È morto oggi, venerdì 31 luglio, don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus. Aveva 96 anni e per tutta la vita ha scelto di stare accanto ai giovani più fragili, alle persone dipendenti dalla droga e a chi rischiava di rimanere ai margini della società. Don Mazzi non amava limitarsi alle parole. Il suo era un modo concreto, diretto e spesso fuori dagli schemi di vivere il Vangelo e l’impegno educativo. Credeva nell’accoglienza, nel lavoro, nella responsabilità e nella possibilità, per ogni essere umano, di rialzarsi e ricominciare. Nel 1985 diede vita alla prima Carovana Exodus, un’esperienza educativa fondata sul viaggio, sulla condivisione e sulla capacità di affrontare insieme le difficoltà. Da quell’intuizione nacque una rete di comunità impegnate nel recupero dalle dipendenze, nella prevenzione del disagio giovanile e nel reinserimento sociale e lavorativo. Tra le realtà più significative c’è quella dell’Isola d’Elba. Alle Picchiaie, nel territorio di Portoferraio, si trova “La Mammoletta”, conosciuta come la “sede del mare” di Exodus. Fondata nel 1990 da Marta Del Bono e Stanislao Pecchioli, la comunità ha accolto negli anni adolescenti e giovani adulti con problemi di dipendenza e differenti forme di disagio sociale, familiare e psicologico. Alla Mammoletta il mare e la vela sono diventati veri strumenti educativi. Salire su una barca, rispettare i propri compagni, affrontare il vento e imparare a cambiare rotta rappresentano anche una metafora della vita. Un percorso nel quale non esistono soltanto errori o sconfitte, ma anche nuove partenze. Il legame tra don Mazzi e l’Elba è stato profondo. La nostra isola ha condiviso il suo grande progetto di accoglienza e ha visto tanti ragazzi ritrovare dignità, fiducia e quella “tremenda voglia di vivere” che ha sempre accompagnato l’esperienza di Exodus. Anche noi dell’Edicola Elbana abbiamo avuto il privilegio di incontrarlo e intervistarlo. In quella occasione gli regalammo la maglietta dell’Edicola Elbana: un gesto semplice, ma diventato oggi un ricordo ancora più prezioso. Don Mazzi ci accolse con la sua spontaneità, la sua ironia e quella straordinaria capacità di parlare dei problemi più difficili usando parole comprensibili a tutti. Resta il ricordo dell’uomo, del sacerdote e soprattutto dell’educatore che non ha mai considerato nessuno una causa persa. Don Mazzi ci lascia, ma il suo cammino continua nelle comunità Exodus, negli educatori, nei volontari e nelle tantissime persone alle quali ha offerto una nuova possibilità. Alla grande famiglia di Exodus e agli amici della comunità elbana della Mammoletta giungano la vicinanza e le condoglianze dell’Edicola Elbana. Ciao don Antonio. Siamo orgogliosi di averti incontrato e di averti visto indossare anche la nostra maglietta.
Zio Stix, Federico e tutta l’Edicola Elbana









