Giovedì 27 agosto alle 21.30, al Teatrino delle Suore di Porto Azzurro, sarà presentato “Tra ricordi e racconti. Memorie di una famiglia del Lido, località marina di Capoliveri all’isola d’Elba”, il memoriale scritto da Giuliano Messina e pubblicato dopo la sua scomparsa grazie al lavoro della moglie Marinella Maurita Innocenti. Un viaggio nella memoria privata che diventa anche racconto della trasformazione sociale ed economica dell’Isola d’Elba. Ci sono storie familiari che, pagina dopo pagina, finiscono per raccontare la storia di un’intera comunità. È il caso di “Tra ricordi e racconti. Memorie di una famiglia del Lido, località marina di Capoliveri all’isola d’Elba”, il libro di Giuliano Messina che sarà presentato giovedì 27 agosto 2026, alle ore 21.30, presso il Teatrino delle Suore di Porto Azzurro. Un appuntamento che assume un significato particolare perché Giuliano Messina, nato il 17 giugno 1946 e scomparso il 29 febbraio 2024, non ha potuto vedere il suo lavoro arrivare alla pubblicazione. Il memoriale è stato infatti curato dopo la sua morte dalla moglie Marinella Maurita Innocenti, cercando di conservare il più possibile l’impostazione, le immagini e soprattutto lo spirito che Giuliano aveva voluto dare alla sua opera. Messina iniziò a mettere nero su bianco i propri ricordi nel gennaio del 2021, durante il periodo segnato dalla pandemia. Da quel momento prese forma un lungo viaggio attraverso la memoria della sua famiglia, partendo dai nonni paterni e materni e attraversando oltre un secolo di storia, fino agli anni più recenti. Giuliano riuscì a completare il manoscritto poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2024 a seguito di una malattia, senza però avere il tempo di effettuare la revisione definitiva. Nella preparazione del volume si è quindi scelto di rispettare il più possibile il suo lavoro originale, compresa quella particolare successione dei ricordi che non segue sempre un ordine strettamente cronologico. Il risultato è una narrazione che procede quasi a spirale: un episodio ne richiama un altro, il presente apre improvvisamente una porta sul passato e la memoria personale si intreccia continuamente con quella collettiva. Dall’emigrazione in America alla Seconda Guerra Mondiale. Tra le pagine emerge anche la storia dell’emigrazione dei nonni materni verso l’America e del loro successivo ritorno all’Isola d’Elba dopo circa sedici anni. Ma il libro attraversa anche alcuni dei periodi più drammatici del Novecento elbano. Messina racconta infatti vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, proponendo episodi poco conosciuti della Resistenza sull’isola e ricordi relativi allo Sbarco del giugno 1944, osservato attraverso una prospettiva familiare e quotidiana. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del volume: la grande Storia non viene raccontata soltanto attraverso date e avvenimenti, ma attraverso gli occhi di chi quei momenti li ha vissuti, direttamente o attraverso i racconti tramandati in famiglia. La storia personale di Giuliano Messina si lega inoltre a una delle trasformazioni più profonde vissute dall’Elba nel secondo dopoguerra. Imprenditore del Lido di Capoliveri, Messina fu infatti tra coloro che, agli inizi degli anni Sessanta, seppero intuire il cambiamento che stava interessando l’economia isolana. L’Elba che per generazioni aveva vissuto soprattutto di agricoltura, miniere e attività siderurgiche cominciava a scoprire una nuova risorsa destinata a cambiarne per sempre il volto: il turismo. Giuliano Messina fu uno dei primi imprenditori capoliveresi a cogliere quella trasformazione e la sua esperienza diventa così anche testimonianza diretta della nascita dell’Elba turistica contemporanea. Il racconto abbraccia un periodo che va indicativamente dal 1911 al 2024, più di un secolo durante il quale cambiano il lavoro, le abitudini, le famiglie, il territorio e la società elbana. Tra ricordi personali, fotografie ed episodi tramandati emergono informazioni di carattere storico, economico, sociale ed etno-antropologico. Quella dei Messina è una storia familiare, certo. Ma proprio attraverso le vicende di una famiglia del Lido di Capoliveri è possibile osservare in controluce ciò che è accaduto a tante famiglie dell’isola: l’emigrazione e il ritorno, la guerra, la ricostruzione, il lavoro, l’abbandono progressivo delle vecchie economie e infine l’arrivo del turismo. “Tra ricordi e racconti” diventa così qualcosa di più di un memoriale. È una piccola capsula del tempo elbana, costruita con ricordi, fotografie, persone e luoghi che rischierebbero altrimenti di essere lentamente cancellati dal trascorrere degli anni. La presentazione di giovedì sera a Porto Azzurro sarà quindi anche un’occasione per ricordare Giuliano Messina attraverso le parole che lui stesso ha scelto di lasciare. Perché conservare la memoria di una famiglia significa, qualche volta, salvare anche un piccolo ma prezioso pezzo della memoria dell’Isola d’Elba.









