EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

Corsini: “Il potere logora chi non ce l’ha: lezioni di istituzionalità dall’opposizione (a corrente alternata)”

Pun­tua­le come una tas­sa arri­va la soli­ta, stuc­che­vo­le, sbro­do­la­ta del segre­ta­rio del PD loca­le che – ripre­sa da com­men­ti di una serie di ex ammi­ni­stra­to­ri dal­la sto­ria alquan­to discu­ti­bi­le – accu­sa il Sin­da­co di scor­ret­tez­za isti­tu­zio­na­le, per ave­re nel suo discor­so di fine anno con­clu­so van­tan­do che l’attuale ammi­ni­stra­zio­ne rap­pre­sen­ta la par­te miglio­re del ter­ri­to­rio. Devo repli­ca­re (ogni tan­to biso­gna far­lo, se no cre­do­no di ave­re ragio­ne…) facen­do loro nota­re la assai scar­sa dime­sti­chez­za che essi han­no dei con­cet­ti isti­tu­zio­na­li più ele­men­ta­ri. Il Sin­da­co non è il Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca, che – come dice la Costi­tu­zio­ne – “rap­pre­sen­ta l’unità nazio­na­le” e come tale è e deve esse­re super par­tes. Il Sin­da­co è il capo del gover­no del ter­ri­to­rio, è il capo di un’amministrazione che è l’espressione di una par­te poli­ti­ca. E i pri­mi a saper­lo sono pro­prio loro, i signo­ri dell’opposizione che, come par­te poli­ti­ca, tut­ti i gior­ni attac­ca­no il Sin­da­co e la sua mag­gio­ran­za con una fazio­si­tà sen­za pari. Appun­to trat­tan­do­lo da “par­te”. Come ver­ti­ce di una par­te poli­ti­ca, non c’è nul­la di scor­ret­to nel fat­to che in occa­sio­ne del salu­to di fine anno il Sin­da­co elen­chi i tra­guar­di rag­giun­ti dal­la sua mag­gio­ran­za e ne riven­di­chi la qua­li­tà, come par­te miglio­re del pae­se. E che que­sta mag­gio­ran­za sia la par­te miglio­re del ter­ri­to­rio (poli­ti­ca­men­te, s’intende) l’hanno det­to gli elet­to­ri pre­mian­do­la nel­la tor­na­ta elet­to­ra­le. Che il PD sof­fra que­sta con­di­zio­ne si può capi­re (“e nun ce von­no sta’” si direb­be a Roma), ma è inu­ti­le e ipo­cri­ta strac­ciar­si le vesti. Esse­re il Sin­da­co di tut­ti non vuol dire quel che cre­de il segre­ta­rio PD. Vuol dire ammi­ni­stra­re sen­za favo­ri­ti­smi, con cor­ret­tez­za e con pari­tà di trat­ta­men­to sen­za distin­gue­re tra ami­ci e nemi­ci, vuol dire fare gli inte­res­si del­la col­let­ti­vi­tà inte­ra e non di que­sto o di quel­lo, a secon­da del­la appar­te­nen­za fami­lia­re o poli­ti­ca. E nes­su­no può dire che que­sta ammi­ni­stra­zio­ne non lo stia facen­do. Peral­tro, non pago del­la mise­re­vo­le e meschi­na figu­rac­cia fat­ta dall’opposizione in occa­sio­ne del­la bene­me­ren­za del­la San­ta Bar­ba­ra, di cui anco­ra oggi si misti­fi­ca­no le cir­co­stan­ze, il segre­ta­rio del PD iro­niz­za sul­la bat­tu­ta che esor­ciz­za il luo­go comu­ne per cui la poli­ti­ca non man­tie­ne le pro­mes­se; in real­tà essa era la rispo­sta ad un com­men­to del­la sua par­te poli­ti­ca che addi­rit­tu­ra ha stru­men­ta­liz­za­to Bab­bo Nata­le per fare que­sta cri­ti­ca. Quan­do leg­go gli attac­chi del Segre­ta­rio PD e dei suoi segua­ci non pos­so che ricor­da­re la sto­ri­ca bat­tu­ta di Giu­lio Andreot­ti: il pote­re logo­ra chi non ce l’ha. Da noi è da così tan­to tem­po che il PD ha per­so il pote­re, che essi non sono solo logo­ri, sono addi­rit­tu­ra con­sun­ti.

Mar­co Cor­si­ni, Sin­da­co di Rio

 

 

Rispondi