EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

Cacciatori denunciati nel Parco, il Tribunale li assolve: niente bracconaggio

Ci sono noti­zie che fan­no rumo­re come uno spa­ro nel bosco, e poi ci sono le sen­ten­ze, che arri­va­no come neb­bia del mat­ti­no e cam­bia­no com­ple­ta­men­te il pae­sag­gio. Da “brac­co­nie­ri nel Par­co” ad assol­ti: la sen­ten­za ribal­ta il caso. Era­no fini­ti sui gior­na­li come denun­cia­ti per brac­co­nag­gio in zona Par­co. Oggi, dopo il pro­ces­so al Tri­bu­na­le di Livor­no, la sto­ria pren­de una pie­ga diver­sa. Pro­ta­go­ni­sti del­la vicen­da due cac­cia­to­ri elba­ni dife­si dal­l’Avv. Mar­cel­lo Cad­do­ri del foro di Lanu­sei. I due era­no sta­ti fer­ma­ti l’11 gen­na­io 2025 dai Cara­bi­nie­ri Fore­sta­li del Nucleo Par­co di Por­to­fer­ra­io nell’area del Mon­te Arco, all’interno del­la “Zona B di Riser­va Gene­ra­le Orien­ta­ta” del Par­co Nazio­na­le Arci­pe­la­go Tosca­no. Secon­do quan­to emer­so all’epoca, i mili­ta­ri ave­va­no con­te­sta­to: eser­ci­zio vena­to­rio in area pro­tet­ta intro­du­zio­ne e tra­spor­to di armi non sca­ri­che e non custo­di­te. Era­no sta­ti seque­stra­ti due fuci­li da cac­cia e 31 car­tuc­ce, oltre a san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve per 688 euro. La noti­zia ave­va fat­to rapi­da­men­te il giro dei siti onli­ne, con il tito­lo net­to: “Brac­co­nag­gio in zona Par­co, due denun­cia­ti”. Con sen­ten­za del 24 feb­bra­io 2026, il giu­di­ce del Tri­bu­na­le di Livor­no ha però ridi­se­gna­to com­ple­ta­men­te il qua­dro. Per il capo prin­ci­pa­le, quel­lo rela­ti­vo all’attività di cac­cia in area pro­tet­ta, i due cac­cia­to­ri sono sta­ti assol­ti per­ché il fat­to non sus­si­ste. Non è sta­ta accer­ta­ta alcu­na atti­vi­tà vena­to­ria. Per quan­to riguar­da l’introduzione del­le armi nell’area del Par­co, il Tri­bu­na­le ha rite­nu­to non dimo­stra­ta la con­sa­pe­vo­lez­za di tro­var­si in zona pro­tet­ta, anche alla luce dell’assenza di ido­nea car­tel­lo­ni­sti­ca nel pun­to in cui sareb­be­ro entra­ti. In sostan­za: nes­su­na con­dan­na pena­le. Una vicen­da che ripor­ta al cen­tro un prin­ci­pio sem­pli­ce ma fon­da­men­ta­le: tra una denun­cia e una con­dan­na c’è di mez­zo un pro­ces­so. Nel gen­na­io 2025 si par­la­va di brac­co­nag­gio in pie­na area pro­tet­ta. Nel feb­bra­io 2026 il Tri­bu­na­le ha esclu­so che vi sia sta­ta atti­vi­tà di cac­cia ille­ga­le. Il bosco, alla fine, non era tea­tro di brac­co­nag­gio accer­ta­to. E la paro­la defi­ni­ti­va, come sem­pre, è arri­va­ta in aula di tri­bu­na­le.

Rispondi