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“Orizzonti della memoria”: a cura di Gabriele Bianconi, alla Wip Gallery di Portoferraio un capolavoro di Goya per riflettere su guerra, pace e diritti umani

Un even­to cul­tu­ra­le di gran­de pre­sti­gio appro­da all’I­so­la d’El­ba. La Wip Gal­le­ry di Belin­da Bian­cot­ti, a Por­to­fer­ra­io, inau­gu­re­rà saba­to 25 luglio alle ore 21.30 la mostra “Oriz­zon­ti del­la memo­ria”, un’e­spo­si­zio­ne che avrà come pro­ta­go­ni­sta una del­le ope­re più signi­fi­ca­ti­ve di Fran­ci­sco José de Goya y Lucien­tes (1746–1828): “Algun par­ti­do saca”, tavo­la n. 40 del­la cele­bre serie “Los Desa­stres de la Guer­ra”. L’i­ni­zia­ti­va nasce con l’o­biet­ti­vo di offri­re al pub­bli­co non solo la pos­si­bi­li­tà di ammi­ra­re un auten­ti­co capo­la­vo­ro del­l’ar­te euro­pea, ma anche di sti­mo­la­re una pro­fon­da rifles­sio­ne sul­l’at­tua­li­tà dei temi affron­ta­ti da Goya: la vio­len­za del­la guer­ra, il valo­re del­la pace, la digni­tà del­la per­so­na e la dife­sa dei dirit­ti fon­da­men­ta­li. Secon­do il cura­to­re Gabrie­le Bian­co­ni, la tavo­la n. 40 rap­pre­sen­ta una del­le inci­sio­ni più affa­sci­nan­ti del­l’in­te­ra serie. L’o­pe­ra raf­fi­gu­ra una figu­ra uma­na impe­gna­ta in uno scon­tro con un ani­ma­le, gene­ral­men­te iden­ti­fi­ca­to come un bull­dog o un masti­no. Una sce­na volu­ta­men­te enig­ma­ti­ca che si tra­sfor­ma in una poten­te alle­go­ria del­la bru­ta­li­tà del­la guer­ra e del­la fra­gi­li­tà del­l’uo­mo di fron­te alla vio­len­za. Rea­liz­za­ta tra il 1810 e il 1820 duran­te le guer­re napo­leo­ni­che, la rac­col­ta “I disa­stri del­la guer­ra” costi­tui­sce una del­le più alte denun­ce arti­sti­che con­tro ogni con­flit­to. Goya abban­do­na ogni cele­bra­zio­ne eroi­ca per rac­con­ta­re sof­fe­ren­za, sopraf­fa­zio­ne e per­di­ta di uma­ni­tà, anti­ci­pan­do con il suo lin­guag­gio inci­si­vo il moder­no foto­gior­na­li­smo e l’e­spres­sio­ni­smo. L’e­sem­pla­re che sarà espo­sto alla Wip Gal­le­ry appar­tie­ne alla pri­ma edi­zio­ne uffi­cia­le del 1863, pub­bli­ca­ta dal­la Real Aca­de­mia de Bel­las Artes de San Fer­nan­do di Madrid. Un det­ta­glio che con­fe­ri­sce all’o­pe­ra un impor­tan­te valo­re sto­ri­co e col­le­zio­ni­sti­co, ren­den­do­la anco­ra più pre­zio­sa agli occhi degli stu­dio­si e degli appas­sio­na­ti. L’e­spo­si­zio­ne sarà inol­tre arric­chi­ta da una sele­zio­ne di ope­re appar­te­nen­ti alla col­le­zio­ne del­la Wip Gal­le­ry, offren­do ai visi­ta­to­ri un per­cor­so arti­sti­co anco­ra più ampio.

Il pro­gram­ma

La sera­ta inau­gu­ra­le pre­ve­de:

intro­du­zio­ne di Belin­da Bian­cot­ti;

pre­sen­ta­zio­ne cri­ti­ca del­l’o­pe­ra a cura di Gabrie­le Bian­co­ni;

momen­to con­vi­via­le con drink, occa­sio­ne d’in­con­tro tra la gal­le­ri­sta, il cura­to­re e gli appas­sio­na­ti d’ar­te.

La mostra reste­rà aper­ta dal 25 luglio all’8 ago­sto 2026 pres­so la Wip Gal­le­ry di Belin­da Bian­cot­ti, in via Giu­sep­pe Gari­bal­di 21 a Por­to­fer­ra­io. Un appun­ta­men­to di asso­lu­to rilie­vo per l’e­sta­te cul­tu­ra­le elba­na, che por­te­rà sul­l’i­so­la uno dei più inten­si capo­la­vo­ri del­la sto­ria del­l’ar­te occi­den­ta­le, capa­ce anco­ra oggi di inter­ro­ga­re il pre­sen­te e ricor­da­re quan­to sia­no pre­zio­si la pace, la liber­tà e la memo­ria.

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