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Piccoli campioni crescono: festa del calcio allo Stadio di Capoliveri

Dome­ni­ca scor­sa è sta­ta una mat­ti­na­ta di sole, pal­lo­ni che rim­bal­za­no come cuo­ri feli­ci e scar­pi­ni minu­sco­li che graf­fia­no l’erba con la serie­tà dei gran­di. Allo Sta­dio di Capo­li­ve­ri è anda­to in sce­na il con­cen­tra­men­to dei Pri­mi Cal­ci 2019/2020, una gior­na­ta dove il risul­ta­to con­ta meno di un sor­ri­so… e i sor­ri­si era­no ovun­que. Pro­ta­go­ni­sti i pic­co­li cal­cia­to­ri di Rio Mari­na, Auda­ce Iso­la d’El­ba e Capo­li­ve­ri, che han­no tra­sfor­ma­to il cam­po in un arco­ba­le­no di maglie, entu­sia­smo e rin­cor­se die­tro al pal­lo­ne. Nes­su­na clas­si­fi­ca, nes­su­na pres­sio­ne. Solo pas­sag­gi stor­ti che diven­ta­no per­fet­ti, gol festeg­gia­ti come fina­li mon­dia­li e pac­che sul­le spal­le tra “avver­sa­ri” che, cin­que minu­ti dopo, sono già ami­ci inseparabili.Sugli spal­ti geni­to­ri e non­ni con il tele­fo­no in mano e gli occhi luci­di, per­ché in quei pic­co­li gesti c’è tut­to: cre­sci­ta, con­di­vi­sio­ne, rispet­to. Il cal­cio, quel­lo vero, par­te da qui. Dal­le ginoc­chia sbuc­cia­te e dal­le risa­te che copro­no il fischio dell’arbitro. Una gior­na­ta di sport auten­ti­co, dove non è impor­tan­te chi vin­ce, ma quan­to ci si diver­te insie­me. E a Capo­li­ve­ri, pos­sia­mo dir­lo for­te, han­no vin­to tut­ti.

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