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Protezione Civile all’Elba, l’appello di Stefano Luzzetti: «Abbiamo mezzi e attrezzature, ma mancano i volontari»

La for­te pre­ci­pi­ta­zio­ne che ha inte­res­sa­to oggi l’Isola d’Elba ripor­ta al cen­tro dell’attenzione il ruo­lo fon­da­men­ta­le del­le asso­cia­zio­ni di Pro­te­zio­ne Civi­le. Ma die­tro mez­zi, attrez­za­tu­re e inter­ven­ti ci sono per­so­ne. E quel­le per­so­ne, pur­trop­po, sono sem­pre meno. Basta una gior­na­ta come quel­la di oggi, con la piog­gia che cade con for­za sull’Isola d’Elba e le ine­vi­ta­bi­li situa­zio­ni di dif­fi­col­tà che si ven­go­no a crea­re, per ricor­dar­ci quan­to sia impor­tan­te poter con­ta­re sul­la pre­sen­za del­la Pro­te­zio­ne Civi­le sul ter­ri­to­rio. Quan­do il tem­po peg­gio­ra, quan­do una stra­da pre­sen­ta un pro­ble­ma, quan­do cade un albe­ro o si veri­fi­ca una situa­zio­ne che può rap­pre­sen­ta­re un peri­co­lo, il tele­fo­no comin­cia a squil­la­re. Dall’altra par­te, però, non rispon­de una mac­chi­na ma rispon­do­no del­le per­so­ne. Quel­le per­so­ne, aves­si­te­lo a scro­dav­ve­lo, che lascia­no la pro­pria casa, inter­rom­po­no quel­lo che stan­no facen­do, indos­sa­no una divi­sa, sal­go­no su un mez­zo e van­no dove c’è biso­gno. Ed è pro­prio da una gior­na­ta dif­fi­ci­le come quel­la di oggi che arri­va il mes­sag­gio di Ste­fa­no Luz­zet­ti, da anni impe­gna­to nel­la Pro­te­zio­ne Civi­le elba­na. Le sue paro­le dovreb­be­ro far riflet­te­re tut­ti: «In gior­na­te come quel­la di oggi, tut­ti si ricor­da­no del­la pre­sen­za di un’associazione di Pro­te­zio­ne Civi­le dispo­ni­bi­le sul ter­ri­to­rio… e ini­zia­no a chia­ma­re per qual­sia­si situa­zio­ne, anche per la pic­co­la fra­sca cadu­ta in stra­da. Abbia­mo i mez­zi e le attrez­za­tu­re… ma man­ca­no i volon­ta­ri. Per alcu­ni l’età avan­za, per altri la fami­glia e il lavo­ro chia­ma­no… i nume­ri del­le dispo­ni­bi­li­tà sono sem­pre più incle­men­ti… e di que­sto pas­so… si arri­ve­rà alla fine…» Per­ché pos­sia­mo acqui­sta­re mez­zi, attrez­za­tu­re, pom­pe, gene­ra­to­ri e tut­to ciò che ser­ve per affron­ta­re un’emergenza, pos­sia­mo miglio­ra­re l’organizzazione e inve­sti­re nel­la pre­pa­ra­zio­ne. Ma sen­za volon­ta­ri tut­to que­sto, sem­pli­ce­men­te, non può fun­zio­na­re e tut­ta l’at­trez­za­tu­ra sape­te dove ce la bat­tia­mo??? Esat­ta­men­te li. Il volon­ta­ria­to ha indub­bia­men­te biso­gno di un ricam­bio gene­ra­zio­na­le Die­tro ogni inter­ven­to che spes­so dia­mo qua­si per scon­ta­to ci sono don­ne e uomi­ni che dedi­ca­no gra­tui­ta­men­te tem­po, ener­gie e com­pe­ten­ze alla pro­pria comu­ni­tà e mol­ti lo fan­no da anni, Ma il tem­po, cari miei, pas­sa per tut­ti. C’è chi non ha più l’età o le ener­gie di una vol­ta, chi deve fare i con­ti con il lavo­ro, chi con gli impe­gni fami­lia­ri. Ed è pro­prio per que­sto che diven­ta indi­spen­sa­bi­le che nuo­ve per­so­ne si avvi­ci­ni­no al mon­do del­la Pro­te­zio­ne Civi­le. Non signi­fi­ca neces­sa­ria­men­te diven­ta­re degli eroi, gli eroi per noi del­l’E­di­co­la Elba­na sono i nostri non­ni­ni che pren­do­no un caz­zo nien­te di pen­sio­ne, ci cam­pa­no e in più dan­no i sol­di ai nipoti.…quelli so eroi. Qui si par­la di Impa­ra­re, for­mar­si, cono­sce­re il ter­ri­to­rio, lavo­ra­re insie­me agli altri e sape­re che, nel momen­to in cui la pro­pria comu­ni­tà avrà biso­gno, ci sarà anche una mano in più. Oggi dicia­mo gra­zie, ma co le gra­zie ci si fa poco, a Ste­fa­no Luz­zet­ti e a tut­ti colo­ro che da anni per­met­to­no a que­sta real­tà di esi­ste­re. Gra­zie a chi esce men­tre gli altri cer­ca­no ripa­ro. Gra­zie a chi rispon­de al tele­fo­no, a chi con­trol­la una stra­da, a chi inter­vie­ne sot­to la piog­gia, a chi tra­scor­re ore lon­ta­no dal­la pro­pria fami­glia e a chi dedi­ca gior­na­te alla for­ma­zio­ne e alla manu­ten­zio­ne del­le attrez­za­tu­re anche quan­do non c’è nes­su­na emer­gen­za da rac­con­ta­re. Il mes­sag­gio di oggi deve diven­ta­re anche un appel­lo rivol­to a tut­ta l’Isola d’Elba e soprat­tut­to a chi sen­te di poter dedi­ca­re una par­te del pro­prio tem­po agli altri. Avvi­ci­na­te­vi alla Pro­te­zio­ne Civi­le. Infor­ma­te­vi. Chie­de­te cosa pote­te fare. Pro­va­te a cono­sce­re que­sto mon­do. Per­ché un ter­ri­to­rio come il nostro, con tut­te le sue par­ti­co­la­ri­tà e fra­gi­li­tà, ha biso­gno di una rete di volon­ta­ri pre­pa­ra­ta, pre­sen­te e nume­ro­sa. Non pos­sia­mo ricor­dar­ci del­la Pro­te­zio­ne Civi­le sol­tan­to quan­do pio­ve for­te e abbia­mo biso­gno di qual­cu­no. Dob­bia­mo ricor­dar­ci del­la Pro­te­zio­ne Civi­le anche quan­do splen­de il sole. Per­ché è pro­prio in quel­le gior­na­te che si costrui­sce la squa­dra che, quan­do arri­ve­rà la pros­si­ma emer­gen­za, sarà pron­ta a rispon­de­re. E se oggi quel­la squa­dra ci sta dicen­do che ha biso­gno di nuo­ve per­so­ne, for­se è arri­va­to il momen­to di ascol­tar­la. La Pro­te­zio­ne Civi­le sia­mo anche noi. E il futu­ro del volon­ta­ria­to elba­no dipen­de da chi, oggi, deci­de­rà di esser­ci doma­ni. A gen­te come Ste­fa­no e come tan­ti altri, del­l’ap­plau­si unci­fan­no nulla.…vogliono una mano.

Zio Stix

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