Non aveva detto nulla, per modestia o forse per scaramanzia. Ma adesso che le gomme hanno smesso di cantare e i cronometri hanno parlato chiaro, possiamo raccontarlo: Giudicelli ha corso – e convinto – al Campagnolo, una delle gare più toste e affascinanti del panorama nazionale. Una performance da incorniciare: primo di categoria, secondo nel Trofeo Michelin Italia, con punti fondamentali che gli permettono di restare saldamente in testa al Campionato Italiano Gruppo 2 e primo nella classe 1600. Ma non finisce qui: anche nel Trofeo Michelin Italia domina la classe 1600 ed è secondo nella classifica assoluta. Insomma, chi pensava fosse un fuoco di paglia, dovrà ricredersi. La gara? Non semplice, soprattutto la prima prova speciale, su un asfalto nuovo e liscio come il ghiaccio, che ha messo in difficoltà tre quarti degli equipaggi. Ma Giudicelli non si è lasciato intimidire, gestendo con esperienza e precisione. Le altre prove sono state più “classiche”, ma sempre tecniche e spettacolari, in una competizione ben organizzata, nonostante un anno di stop. Dietro i successi, però, ci sono anche i legami umani che fanno la differenza. E uno di questi è l’amicizia vera e profonda con Marco Galullo, compagno di mille avventure, presenza discreta ma costante.Un rapporto che va oltre le gare, fatto di stima, supporto e risate condivise, dentro e fuori dall’abitacolo. Il Campagnolo ha parlato. E il nome di Giudicelli risuona forte.











