­a­men­to per far fronte alle prime spese rel­a­tive all’is­ti­tuzione (L. n. 394/91 art.18 e L. n. 93/01 art.8)”

Clic­can­do su “Aree marine pro­tette di prossi­ma isti­tuzione”, si può vedere che l’Arcipela­go Toscano è in atte­sa dal 1982.

Nei link seguen­ti sono ripor­tati 2 arti­coli di gior­nale che su iter isti­tu­tivi attual­mente in cor­so.

https://documentcloud.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:dcfad46e-cd05-47c0-8a52-6a913377caa0

https://documentcloud.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:6ab8b485-a9de-4470-a311-fe7fac1f81ea

PER FARE CHIAREZZA SU QUALE SIA L’IMPORTANZA STRATEGICA DELLE AMP E SU QUALI BENEFICI PORTA.

In questo pez­zo trat­to dal testo del­la petizione “Area Mari­na Pro­tet­ta Arcipela­go Toscano: un mare di oppor­tu­nità” ven­gono ripor­tate alcune fonti a sup­por­to del­la richi­es­ta di ria­per­tu­ra del­l’iter isti­tu­ti­vo:

http://chng.it/2yX2HtcKFC

Stu­di ( https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmars.2019.00823/full) fat­ti da biolo­gi ed econ­o­misti ital­iani dimostra­no come l’indotto dei ter­ri­tori costieri dipen­da in buona parte dal­la con­dizione dei mari, a par­tire dalle attiv­ità più stret­ta­mente cor­re­late con la sua fruizione (cen­tri di immer­sione, dipor­to, pesca, oper­a­tori bal­n­eari) a quelle che ne ben­e­fi­ciano di rif­lesso (alberghi, ris­toran­ti, bar, com­mer­cianti, noleg­gio natan­ti, ecc.). L’es­pe­rien­ze di Aree Marine Pro­tette prece­den­te­mente isti­tu­ite dimostra­no come, quan­do gestite bene, queste pos­sano fare aumentare il cap­i­tale del­la pesca da 5 a 10 volte (si veda questo stu­dio di Enric Sala https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0058799).

Gli ambi­en­ti mari­ni, quan­do oppor­tu­na­mente pro­tet­ti, provve­dono a fornire impor­tan­ti servizi eco­sis­temi­ci quali: zone di ripro­duzione per il pesce di inter­esse com­mer­ciale, aree di stoccag­gio delle emis­sioni di CO2 sot­to for­ma di bio­mas­sa, pro­tezione delle coste dal­l’ero­sione e gen­er­azione di una buona parte del­l’os­sigeno che ci serve per res­pi­rare (tut­to è rac­colto in questo arti­co­lo https://www.lanuovaecologia.it/flp/lne/LNE_04-2020/?fbclid=IwAR3eQHgyPEtuM0MZp6_WLg-A5hUUGnjFm19odmUGxlOS5t71cBLO7oCo8Z8#page=64 ).”

Altri rifer­i­men­ti si pos­sono trovare in questi arti­coli di Green­re­port:

“Le banche del pesce”

Ecco come le Aree marine pro­tette pos­sono portare ben­efi­ci alla pesca in tut­to il mon­do

[5 Novem­bre 2020]

https://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/le-banche-del-pesce/

“Corte dei con­ti euro­pea: l’Ue difende poco i suoi mari. Man­ca una rete di Aree marine pro­tette effi­cace, ben gesti­ta e ben con­nes­sa”

Così le Amp esisten­ti han­no for­ni­to una lim­i­ta­ta pro­tezione del­la bio­di­ver­sità mari­na, men­tre con­tin­ua la pesca ecces­si­va, spe­cial­mente nel Mediter­ra­neo https://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/corte-dei-conti-europea-lue-difende-poco-i-suoi-mari-manca-una-rete-di-aree-marine-protette-efficace-ben-gestita-e-ben-connessa/?fbclid=IwAR25WeErEF-

In cui si può leg­gere che:

“La Corte ha ril­e­va­to che attual­mente «Le aree pro­tette marine (AMP) rap­p­re­sen­tano la misura più emblem­at­i­ca di con­ser­vazione dell’ambiente mari­no. Ai sen­si del­la diret­ti­va quadro sul­la strate­gia per l’ambiente mari­no, gli Sta­ti mem­bri sono tenu­ti a creare reti coer­en­ti di dette aree; l’Ue ave­va poi l’obiettivo di pro­teggere il 10 % dei pro­pri mari entro il 2020. La val­u­tazione del ruo­lo delle aree marine pro­tette oper­a­ta dal­la Corte è in lin­ea con quan­to riscon­tra­to dall’European envi­ron­ment agency: quest’ultima ha ril­e­va­to l’assenza di una rete di AMP effi­cace, ben gesti­ta e ben con­nes­sa. Di con­seguen­za, dette aree han­no for­ni­to una lim­i­ta­ta pro­tezione del­la bio­di­ver­sità mari­na, men­tre con­tin­ua ad esservi prat­i­ca­ta una pesca ecces­si­va, spe­cial­mente nel Mediter­ra­neo».

Che è il con­trario delle accuse e lamentele per i trop­pi vin­coli che sono il cav­al­lo di battaglia di chi si oppone all’istituzione delle Aree marine pro­tette.”

Uno dei motivi per cui per pro­teggere il mare non bas­tano pic­cole aree pun­tiforme e poco rego­la­men­tate come lo Scogli­et­to di Porto­fer­raio.

“Non c’è rifu­gio dalle ondate di cal­do marine”

I ricer­ca­tori stu­di­ano come le Aree marine pro­tette mit­igano gli impat­ti delle ondate di cal­do sug­li eco­sis­te­mi oceani­ci

[9 Dicem­bre 2020]

https://www.greenreport.it/news/clima/non-ce-rifugio-dalle-ondate-di-caldo-marine/

Sulle pagine del WWF invece si tro­va:

““Aree marine pro­tette”

​Per­ché è impor­tante difend­ere la bio­di­ver­sità attra­ver­so le Aree Marine Pro­tette.

https://www.wwf.it/ambiente/aree_protette/aree_marine_protette/

Dove si può leg­gere:

“Le Aree Marine Pro­tette (AMP) sono essen­ziali per il recu­pero, la pro­tezione e l’aumento del­la bio­di­ver­sità degli oceani e per la pro­tezione di habi­tat crit­i­ci, specie e fun­zioni eco­logiche”

Nel­la sezione appro­fondi­men­ti del­la stes­sa pag­i­na si tro­va questo link:

https://wwf.panda.org/?247781/Marine-Protected-Areas-Smart-Investments-in-Ocean-Health#

Che con­duce ad un arti­co­lo in cui viene rias­sun­to il loro report sulle aree pro­tette, la frase più sig­ni­fica­ti­va è:

“L’anal­isi mostra che ogni dol­laro investi­to per creare aree marine pro­tette — comune­mente note come AMP — dovrebbe essere almeno trip­li­ca­to in ben­efi­ci resti­tu­iti attra­ver­so fat­tori come l’oc­cu­pazione, la pro­tezione delle coste e la pesca.”

Quel­lo che segue è il link ad un web meet­ing sci­en­tifi­co (reg­is­tra­to e sem­pre disponi­bile online) orga­niz­za­to dal Par­co Nazionale del­l’Asi­nara su “Bio­di­ver­sità e servizi eco­sis­temi­ci” in cui si evince che le AMP con­tribuis­cono a pro­teggere in modo da garan­tirne la dura­ta nel tem­po anche per le gen­er­azioni future (sig­ni­fica­ti­vo quel­lo che viene trat­ta­to dal min 38):

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=580305572606795&id=328680207162657

Per com­pletez­za aggiun­go anche le FAQ preparate dal Grup­po petizione AMP.

FAQ — DOMANDE FREQUENTI

sull’Area Mari­na Pro­tet­ta — Par­co a Mare (di segui­to ‘AMP’)

  1. L’is­ti­tuzione dell’AMP chi­ud­erà tut­to il mare e ne impedirà la lib­era fruizione?

No, lo scopo di un AMP non è la chiusura ben­sì la fruizione sosteni­bile delle risorse. Scopo delle AMP è anche lo svilup­po socio-eco­nom­i­co che, per essere vera­mente tale, deve essere eco­com­pat­i­bile e non sel­vag­gio. Non si trat­ta quin­di di chi­ud­ere ma di rego­la­mentare. Assi­cu­rar­si che le risorse esis­tano anche domani è la base di uno svilup­po durev­ole. Per svilup­po durev­ole si intende ” l’in­sieme delle attiv­ità umane che per­me­t­tono alla gen­er­azione umana attuale e alle altre specie che vivono sul­la ter­ra di sod­dis­fare i pro­pri bisog­ni sen­za met­tere in peri­co­lo la capac­ità del­la ter­ra di sod­dis­fare i bisog­ni delle gen­er­azioni future, sia che si trat­ti di uomi­ni sia di altre specie che popolano la ter­ra “. L’uo­mo è parte inte­grante del­la natu­ra, non è al di sopra di essa, qual­si­asi dan­no appor­ti alla natu­ra lo arreca a se stes­so. Se è di dif­fi­cile com­pren­sione, forse, il fat­to che le risorse siano lim­i­tate, è cer­to che lo sfrut­ta­men­to sen­za cri­te­rio sta por­tan­do al col­las­so del­l’e­co­sis­tema mari­no: sen­za un cam­bi­a­men­to di rot­ta in futuro ci sarà ben poco da gestire e da sfruttare. Oggi una ges­tione del­l’am­bi­ente mari­no basa­ta sul­la sua conoscen­za è nec­es­saria, alla luce del degra­do ambi­en­tale che ha accom­pa­g­na­to lo svilup­po incon­trol­la­to delle attiv­ità umane lun­go la fas­cia costiera. La creazione di un AMP non può comunque pre­scindere dalle attiv­ità eco­nomiche ter­ri­to­ri­ali, ed anzi, con­sid­er­are le leg­gi che regolano l’e­co­sis­tema e gestir­lo, preser­van­done lo sta­to di salute, è l’u­ni­ca strate­gia pos­si­bile per sostenere un sis­tema eco­nom­i­co forte e sta­bile. Nel­la creazione di un AMP sono coin­volte tutte le realtà locali, le prime che trar­ran­no van­tag­gio da una ges­tione con­sapev­ole del mare, anche se è nat­u­rale che le prime fasi siano accom­pa­g­nate da pau­re razional­mente ingius­tifi­cate.

  1. Non basterebbe isti­tuire delle zone di tutela spe­ciale come lo Scogli­et­to di Porto­fer­raio?

Non sarebbe la scelta più adat­ta per­ché chi­ud­ere delle pic­cole aree alla pesca non è suf­fi­ciente per per­me­t­tere una ripresa del­l’am­bi­ente mari­no. Occorre pro­teggere i fon­dali dagli ancor­ag­gi, prevedere delle azioni di ripristi­no delle zone più dete­ri­o­rate, mon­i­torare l’an­da­men­to delle pre­cauzioni prese per tute­lare la zona di mare. Tutte queste cose e molte altre non sono pre­viste in una zona di tutela bio­log­i­ca.

  1. Che sen­so ha un’AMP in isole forte­mente antropiz­zate come l’El­ba e il Giglio?

La final­ità delle AMP è quel­la di tute­lare e val­oriz­zare le carat­ter­is­tiche nat­u­rali, chimiche, fisiche e del­la bio­di­ver­sità mari­na e costiera, anche attra­ver­so inter­ven­ti di recu­pero ambi­en­tale, avval­en­dosi del­la col­lab­o­razione del mon­do acca­d­e­mi­co e sci­en­tifi­co. Per questo moti­vo esistono AMP anche in con­testi urbani come l’AMP di Mira­mare sit­u­a­ta a Tri­este, zona decisa­mente molto più antropiz­za­ta delle nos­tre isole che comunque, gra­zie alla loro posizione dis­tanzi­a­ta dal con­ti­nente, pos­sono essere recu­per­ate in modo effi­cace con azioni mirate e orga­niz­zate che comunque tengano con­to delle esi­gen­ze dei locali quali sono quelle pre­viste da un AMP.

  1. Chi trae ben­efi­cio dal­l’AMP?

Tut­ti. Le AMP pro­teggono la bio­di­ver­sità nat­u­rale che il proces­so antrop­i­co ha alter­ato con azioni dirette (pesca, ancor­ag­gi, rifiu­ti plas­ti­ci, ecc..) e indi­rette (es. cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci). Dato che non pos­si­amo inver­tire questo proces­so pos­si­amo usare le AMP come stru­men­to tAM­Pone allo stress indot­to, per­ché un ambi­ente ric­co di bio­di­ver­sità è più capace di rispon­dere ai cam­bi­a­men­ti, com­bat­tere la perdi­ta di specie minac­ciate e/o per­me­t­tere ad esse di rigener­are le popo­lazioni con effet­ti ben­efi­ci anche nelle zone lim­itrofe (ad esem­pio per le specie ogget­to di pesca). Inoltre numerosi stu­di dimostra­no come il con­tat­to e l’e­s­po­sizione alla natu­ra por­ta nell’uomo una mag­giore capac­ità di rea­gire agli stress, di rigener­are l’at­ten­zione, avere un buon proces­so cog­ni­ti­vo e di rego­lare il pro­prio sta­to emozionale. Le aree marine pro­tette preser­vano quin­di la capac­ità dei pro­ces­si e dei com­po­nen­ti nat­u­rali di fornire beni e servizi che sod­dis­fi­no, diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente, le neces­sità dell’uomo e garan­tis­cano la vita di tutte le specie (BES).

  1. Ver­rebbe cre­ato un altro ente per gestire l’AMP?

No, non ci sarebbe un nuo­vo ente per­ché la ges­tione ver­rà affi­da­ta, come sta­bil­i­to per legge, all’Ente Par­co Nazionale dell’Arcipelago Toscano (esem­pio. PN delle Cinque Terre che ha anche l’AMP delle Cinque Terre).

  1. Quale sarà la zon­azione dell’AMP?

Le aree marine pro­tette si sud­di­vi­dono in zona A di tutela inte­grale, in zona B di tutela parziale e in zona C di tutela gen­erale. In alcune può esser­ci anche un’ulteriore zona chia­ma­ta zona D. Non è pos­si­bile dire adesso come sarà “zona­ta” l’AMP, quale sarà la sua rego­la­men­tazione e come saran­no sud­di­vise le diverse zone per­ché tut­to questo deve essere per legge ogget­to di con­fron­to con tutte le par­ti inter­es­sate. In gen­erale:

  • Nel­la zona A sono vietate le attiv­ità che pos­sano arrecare dan­no o dis­tur­bo all’am­bi­ente mari­no. Tale zona, di esten­sione lim­i­ta­ta, garan­tisce la tutela del­la bio­di­ver­sità e il ripopo­la­men­to delle specie ani­mali e veg­e­tali, e per­tan­to pre­scrive, qua­si sem­pre, il divi­eto di bal­neazione e di nav­igazione.

  • La zona B coni­u­ga la con­ser­vazione dei val­ori ambi­en­tali con la fruizione com­pat­i­bile del­l’am­bi­ente mari­no. In essa sono con­sen­tite diverse attiv­ità tra cui gen­eral­mente la pesca pro­fes­sion­ale eserci­ta­ta dai res­i­den­ti, men­tre la pesca sub­ac­quea è vieta­ta.

  • Nel­la zona C, in cui ricade la mag­gior esten­sione del­l’AMP, le attiv­ità antropiche tra cui la nav­igazione delle imbar­cazioni a motore, l’ormeg­gio, l’an­cor­ag­gio e la pesca sporti­va sono gen­eral­mente con­sen­tite. https://www.naturaitalia.it/listaAreaNaturale.do?idTipoAreaNaturale=2

  1. Ci saran­no zone A all’El­ba e al Giglio?

Al momen­to non è pos­si­bile dire se ci saran­no. Sicu­ra­mente nelle AMP in cui esistono le zone a tutela inte­grale (A), queste sono solo una pic­co­la parte dell’area dell’AMP. Le zone A sono, comunque, zone impor­tan­ti per­ché per­me­t­tono a tutte le specie, soprat­tut­to a quelle di inter­esse com­mer­ciale, di aumentare di numero e di abbon­dan­za per­me­t­ten­do quin­di il famoso “spillover” cioè la fuo­rius­ci­ta ver­so altre aree. http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/aree-marine-protette-delmediterraneo- ne-ben­e­fi­ciano-mag­gior­mente-le-specie-ittiche-piu-comu­ni-e-di-val­orecom­mer­ciale/

  1. Quali attiv­ità ricre­ative sono con­sen­tite nelle AMP?

Nelle aree marine pro­tette è con­sen­ti­ta la bal­neazione, il nuo­to con maschera e boccaglio, l’immersione in apnea, le immer­sioni sub­ac­quee, le vis­ite gui­date, il whale whatch­ing, il noleg­gio di imbar­cazioni, la pesca sporti­va tramite autor­iz­zazione, il pesca­tur­is­mo.

  1. Sarà con­sen­ti­ta la pesca sporti­va nell’AMP?

Si la pesca sporti­va è con­sen­ti­ta in alcune zone soli­ta­mente pre­via autor­iz­zazione e seguen­do un rego­la­men­to. In questo tipo di attiv­ità ven­gono priv­i­le­giati i res­i­den­ti che han­no più zone a loro dis­po­sizione.

  1. Si potrà fare snor­kel­ing nel­l’AMP?

Le AMP soli­ta­mente pro­muovono questo tipo di attiv­ità ide­an­do dei per­cor­si sia da fare con guide autor­iz­zate che in autono­mia.

  1. Si potrà fare pesca sub­ac­quea nel­l’AMP?

Non si può sapere anco­ra come sarà la zon­azione per­ché, come det­to, ver­rà deciso da una com­mis­sione che tiene con­to delle esi­gen­ze ambi­en­tali e delle neces­sità del­la popo­lazione locale. In quel­la sede i pesca­tori sub­ac­quei pos­sono pre­sentare le loro ragioni e pro­porre even­tual­mente le modal­ità di fruizione. Sarà poi la com­mis­sione a decidere se la pesca in apnea è com­pat­i­bile con l’AMP e in che zone.

  1. I pesca­tori pro­fes­sion­isti saran­no penal­iz­za­ti dal­l’AMP?

L’idea che un’AMP decreti la fine di certe attiv­ità lavo­ra­tive, pri­ma fra tutte la pesca pro­fes­sion­ale, è tan­to con­sol­i­da­ta quan­to com­ple­ta­mente erra­ta e fal­sa. Sen­za par­lare qui del­la ges­tione del­la cat­tura del pesce a liv­el­lo glob­ale e rifer­en­dosi piut­tosto alle attiv­ità dei pic­coli pesca­tori costieri, quel­li che gen­eral­mente temono l’istituzione di un’AMP, è ormai com­pro­va­to che la pres­sione attuale sug­li ‘stock’ itti­ci costieri (le popo­lazioni ittiche des­ti­nate alla cat­tura) è ecces­si­va e sta por­tan­do rap­i­da­mente ad un impov­er­i­men­to gen­er­al­iz­za­to del pesca­to. Chi ne paga le spese sono innanzi tut­to pro­prio i pesca­tori pro­fes­sion­isti. Vicev­er­sa le AMP cos­ti­tu­is­cono uno stru­men­to effi­cace, oltre che per la pro­tezione del­la bio­di­ver­sità, per il miglio­ra­men­to del­la ges­tione delle attiv­ità di pesca: pro­teggen­do e con­ser­van­do le risorse riescono al con­tem­po a garan­tire i pesca­tori rel­a­ti­va­mente allo svol­gi­men­to delle pro­prie attiv­ità. Questo avviene gra­zie ad una pri­ma fase di “reclu­ta­men­to ani­male” all’interno dell’AMP, in cui gra­zie alla pro­tezione aumen­tano le popo­lazioni di specie ittiche e la bio­mas­sa, segui­ta da una sec­on­da fase di “dis­per­sione” degli indi­vidui e infine da una terza fase di “spill over” in cui ani­mali adul­ti van­no a popo­lare le zone lim­itrofe all’AMP (nelle quali è per­me­s­sa la pesca pro­fes­sion­ale) incre­men­tan­do in modo sostenu­to gli stock itti­ci e la dimen­sione media del pesce. La pesca pro­fes­sion­ale viene così rior­ga­niz­za­ta in modo vir­tu­oso per­me­t­ten­do di tute­lare i pesca­tori locali anche nei con­fron­ti del­la con­cor­ren­za di mariner­ie più dis­tan­ti dall’AMP gra­zie a speci­fi­ci stru­men­ti di garanzia. Per chi vuole saperne di più: 1. ’ Long-term and spillover effects of a marine pro­tect­ed area on an exploit­ed fish com­mu­ni­ty ’ Sto­bart et al., Marine Ecol­o­gy Progress Series, May 2009 2. ‘Effects of marine reserves in the con­text of spa­tial and tem­po­ral vari­a­tion: An analy­sis using Bayesian zero-inflat­ed mixed mod­els’, Smith et al, Marine Ecol­o­gy Progress Series, 499, 203–216 3. La pesca in Cor­si­ca 4. ‘Marine ecol­o­gy: Reserves do have a key role in fish­eries’, Roberts C., Cur­rent Biol­o­gy, 22(11), 2012, R444-R446 5. ‘Lar­val Export from Marine Reservesand the Recruit­ment Ben­e­fit­for Fish and Fish­eries’, Har­ri­son et al. Cur­rent Biol­o­gy 22, 1023–1028, June 5, 2012

  1. Solo i Div­ing Cen­ter potran­no fare immer­sioni nel­l’AMP?

Come già accen­na­to in altre risposte non pos­si­amo dire quale sarà il rego­la­men­to finale del­l’AMP per­ché è il risul­ta­to di un proces­so che prende in con­sid­er­azione neces­sità di con­ser­vazione ed esi­gen­ze delle popo­lazioni locali. Nei rego­la­men­ti di alcune AMP già esisten­ti è pre­vis­to che in alcune zone i res­i­den­ti pos­sano fare immer­sioni in autono­mia men­tre i non res­i­den­ti devono chiedere l’au­tor­iz­zazione pri­ma. (es Pun­ta Cam­panel­la https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.puntacAMPanell a.org/public/documenti/regolamento_AMP_punta_cAMPanella.pdf&ved=2ahUKEwjY2 NH1t73pAhWxgVwKHXZiDfkQFjABegQIDBAG&usg=AOvVaw12qKOXpu5XJsdbrMD imjZE ) Ci potran­no essere delle zone di mag­gior pre­gio dove si potrà accedere solo con le guide e i div­ing autor­iz­za­ti, ma questo richiederà agli stes­si una spe­sa e un adegua­men­to alle norme di fruizione sia delle guide che delle imbar­cazioni. ( https://www.islepark.it/visitare-il-parco/pianosa/itinerari/immersioni )

  1. Come si è cre­ato il grup­po di fir­matari e per­ché le diverse orga­niz­zazioni ne fan­no parte?

Da sem­pre i sub­ac­quei si sono dimostrati par­ti­co­lar­mente atten­ti ai temi ambi­en­tali e i div­ing cen­ter si sono fat­ti pro­mo­tori nel mon­do del­la sub­ac­quea di inizia­tive ambi­en­tali di rilie­vo. Molto spes­so fare il sub­ac­queo per mestiere e quin­di essere istrut­tore, gui­da e/o pro­pri­etario di div­ing cen­ter è pos­si­bile solo se si ha un pro­fon­do amore per il mare e si capisce l’importanza del­la sua con­ser­vazione, non solo per­ché è una fonte di guadag­no ma un ami­co che si ama pro­fon­da­mente e che non si può vedere sof­frire sen­za fare niente. L’AMP-Parco a Mare, come le guide sub­ac­quee par­co e i div­ing cen­ter san­no bene, com­por­ta dei pic­coli sac­ri­fi­ci che però con il tem­po por­tano a gran­di risul­tati, e può essere l’occasione per il rilan­cio e l’allungamento del­la sta­gione tur­is­ti­ca sulle isole. Legam­bi­ente Arcipela­go Toscano da qua­si quar­an­t’an­ni chiede che sia final­mente isti­tui­ta l’Area mari­na pro­tet­ta dell’Arcipelago Toscano indi­vid­u­a­ta per legge quale “area mari­na di reper­i­men­to” con il decre­to legge del 1982. Le battaglie di Legam­bi­ente non si lim­i­tano alla dife­sa dell’ambiente, cosa che comunque fa assid­u­a­mente su tut­to il ter­ri­to­rio con verten­ze, volon­tari­a­to e azioni di edu­cazione ambi­en­tale: uno degli scopi dell’associazione è quel­lo di pro­muo­vere i green job e la green econ­o­my come con gli Ecoal­berghi. Un’AMP-Parco a Mare viene vista come un’opportunità per pro­muo­vere un tur­is­mo sosteni­bile che pre­mia i green job oltre che un’occasione per pro­teggere l’ambiente mari­no costiero effi­cace­mente. L’idea fon­dante dell’ASD Diver­sa­mente Mari­nai con­siste nel credere che le bar­riere e le sfide – socio-eco­nomiche, cul­tur­ali, fisiche e men­tali – pos­sano essere super­ate gra­zie ad un approc­cio esisten­ziale basato sul cor­ag­gio e sul­la sol­i­da­ri­età. L’ASD DM parte­ci­pa con Legam­bi­ente alla cam­pagna “Vele spie­gate” nell’Arcipelago Toscano con l’obiettivo di mon­i­torare i rifiu­ti che si trovano sulle nos­tre spi­agge dif­fi­cil­mente acces­si­bili attra­ver­so il pro­to­col­lo di beach lit­ter elab­o­ra­to da Legam­bi­ente; con l’o­bi­et­ti­vo di rac­cogliere più dati pos­si­bili rispet­to alle spi­agge dell’arcipelago, pulir­le e infor­mare i cit­ta­di­ni riguar­do a ques­ta enorme prob­lem­at­i­ca. Il prog­et­to con­siste in attiv­ità mon­i­tor­ag­gio sci­en­tifi­co e rac­col­ta rifiu­ti spi­ag­giati pulizia delle spi­agge dif­fi­cil­mente acces­si­bili via ter­ra, osser­vazione e cen­si­men­to dei ceta­cei volon­tari­a­to e cit­i­zen sci­ence sen­si­bi­liz­zazione dei tur­isti sul­la cul­tura e pro­tezione del mare per la dife­sa dei nos­tri mari. Un’AMP-Parco a mare è per loro un fon­da­men­tale stru­men­to per tute­lare e val­oriz­zare una risor­sa che, oggi sem­pre più, è forte­mente a ris­chio. Tut­to questo, uni­to all’esperienza catar­ti­ca del­la pan­demia e del lock­down che ha toc­ca­to tut­ti sia eco­nomi­ca­mente che dal pun­to di vista ambi­en­tale, ha fat­to sì che ci fos­sero le con­dizioni per cui tut­ti questi por­ta­tori di inter­esse si unis­sero per uno scopo comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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