Ci ha lasciato Renzo Chiocca e mi sembra doveroso dedicargli qualche riga. Il titolo dice già molto: chi sa, capirà. «Allora, che facciamo? Procediamo?». Renzo era un personaggio che sembrava uscito da un film. Quante ne ha raccontate grazie alla sua vita notturna, le simpatiche ragazze, e gli avventori di dubbia provenienza che gli passavano davanti tutte le notti. Negli ultimi anni era ospite della RSA di San Giovanni. Due anni fa ci chiamarono per suonare e trascorrere qualche ora in allegria con i nostri vecchietti. Renzo, inizialmente, non voleva venire. Poi gli dissero che c’era Stix e allora si presentò. Scambiammo due battute, riaffiorò qualche vecchio ricordo e, su quel volto ormai stanco e un po’ rassegnato, vidi comparire un timido sorriso. Per qualche istante mi sembrò di ritrovare il Renzino di sempre. Vi lascio immaginare cosa accadde quando la ragazza che lo accompagnava, incuriosita dai nostri racconti e da quel famoso “procediamo?”, provò a fare qualche domanda. La risposta di Renzo fu immediata e perfettamente nel suo stile: «Zitta, bimba! Sai una sega te che vordì “procediamo”… eri sempre all’asilo!». Ecco, Renzo era anche questo: una battuta pronta, uno sguardo complice e una parola capace di racchiudere storie che oggi è forse meglio non raccontare completamente. Ciao Renzino, buon viaggio. Non posso scrivere molto di più, perché altrimenti qualche moglie potrebbe finalmente scoprire dove andava davvero il sù marito… Allora, Renzo, che facciamo? Procediamo.
Ciao Grande.…









