EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

A cavallo di una ruota di Gabriele Bianconi

Anto­ni Cla­vé (Bar­cel­lo­na, 1913 – Saint-Tro­pez, 2005) è sta­to uno dei mag­gio­ri arti­sti cata­la­ni del Nove­cen­to: pit­to­re, inci­so­re, scul­to­re, sce­no­gra­fo e costu­mi­sta. Ha uni­to tra­di­zio­ne figu­ra­ti­va, sug­ge­stio­ni tea­tra­li e ricer­ca astrat­ta, crean­do un lin­guag­gio poe­ti­co basa­to su sim­bo­li, mate­ria e memo­ria. Negli anni Tren­ta lavo­rò nel­la pub­bli­ci­tà e nel­la rea­liz­za­zio­ne di mani­fe­sti cine­ma­to­gra­fi­ci, svi­lup­pan­do un for­te inte­res­se per il col­la­ge e le tec­ni­che miste. Duran­te la Guer­ra Civi­le Spa­gno­la com­bat­té nel cam­po repub­bli­ca­no; nel 1939, dopo la vit­to­ria fran­chi­sta, si rifu­giò in Fran­cia. Sta­bi­li­to­si a Pari­gi, entrò nel­l’am­bien­te arti­sti­co del­la cosid­det­ta “Scuo­la di Pari­gi” e nel 1944 conob­be Pablo Picas­so, che influen­zò pro­fon­da­men­te la sua ricer­ca arti­sti­ca. Tra gli anni Qua­ran­ta e Cin­quan­ta lavo­rò anche come sce­no­gra­fo e costu­mi­sta per tea­tro, bal­let­to e cine­ma, otte­nen­do due can­di­da­tu­re agli Oscar per il film Hans Chri­stian Ander­sen. Dal 1954 si dedi­cò prin­ci­pal­men­te alla pit­tu­ra, svi­lup­pan­do uno sti­le sem­pre più per­so­na­le, carat­te­riz­za­to da figu­re sim­bo­li­che: re, regi­ne, cava­lie­ri, arlec­chi­ni e da una pro­gres­si­va ten­den­za all’a­stra­zio­ne. Negli anni Ses­san­ta e Set­tan­ta spe­ri­men­tò col­la­ge, assem­blag­gi, rilie­vi e tec­ni­che inno­va­ti­ve come il papier frois­sé (car­ta stro­pic­cia­ta), dan­do gran­de impor­tan­za alle tex­tu­re e alla mate­ria. Morì a Saint-Tro­pez nel 2005, dopo aver rag­giun­to una fama inter­na­zio­na­le e aver espo­sto nei prin­ci­pa­li musei euro­pei e ame­ri­ca­ni. L’o­pe­ra espo­sta è para­dig­ma­ti­ca del­la sua ricer­ca. Si pre­sen­ta come una com­po­si­zio­ne sospe­sa tra real­tà e imma­gi­na­zio­ne, carat­te­riz­za­ta da una for­te com­po­nen­te sim­bo­li­ca e da un lin­guag­gio visi­vo che acco­sta la figu­ra­zio­ne ad ele­men­ti fan­ta­sti­ci. Lo spa­zio è orga­niz­za­to come una sor­ta di pal­co­sce­ni­co: all’in­ter­no di una cor­ni­ce scu­ra si dispon­go­no tre figu­re prin­ci­pa­li che sem­bra­no par­te­ci­pa­re a una rap­pre­sen­ta­zio­ne enig­ma­ti­ca: la rie­la­bo­ra­zio­ne sogna­ta di uno spet­ta­co­lo cir­cen­se. A sini­stra com­pa­re un caval­lo sti­liz­za­to, costrui­to attra­ver­so segni gra­fi­ci, fram­men­ti deco­ra­ti­vi e cam­pi­tu­re cro­ma­ti­che con­tra­stan­ti. La figu­ra richia­ma il mon­do medie­va­le e caval­le­re­sco, tema ricor­ren­te nel­l’o­pe­ra di Cla­vé, ma qui rein­ter­pre­ta­to in chia­ve moder­na attra­ver­so una scom­po­si­zio­ne for­ma­le che ne accen­tua il carat­te­re fan­ta­sti­co. Al cen­tro una figu­ra fem­mi­ni­le, scu­ra e ver­ti­ca­le, che fun­ge anche da rac­cor­do con le altre. La sua postu­ra e la pre­sen­za di una sor­ta di sca­la o ele­men­to archi­tet­to­ni­co sug­ge­ri­sco­no un’i­dea di pas­sag­gio, ele­va­zio­ne o comu­ni­ca­zio­ne tra dimen­sio­ni dif­fe­ren­ti. Il suo vesti­to appa­re come uno degli ele­men­ti signi­fi­ca­ti­vi del­la com­po­si­zio­ne per il suo valo­re sim­bo­li­co, evo­ca­ti­vo e tea­tra­le. Anto­ni Cla­vé fu non solo pit­to­re ma anche sce­no­gra­fo e costu­mi­sta; la sua espe­rien­za nel mon­do del­la sce­na influen­zò pro­fon­da­men­te la costru­zio­ne del­le figu­re, spes­so assi­mi­la­te a mani­chi­ni, atto­ri o per­so­nag­gi di una rap­pre­sen­ta­zio­ne. A destra appa­re un gio­co­lie­re equi­li­bri­sta a caval­lo di una ruo­ta. Figu­ra dal vol­to serio, inquie­to, qua­si assen­te; pre­gna di inter­ro­ga­ti­vi, movi­men­to e inten­si­tà. La sago­ma, qua­si un’om­bra, assu­me un valo­re sim­bo­li­co oltre che nar­ra­ti­vo, evo­can­do masche­re, mario­net­te o per­so­nag­gi del tea­tro popo­la­re. Il costu­me con­tie­ne ele­men­ti geo­me­tri­ci fan­ta­sti­ci com­po­sti libe­ra­men­te, in armo­nia con le pic­co­le sfe­re gial­le lan­cia­te tra le mani, così come l’ar­co di que­ste fa da eco ai cer­chi del­le ruo­te, ripro­po­nen­do­ne la geo­me­tria, il moto e la musi­ca­li­tà. L’e­ser­ci­zio funam­bo­li­co, la destrez­za eccen­tri­ca e l’ab­bi­glia­men­to tra­smet­to­no l’i­dea del gio­co spet­ta­co­la­re e buf­fo­ne­sco, ma l’e­spres­sio­ne del viso con­tra­sta con malin­co­ni­ca dram­ma­ti­ci­tà. Dal pun­to di vista cro­ma­ti­co pre­val­go­no i toni rosa, ocra, neri e gri­gi. Il rosa del­lo sfon­do atte­nua la dram­ma­ti­ci­tà del­le figu­re nere, crean­do una ten­sio­ne visi­va tra leg­ge­rez­za e miste­ro. Le super­fi­ci appa­io­no mate­ri­che e con­su­ma­te, effet­to otte­nu­to attra­ver­so sovrap­po­si­zio­ni di colo­re e pro­ce­di­men­ti tipi­ci del­la gra­fi­ca d’ar­te, che con­fe­ri­sco­no all’o­pe­ra un aspet­to anti­co e insie­me con­tem­po­ra­neo. L’o­pe­ra riflet­te alcu­ni aspet­ti fon­da­men­ta­li del­la poe­ti­ca di Cla­vé: il gusto per la memo­ria, il tea­tro, il mon­do del­la fan­ta­sia e la tra­sfor­ma­zio­ne degli ogget­ti rea­li in sim­bo­li. Le figu­re non rac­con­ta­no una sto­ria pre­ci­sa, ma sug­ge­ri­sco­no signi­fi­ca­ti aper­ti, lascian­do all’os­ser­va­to­re il com­pi­to di inter­pre­ta­re le rela­zio­ni tra i per­so­nag­gi e gli ele­men­ti sce­ni­ci. Nel com­ples­so il lavo­ro comu­ni­ca una dimen­sio­ne oni­ri­ca e poe­ti­ca. Attra­ver­so segni essen­zia­li e for­me enig­ma­ti­che Cla­vé costrui­sce uno spa­zio imma­gi­na­rio nel qua­le con­vi­vo­no ricor­do, gio­co e miste­ro, con­fer­man­do la sua capa­ci­tà di fon­de­re tra­di­zio­ne figu­ra­ti­va e ricer­ca con­tem­po­ra­nea in un lin­guag­gio per­so­na­le e imme­dia­ta­men­te rico­no­sci­bi­le. Que­st’o­pe­ra rap­pre­sen­ta effi­ca­ce­men­te la matu­ri­tà arti­sti­ca di Anto­ni Cla­vé, con una visio­ne tea­tra­le e sim­bo­li­ca del­la real­tà espres­sa median­te una raf­fi­na­ta com­bi­na­zio­ne di segno gra­fi­co, colo­re e sug­ge­stio­ne nar­ra­ti­va.

Gabrie­le Bian­co­ni (26–06-2026)

PROGRAMMA DELL’EVENTO

• Pre­sen­ta­zio­ne e intro­du­zio­ne all’e­ven­to di Belin­da Bian­cot­ti

• Pre­sen­ta­zio­ne del­l’o­pe­ra di Gabrie­le Bian­co­ni

• In espo­si­zio­ne sele­zio­ne ope­re del­la Wip Gal­le­ry

• Drink: occa­sio­ne per dia­lo­ga­re con la gal­le­ri­sta, il cura­to­re e gli appas­sio­na­ti d’ar­te.

Inau­gu­ra­zio­ne: saba­to 4 luglio 2026, ore 19.00

Dura­ta: saba­to 4 luglio – saba­to 18 luglio

Luo­go:

Wip Gal­le­ry di Belin­da Bian­cot­ti

Via Giu­sep­pe Gari­bal­di, 21

Por­to­fer­ra­io – Iso­la d’El­ba

Info: +39 335 700 8384

Sito: www.belindabiancotti.com⁠

Rispondi