EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

Messaggeri del Mare, “Mille Piccole Onde” per i bambini del Buzzi di Milano

Dall’Isola d’Elba a Mila­no, un mare di soli­da­rie­tà per soste­ne­re ricer­ca, tec­no­lo­gie e cure dell’Ospedale dei Bam­bi­ni Buz­zi Una pic­co­la onda, da sola, può sem­bra­re poca cosa. Ma mil­le pic­co­le onde pos­so­no diven­ta­re un mare. È que­sto lo spi­ri­to che accom­pa­gna “Mil­le Pic­co­le Onde”, la nuo­va ini­zia­ti­va soli­da­le dei Mes­sag­ge­ri del Mare dedi­ca­ta alla Fon­da­zio­ne dell’Ospedale dei Bam­bi­ni Buz­zi di Mila­no. Un pro­get­to che met­te anco­ra una vol­ta al cen­tro i bam­bi­ni, i loro dirit­ti, la pace e soprat­tut­to la pos­si­bi­li­tà di garan­ti­re cure sem­pre più avan­za­te ai pic­co­li pazien­ti che affron­ta­no malat­tie gra­vi e rare. La Fon­da­zio­ne Buz­zi nasce anche gra­zie all’im­pe­gno del­la dot­to­res­sa Ida Sal­vo, insie­me ai col­le­ghi del­l’o­spe­da­le, con l’o­biet­ti­vo di soste­ne­re una sto­ri­ca strut­tu­ra sani­ta­ria pub­bli­ca e accom­pa­gnar­ne la cre­sci­ta tec­no­lo­gi­ca e scien­ti­fi­ca. L’ambizione è impor­tan­te: ripor­ta­re l’o­spe­da­le pedia­tri­co mila­ne­se ai livel­li di eccel­len­za che ne han­no carat­te­riz­za­to la sto­ria e far­ne un cen­tro di rife­ri­men­to nazio­na­le e inter­na­zio­na­le, al fian­co di real­tà come il Bam­bi­no Gesù di Roma e il Gasli­ni di Genova.Una sto­ria ini­zia­ta alla fine del­l’Ot­to­cen­to. L’O­spe­da­le dei Bam­bi­ni Buz­zi nasce alla fine del­l’Ot­to­cen­to come strut­tu­ra inte­ra­men­te dedi­ca­ta all’in­fan­zia. Dopo perio­di nei qua­li il suo ruo­lo è rima­sto più in secon­do pia­no, da cir­ca ven­t’an­ni medi­ci, infer­mie­ri e per­so­na­le lavo­ra­no per resti­tui­re all’o­spe­da­le il pre­sti­gio che ave­va avu­to in pas­sa­to. Un per­cor­so non sem­pli­ce. Come sot­to­li­nea la dot­to­res­sa Ida Sal­vo, uno degli aspet­ti più dif­fi­ci­li è sta­to far com­pren­de­re la dif­fe­ren­za tra un vero ospe­da­le pedia­tri­co e un repar­to di pedia­tria inse­ri­to all’in­ter­no di un ospe­da­le gene­ra­le. Oggi il Buz­zi è impe­gna­to in set­to­ri par­ti­co­lar­men­te deli­ca­ti, tra cui le malat­tie gene­ti­che rare e le gra­vi pato­lo­gie neo­na­ta­li e pedia­tri­che, per le qua­li ricer­ca, dia­gno­si pre­co­ce e tec­no­lo­gie avan­za­te pos­so­no fare una dif­fe­ren­za enor­me. La col­la­bo­ra­zio­ne con cen­tri di ricer­ca e con Tele­thon per­met­te di svi­lup­pa­re pro­get­ti rivol­ti anche alle pato­lo­gie per le qua­li non esi­ste anco­ra una tera­pia. Tra le ini­zia­ti­ve in cor­so figu­ra inol­tre un pro­get­to finan­zia­to da TIM dedi­ca­to alla ricer­ca di tes­su­ti spe­ci­fi­ci per le ustio­ni pedia­tri­che, dif­fe­ren­ti da quel­li uti­liz­za­ti per gli adul­ti. Dona­zio­ni che diven­ta­no ricer­ca e tec­no­lo­gia. Il soste­gno dei pri­va­ti e del­le fon­da­zio­ni rap­pre­sen­ta un tas­sel­lo fon­da­men­ta­le. Gra­zie alle dona­zio­ni e a un con­tri­bu­to di un milio­ne di euro di Fon­da­zio­ne Cari­plo, è sta­to pos­si­bi­le inve­sti­re anche in appa­rec­chia­tu­re per la dia­gno­sti­ca gene­ti­ca avan­za­ta. La pre­sen­za del­l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no con­sen­te inol­tre di affian­ca­re all’as­si­sten­za dei pic­co­li pazien­ti un’im­por­tan­te atti­vi­tà di ricer­ca e for­ma­zio­ne degli spe­cia­liz­zan­di. La Fon­da­zio­ne Buz­zi ha rea­liz­za­to anche un Cen­tro regio­na­le per la For­ma­zio­ne, dota­to di stru­men­ti capa­ci di simu­la­re pato­lo­gie neo­na­ta­li, pedia­tri­che e mater­ne. Qui medi­ci, infer­mie­ri e altri pro­fes­sio­ni­sti pos­so­no eser­ci­tar­si e pre­pa­rar­si ad affron­ta­re situa­zio­ni cli­ni­che par­ti­co­lar­men­te com­ples­se. Oltre 30mila acces­si all’an­no al Pron­to Soc­cor­so. Un altro pun­to fon­da­men­ta­le è l’ac­co­glien­za. Il Buz­zi, essen­do un ospe­da­le pub­bli­co, pren­de in cari­co i bam­bi­ni che arri­va­no al Pron­to Soc­cor­so o ven­go­no invia­ti da altre strut­tu­re. Sono oltre 30mila gli acces­si annua­li e non man­ca­no pic­co­li pazien­ti pro­ve­nien­ti dal­l’e­ste­ro, alcu­ni dei qua­li arri­va­no in con­di­zio­ni cri­ti­che attra­ver­so Amba­scia­te, Cro­ce Ros­sa e Aero­nau­ti­ca Mili­ta­re ita­lia­na. Per le fami­glie costret­te a rima­ne­re a Mila­no duran­te cure e con­va­le­scen­za esi­ste un pic­co­lo allog­gio all’in­ter­no del­l’o­spe­da­le. L’au­spi­cio è quel­lo di amplia­re ulte­rior­men­te que­sta pos­si­bi­li­tà di acco­glien­za anche attra­ver­so la col­la­bo­ra­zio­ne con Fon­da­zio­ne Ronald McDo­nald e, in futu­ro, arri­va­re alla rea­liz­za­zio­ne di una gran­de Casa Ronald anche a Mila­no. Una “Sta­zio­ne dei bam­bi­ni” per acco­glie­re i pic­co­li pazien­ti, Tra i pro­get­ti c’è anche un’i­dea capa­ce di por­ta­re l’o­spe­da­le fuo­ri dal­le pro­prie mura. Vici­no al Buz­zi si tro­va infat­ti una sta­zio­ne del­la metro­po­li­ta­na. L’o­biet­ti­vo è tra­sfor­mar­la, insie­me a M5 e alla Fon­da­zio­ne di Comu­ni­tà, nel­la “Sta­zio­ne dei bam­bi­ni”, coin­vol­gen­do arti­sti inter­na­zio­na­li e crean­do uno spa­zio più colo­ra­to e acco­glien­te per i pic­co­li che arri­va­no in ospe­da­le. Un pro­get­to par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­vo con­si­de­ran­do che la Zona 8 pre­sen­ta la più alta per­cen­tua­le di bam­bi­ni resi­den­ti a Mila­no. A novem­bre il nuo­vo padi­glio­ne del­l’e­mer­gen­za-urgen­za. Un pas­sag­gio deci­si­vo arri­ve­rà in autun­no, quan­do è pre­vi­sta l’i­nau­gu­ra­zio­ne del nuo­vo padi­glio­ne dedi­ca­to all’e­mer­gen­za-urgen­za, costrui­to dal Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­na­le e alle­sti­to in lar­ga par­te gra­zie al con­tri­bu­to dei dona­to­ri del­la Fon­da­zio­ne Buz­zi. Il nuo­vo edi­fi­cio ospi­te­rà un gran­de Pron­to Soc­cor­so, un repar­to di radio­lo­gia, la tera­pia inten­si­va pedia­tri­ca, la pato­lo­gia neo­na­ta­le, nuo­ve sale ope­ra­to­rie e per­si­no un giar­di­no pen­si­le dedi­ca­to alle fami­glie. L’e­di­fi­cio sarà inol­tre deco­ra­to dal­la Anouk Foun­da­tion e l’i­nau­gu­ra­zio­ne uffi­cia­le è pre­vi­sta per i pri­mi gior­ni di novem­bre. Ed è pro­prio qui che il valo­re del­le dona­zio­ni assu­me un signi­fi­ca­to con­cre­to: con­tri­bui­re al com­ple­ta­men­to degli spa­zi, dota­re le sale ope­ra­to­rie di nuo­ve attrez­za­tu­re, acqui­sta­re tec­no­lo­gie e con­ti­nua­re la ricer­ca scien­ti­fi­ca sul­le malat­tie gene­ti­che rare. I Mes­sag­ge­ri del Mare e quel­la goc­cia che diven­ta ocea­no. I Mes­sag­ge­ri del Mare cono­sco­no bene il valo­re di que­ste ini­zia­ti­ve. Dopo l’e­spe­rien­za soli­da­le dedi­ca­ta all’O­spe­da­le Gasli­ni di Geno­va, con­clu­sa con suc­ces­so, han­no deci­so di rivol­ge­re la loro atten­zio­ne ai bam­bi­ni del Buz­zi. La serie di ini­zia­ti­ve è gui­da­ta dal respon­sa­bi­le Pier­lui­gi Costa, insie­me alla gior­na­li­sta Moni­ca Aco­sta, agli inse­gnan­ti Lina Ame­lio e Costan­zo Schia­vo­ni, alla musi­ci­sta Bea­tri­ce Gar­giu­lo e all’at­ti­vi­sta Raf­fae­le Ame­lio. Il viag­gio di soli­da­rie­tà è par­ti­to dal­la Sar­de­gna, a Olbia, con l’in­con­tro con i bam­bi­ni del­le scuo­le del­l’in­fan­zia “La Pic­co­la Acca­de­mia” e “La Nuo­va Pic­co­la Acca­de­mia”, fon­da­te da Sil­va­na Cec­chet­ti. La secon­da tap­pa si è svol­ta a luglio a Scam­pia, Napo­li, anco­ra una vol­ta incon­tran­do bam­bi­ni e ragaz­zi. Poi il viag­gio è arri­va­to all’I­so­la d’El­ba, dove la soli­da­rie­tà ha incon­tra­to musi­ca e spet­ta­co­lo attra­ver­so una serie di sera­te con gli arti­sti Rober­to Fois, inter­pre­te del reper­to­rio di Rena­to Zero, e Danie­le Bla­z­ko. Il per­cor­so cul­mi­ne­rà il pros­si­mo autun­no a Mila­no, con la ceri­mo­nia fina­le pres­so la sede del­la Fon­da­zio­ne Buz­zi. “Mil­le Pic­co­le Onde” rac­con­ta così un’i­dea sem­pli­ce ma poten­tis­si­ma: nes­su­na dona­zio­ne è trop­po pic­co­la quan­do entra in un pro­get­to col­let­ti­vo. Una goc­cia si uni­sce a un’al­tra, poi a un’al­tra anco­ra. E alla fine può diven­ta­re quel mare di spe­ran­za neces­sa­rio per acqui­sta­re un’ap­pa­rec­chia­tu­ra, soste­ne­re una ricer­ca, miglio­ra­re una sala ope­ra­to­ria o offri­re una pos­si­bi­li­tà in più a un bam­bi­no. Per­ché die­tro ogni tec­no­lo­gia, ogni labo­ra­to­rio e ogni pro­get­to scien­ti­fi­co resta l’o­biet­ti­vo più impor­tan­te: dare ai bam­bi­ni mala­ti più pos­si­bi­li­tà di cura, di futu­ro e di vita.

Fon­te del­le infor­ma­zio­ni e con­tri­bu­to: Moni­ca Aco­sta.

Rispondi