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“Il peso specifico di una piuma”: Alessandro Pugi torna a emozionare con un romanzo che lascia il segno

Ci sono libri che si leg­go­no d’un fia­to e altri che, una vol­ta chiu­si, con­ti­nua­no a vive­re nei pen­sie­ri del let­to­re. “Il peso spe­ci­fi­co di una piu­ma”, l’ul­ti­ma ope­ra del­lo scrit­to­re elba­no Ales­san­dro Pugi, appar­tie­ne pro­prio a que­sta secon­da cate­go­ria.
Con uno sti­le nar­ra­ti­vo ormai rico­no­sci­bi­le, capa­ce di fon­de­re intro­spe­zio­ne, emo­zio­ni e una pro­fon­da ana­li­si del­l’a­ni­mo uma­no, Pugi accom­pa­gna il let­to­re in un viag­gio dove nul­la è dav­ve­ro leg­ge­ro, nem­me­no ciò che, come una piu­ma, sem­bre­reb­be pri­vo di peso. Il tito­lo stes­so rac­chiu­de il cuo­re del roman­zo: esi­sto­no ricor­di, sen­si di col­pa, amo­ri e scel­te che, pur invi­si­bi­li, pos­so­no gra­va­re sul­l’e­si­sten­za più di qual­sia­si maci­gno.
L’au­to­re affron­ta con gran­de sen­si­bi­li­tà il sot­ti­le con­fi­ne tra istin­to e ragio­ne, tra ciò che il cuo­re desi­de­ra e ciò che la coscien­za impo­ne. Ne nasce una sto­ria inten­sa, ric­ca di rifles­sio­ni, che invi­ta il let­to­re a inter­ro­gar­si sul­le con­se­guen­ze del­le pro­prie deci­sio­ni e sul valo­re dei lega­mi uma­ni.
Chi cono­sce Ales­san­dro Pugi sa bene come ogni suo roman­zo rap­pre­sen­ti una sfi­da nar­ra­ti­va diver­sa. Dopo thril­ler, noir e roman­zi d’in­da­gi­ne che gli han­no rega­la­to impor­tan­ti rico­no­sci­men­ti a livel­lo nazio­na­le, lo scrit­to­re por­to­fer­ra­ie­se con­fer­ma anco­ra una vol­ta la pro­pria capa­ci­tà di cam­bia­re regi­stro sen­za per­de­re quel­la cifra sti­li­sti­ca fat­ta di per­so­nag­gi auten­ti­ci e gran­de coin­vol­gi­men­to emo­ti­vo.
“Il peso spe­ci­fi­co di una piu­ma” non è un libro da leg­ge­re con fret­ta. È una sto­ria che chie­de atten­zio­ne, che accom­pa­gna il let­to­re pagi­na dopo pagi­na e che, ter­mi­na­ta l’ul­ti­ma riga, con­ti­nua a far riflet­te­re. Un roman­zo desti­na­to a chi ama le emo­zio­ni vere e le sto­rie capa­ci di lascia­re un’im­pron­ta pro­fon­da.
Per l’I­so­la d’El­ba è anche moti­vo di orgo­glio vede­re uno dei suoi auto­ri con­ti­nua­re a distin­guer­si nel pano­ra­ma let­te­ra­rio ita­lia­no, por­tan­do avan­ti un per­cor­so crea­ti­vo sem­pre più matu­ro e apprez­za­to.
Un libro che meri­ta di tro­va­re spa­zio sul como­di­no di chi ama la buo­na nar­ra­ti­va ita­lia­na.

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