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“Esplorazione di colori e forme” mostra postuma di Marcello D’Arco

Una mostra per rac­con­ta­re l’uomo e l’artista, a un anno dal­la sua scom­par­sa. Ad un anno dal­la scom­par­sa di Mar­cel­lo, pit­to­re fer­ra­je­se tra i più auten­ti­ci e rap­pre­sen­ta­ti­vi del nostro ter­ri­to­rio, nasce l’esigenza e il desi­de­rio col­let­ti­vo di ricor­dar­lo, cele­brar­lo e soprat­tut­to, rive­der­lo attra­ver­so ciò che più lo ha rap­pre­sen­ta­to: la sua pit­tu­ra. La mostra che sara’ alle­sti­ta nel­la sala “Tele­ma­co Signo­ri­ni” di Por­to­fer­ra­io dal 18 al 28 ago­sto p.v. non è solo un omag­gio com­me­mo­ra­ti­vo, ma un atto di resti­tu­zio­ne. Resti­tu­zio­ne alla cit­tà di uno sguar­do che l’ha rac­con­ta­ta per decen­ni con coe­ren­za, amo­re e pro­fon­di­tà. Resti­tu­zio­ne ai cit­ta­di­ni, agli ami­ci, a chi lo ha cono­sciu­to — e anche a chi non ha avu­to occa­sio­ne di incon­trar­lo — del­la voce silen­zio­sa ma inten­sa che par­la­va attra­ver­so i suoi colo­ri. All’inaugurazione Lune­dì 18 ago­sto dal­le ore 18.30, l’esposizione ver­ra’ intro­dot­ta dal Pro­fes­sor Giu­sep­pe Bat­ta­gli­ni, scrit­to­re, sto­ri­co dell’arte e ami­co di Mar­cel­lo. Mar­cel­lo ha rap­pre­sen­ta­to Por­to­fer­ra­io con uno sti­le incon­fon­di­bi­le, nato dal­la sua cono­scen­za pro­fon­da del­la sto­ria, dell’architettura e dell’anima del­la cit­tà. Per lui la pit­tu­ra non era eva­sio­ne, ma un modo per trat­te­ne­re, pro­teg­ge­re, rac­con­ta­re. Ogni tela è una dichia­ra­zio­ne di appar­te­nen­za, ogni trat­to un pez­zo di memo­ria col­let­ti­va.  L’esposizione di cir­ca 25 tele, vuo­le con una pic­co­la sele­zio­ne del­la sua col­le­zio­ne rico­strui­re un dia­lo­go con la sua ope­ra e con ciò che essa custo­di­sce: una visio­ne for­te, sin­ce­ra, mai acco­mo­dan­te, ma pro­fon­da­men­te vera. In un’epoca di imma­gi­ni velo­ci e fuga­ci, l’arte di Mar­cel­lo ci invi­ta a guar­da­re len­ta­men­te, a rico­no­sce­re i luo­ghi che attra­ver­sia­mo ogni gior­no con occhi nuo­vi, o for­se sem­pli­ce­men­te con occhi più atten­ti. Por­to­fer­ra­io era per lui più di una cit­tà: era una for­ma dell’anima. E oggi è attra­ver­so le sue tele che pos­sia­mo anco­ra inter­pre­ta­re il suo sguar­do. La mostra sara’ una pic­co­la espe­rien­za inte­rat­ti­va, nel­la qua­le sara’ pos­si­bi­le entra­re nel mon­do dell’artista non sola­men­te attra­ver­so la vista ma anche attra­ver­so l’udito. Gra­zie alla pro­ie­zio­ne di un video in cui Mar­cel­lo rac­con­ta la sua gene­si pit­to­ri­ca e il suo con­cet­to di arte e con l’ausilio di sin­go­li QR Code posi­zio­na­ti sot­to ogni qua­dro espo­sto, si potra’ ascol­ta­re tra­mi­te la voce del pit­to­re, l’essenza del qua­dro. L’esposizione è anche un’occasione per riflet­te­re sul valo­re del­la memo­ria arti­sti­ca loca­le, sull’identità cul­tu­ra­le e sul­la neces­si­tà di custo­di­re le trac­ce di chi, con coe­ren­za e pas­sio­ne, ha sapu­to rac­con­tar­ci chi sia­mo. Con­tem­po­ra­nea­men­te, tra­mi­te il sito inter­net www.marcellodarco.it sara’ pos­si­bi­le appro­fon­di­re l’arte, la vita e le ope­re di Mar­cel­lo che ver­ran­no imple­men­ta­te ed aggior­na­te in cor­so d’opera.

 

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