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Sì alla nuova cultura della mobilità pubblica proposta dai giovani elbani

Sini­stra Ita­lia­na – Allean­za Ver­di Sini­stra appog­gia la richie­sta del Forum Gio­va­ni­le dell’Elba di atti­va­re for­ma di tra­spor­to pub­bli­co loca­le (TPL) not­tur­no, “un ser­vi­zio che rispon­de­reb­be a esi­gen­ze di socia­li­tà, sicu­rez­za ed acces­si­bi­li­tà eco­no­mi­ca e che sareb­be avver­ti­to come mol­to impor­tan­te dal­la comu­ni­tà gio­va­ni­le del­l’El­ba”. E’ un nuo­vo modo di inten­de­re il TPL che emer­ge anche nel nostro docu­men­to di discus­sio­ne pro­gram­ma­ti­ca “Ver­so le ele­zio­ni regio­na­li – Pro­gram­ma per un’alternativa ros­so­ver­de” che par­te da una for­te cri­ti­ca dell’attuale model­lo dei tra­spor­ti pub­bli­ci in Tosca­na e che pro­po­ne un nuo­vo model­lo per la mobi­li­tà per il XXI seco­lo, ripor­tan­do una gestio­ne pub­bli­ca nel TPL come vera alter­na­ti­va al tra­spor­to pri­va­to. “Una mobi­li­tà tut­ta cen­tra­ta sul tra­spor­to indi­vi­dua­le pri­va­to su gom­ma è sem­pre più inso­ste­ni­bi­le e l’illusione di una cre­sci­ta infi­ni­ta di que­sto model­lo è entra­to irre­ver­si­bil­men­te in cri­si, non lo dicia­mo noi, ma lo dico­no all’unisono tut­ti gli stu­di inter­na­zio­na­li” e le ragaz­ze e i ragaz­zi elba­ni con il loro luci­dis­si­mo docu­men­to che dice che, anche all’Elba, un’epoca si è chiu­sa. Se come Tosca­na e Arci­pe­la­go, voglia­mo evi­ta­re il decli­no, dob­bia­mo usci­re defi­ni­ti­va­men­te dal ‘900 e costrui­re una nuo­va cul­tu­ra del­la mobi­li­tà – marit­ti­ma e ter­re­stre – che abbia al cen­tro i biso­gni e i dirit­ti del­le per­so­ne, a comin­cia­re dai gio­va­ni, dagli anzia­ni, dei pen­do­la­ri e dei mala­ti. “Il pun­to noda­le di que­sta rivo­lu­zio­ne cul­tu­ra­le dovrà esse­re l’implementazione di un siste­ma di tra­spor­to pub­bli­co più intel­li­gen­te e mul­ti­mo­da­le”, scri­via­mo nel­le nostre boz­ze pro­gram­ma­ti­che che riba­di­sco­no anche che “l’attenzione alle gio­va­ni e ai gio­va­ni e ai loro biso­gni deve con­ti­nua­re ad esse­re al cen­tro del nostro lavo­ro”.

 

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