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Portoferraio, alla Sala Telemaco Signorini la personale di Nevio Leoni: l’Elba tra colori, geometrie e memoria

Por­to­fer­ra­io, alla Sala Tele­ma­co Signo­ri­ni la per­so­na­le di Nevio Leo­ni: l’Elba tra colo­ri, geo­me­trie e memo­ria. Fino al 28 ago­sto le ope­re del pit­to­re elba­no in espo­si­zio­ne nel­la sala di Cala­ta Maz­zi­ni. Tet­ti, bor­ghi e pae­sag­gi mari­ni rac­con­ta­ti attra­ver­so for­me geo­me­tri­che e inten­si colo­ri medi­ter­ra­nei. Ingres­so gra­tui­to dal­le 18 alle 23. I colo­ri dell’Isola d’Elba, i tet­ti di Por­to­fer­ra­io, gli scor­ci dei bor­ghi e il mare diven­ta­no pro­ta­go­ni­sti del­la mostra per­so­na­le di Nevio Leo­ni, ospi­ta­ta nel­la Sala espo­si­ti­va “Tele­ma­co Signo­ri­ni” di Cala­ta Maz­zi­ni 37, a Por­to­fer­ra­io. L’esposizione reste­rà aper­ta fino a vener­dì 28 ago­sto 2026 e potrà esse­re visi­ta­ta gra­tui­ta­men­te tut­ti i gior­ni, in ora­rio sera­le, dal­le 18 alle 23. L’Isola d’Elba rac­con­ta­ta attra­ver­so il colo­re. Nel­le ope­re di Nevio Leo­ni il pae­sag­gio elba­no vie­ne osser­va­to e suc­ces­si­va­men­te tra­sfor­ma­to attra­ver­so la sen­si­bi­li­tà dell’artista. I tet­ti di Por­to­fer­ra­io, le archi­tet­tu­re dei cen­tri sto­ri­ci e le vedu­te sul mare non sono sem­pli­ce­men­te ripro­dot­ti sul­la tela, ma ven­go­no scom­po­sti e rico­strui­ti attra­ver­so geo­me­trie, for­me e cam­pi­tu­re cro­ma­ti­che. Il colo­re, for­te e pro­fon­da­men­te medi­ter­ra­neo, assu­me così un ruo­lo cen­tra­le. È attra­ver­so di esso che Leo­ni cer­ca di cat­tu­ra­re non sol­tan­to la luce dell’Elba, ma anche le atmo­sfe­re, i ricor­di e le emo­zio­ni lega­te ai suoi luo­ghi. Ne nasce una pit­tu­ra imme­dia­ta­men­te rico­no­sci­bi­le, capa­ce di par­ti­re dal­la real­tà per spin­ger­si ver­so una dimen­sio­ne più inti­ma, nel­la qua­le il pae­sag­gio diven­ta anche memo­ria. Le paro­le del pro­fes­sor Ange­lo Ghi­lar­di, A rac­con­ta­re il valo­re del­la ricer­ca arti­sti­ca di Leo­ni è anche il pro­fes­sor Ange­lo Ghi­lar­di, già docen­te dell’Accademia di Bre­ra, che nei suoi testi cri­ti­ci sot­to­li­nea la capa­ci­tà del­le ope­re del pit­to­re di tra­sfor­mar­si in un vero e pro­prio lin­guag­gio visi­vo. “Nevio ha l’intuizione dell’artista che sa guar­da­re al di là del descri­vi­bi­le, del pre­ve­di­bi­le”, scri­ve Ghi­lar­di. Una pit­tu­ra che, secon­do il cri­ti­co, “rac­chiu­de il quo­ti­dia­no del­la soprav­vi­ven­za, acce­le­ran­do il colo­re che guar­da oltre, ver­so l’impossibile che è rea­le per­ché spe­ra­to, volu­to e pro­get­ta­to”. Paro­le che descri­vo­no bene una pro­du­zio­ne arti­sti­ca nel­la qua­le la real­tà rima­ne il pun­to di par­ten­za, ma vie­ne fil­tra­ta attra­ver­so il ricor­do e la sen­si­bi­li­tà per­so­na­le dell’autore. Un dia­lo­go tra la Por­to­fer­ra­io rea­le e quel­la dipin­ta, Par­ti­co­lar­men­te sug­ge­sti­va anche la scel­ta del­la Sala “Tele­ma­co Signo­ri­ni”, sto­ri­co spa­zio espo­si­ti­vo affac­cia­to sul­la Cala­ta di Por­to­fer­ra­io. Le archi­tet­tu­re, i tet­ti e i colo­ri del­la cit­tà rea­le sem­bra­no infat­ti dia­lo­ga­re con quel­li rein­ter­pre­ta­ti nel­le tele di Nevio Leo­ni, crean­do una sor­ta di pon­te tra ciò che il visi­ta­to­re può osser­va­re all’esterno del­la sala e ciò che ritro­va, tra­sfor­ma­to dall’arte, al suo interno.La mostra rap­pre­sen­ta così un’occasione per resi­den­ti e turi­sti di risco­pri­re l’Isola d’Elba attra­ver­so uno sguar­do dif­fe­ren­te: quel­lo di un arti­sta che uti­liz­za geo­me­trie e colo­ri per rac­con­ta­re un ter­ri­to­rio cono­sciu­to, tra­sfor­man­do­lo in un pae­sag­gio del­la memo­ria. La per­so­na­le di Nevio Leo­ni sarà visi­ta­bi­le fino al 28 ago­sto, tut­ti i gior­ni dal­le 18 alle 23, pres­so la Sala “Tele­ma­co Signo­ri­ni” di Cala­ta Maz­zi­ni 37 a Por­to­fer­ra­io. L’ingresso è gra­tui­to.

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