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Santa Barbara d’Oro 2025 a Valeria Barbagli: una vita di medicina, umanità e servizio alla comunità di Rio

La San­ta Bar­ba­ra d’Oro del comu­ne di Rio, edi­zio­ne 2025, è sta­ta asse­gna­ta alla dot­to­res­sa Vale­ria Bar­ba­gli. 78 anni, per oltre 42 medi­co con­dot­to nei pae­si di Rio Mari­na, Rio nell’Elba e Cavo, attual­men­te la dot­to­res­sa Bar­ba­gli è pre­si­den­te del Con­si­glio Comu­na­le di Rio. La ceri­mo­nia del­la con­se­gna del­la tra­di­zio­na­le bene­me­ren­za civi­ca “San­ta Bar­ba­ra d’O­ro”, isti­tui­ta nel 2004 per rico­no­sce­re chi si distin­gue per meri­ti ver­so la comu­ni­tà, è sta­ta cele­bra­ta gio­ve­dì 1 gen­na­io 2026 nel­la Sala degli Affre­schi “Fran­ce­sco Bosi” del Muni­ci­pio di Rio Mari­na. “Abbia­mo volu­to for­te­men­te che anche nel 2025 venis­se asse­gna­ta la San­ta Bar­ba­ra – ha dichia­ra­to in aper­tu­ra di ceri­mo­nia il sin­da­co di Rio Mar­co Cor­si­ni – Lo abbia­mo fat­to per il pae­se, ma anche per­ché non era giu­sto che la per­so­na desi­gna­ta per que­sta bene­me­ren­za civi­ca subis­se l’affronto di non rice­ver­la a cau­sa del­la poli­ti­ca. Abbia­mo dovu­to cam­bia­re un rego­la­men­to per far­lo, appa­ren­te­men­te con una for­za­tu­ra. Ma, come det­to più vol­te – ha pre­ci­sa­to il sin­da­co — se una rego­la non fun­zio­na è giu­sto cam­biar­la. Rin­gra­zio tut­te le per­so­ne che han­no par­te­ci­pa­to alla ceri­mo­nia e che le han­no dato il giu­sto risal­to, affin­ché la tra­di­zio­ne con­ti­nui”. Il sin­da­co Cor­si­ni ha poi let­to le moti­va­zio­ni per l’assegnazione del­la San­ta Bar­ba­ra d’Oro 2025. “Vale­ria Bar­ba­gli è sta­to medi­co con­dot­to dei nostri pae­si per un tem­po lun­ghis­si­mo, a par­ti­re dal 1974 fino al 2017, anno in cui è anda­ta in quie­scen­za. Sia Rio Mari­na che Rio Elba che Cavo han­no potu­to bene­fi­cia­re del­la sua ope­ra, pre­sta­ta con inde­fes­sa ener­gia e dedi­zio­ne come uffi­cia­le sani­ta­rio, in ambi­to mine­ra­rio e marit­ti­mo, per­cor­ren­do il ter­ri­to­rio in lun­go e in lar­go. Ver­reb­be da pen­sa­re che nel­la com­ple­tez­za spa­zia­le del­la sua atti­vi­tà sia sta­ta ante­si­gna­na del­la uni­fi­ca­zio­ne dei nostri pae­si. Fino a poi esse­re un pun­to di rife­ri­men­to per tut­ta l’isola allor­ché è sta­ta coor­di­na­tri­ce dei medi­ci di base elba­ni e del­le guar­die medi­che turi­sti­che. Si può dire con asso­lu­ta cer­tez­za che non c’è per­so­na di qui che non ha potu­to bene­fi­cia­re del­la sua ope­ra nel cor­so degli anni e ‘per la veri­tà’ par­lia­mo di un medi­co che ha assi­sti­to e cura­to più gene­ra­zio­ni tan­to da far par­te del­la sto­ria del­la nostra gen­te. Mai un gesto pro­fes­sio­na­le mani­fe­sta­to in modo fred­do e imper­so­na­le; sem­pre pre­sen­te, sem­pre sol­le­ci­ta, sem­pre coin­vol­ta ed emo­ti­va­men­te par­te­ci­pe del­le vicen­de del­la per­so­na assi­sti­ta, e sem­pre rive­lan­do un trat­to uma­no straor­di­na­rio. Ha eser­ci­ta­to la medi­ci­na a ser­vi­zio del­la gen­te come una vera e pro­pria mis­sio­ne, tra­du­cen­do in modo esem­pla­re nei suoi com­por­ta­men­ti il giu­ra­men­to di Ippo­cra­te. Da ulti­mo ha volu­to non far veni­re meno il pro­prio impe­gno civi­le, pre­stan­do­si con la stes­sa dedi­zio­ne e la stes­sa dispo­ni­bi­li­tà al cimen­to poli­ti­co; del che la rin­gra­zia­mo con tut­to il cuo­re”.

 

 

 

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