Carissimi amici dell’Edicola Elbana Show, sono Claudia e da 35 anni vengo e vivo l’Elba. Sui vari gruppi Facebook leggo: “NON VENITE ALL’ELBA, QUI SOLO RAPINE” E io penso: MA DAVVERO? L’ELBA NON MERITA QUESTO FANGO. Basta un post sui social e la polemica è servita. Questa volta a finire nel mirino è ancora una volta la “nostra” Isola d’Elba, accusata di essere troppo cara per il costo del traghetto. Un utente, raccontando di aver speso 400 euro per il viaggio di andata e ritorno con due auto e quattro passeggeri, ha concluso il proprio sfogo con una frase destinata inevitabilmente a scatenare una valanga di reazioni: “NON VENITE ALL’ELBA, QUI SOLO RAPINE”. E no, permetteteci di dirlo: questa volta l’Elba la difendiamo. Si può discutere del costo dei traghetti? Certamente. Anzi, noi elbani, perchè dopo 35 anni ininterrotti, cosi mi sento, siamo probabilmente i primi a conoscere il peso economico dell’insularità e quanto sia importante avere collegamenti accessibili, efficienti e concorrenziali. Si possono considerare 400 euro troppi? Naturalmente. Ognuno valuta il prezzo di un servizio sulla base delle proprie possibilità e delle proprie aspettative. Ma da qui a trasformare il costo di un viaggio con due automobili in un invito pubblico a non venire all’Elba, definendo tutto una “rapina”, ce ne passa parecchio. E infatti i social hanno risposto, Il post ha raccolto centinaia di commenti e molti utenti hanno fatto osservare un punto molto semplice: le tariffe sono conoscibili prima di partire. C’è chi ha ricordato che i prezzi cambiano in base alle date, agli orari, ai giorni della settimana e alla disponibilità; chi ha suggerito di lasciare eventualmente una delle due automobili a Piombino; chi ha fatto paragoni con i costi necessari per raggiungere altre isole e altre importanti destinazioni turistiche. Qualcuno ha risposto con ironia, qualcun altro decisamente sopra le righe. Ma il senso di molte risposte è stato sostanzialmente lo stesso: se una vacanza risulta troppo costosa, è legittimo scegliere un’altra destinazione. Meno legittimo è trasformare una propria esperienza economica in una sentenza contro un’intera isola. Ed è proprio qui che vogliamo intervenire. Il traghetto non è “l’Isola d’Elba” L’Elba non stabilisce il prezzo che compare sul vostro biglietto. L’Elba è un territorio fatto di persone che lavorano, commercianti, ristoratori, albergatori, campeggiatori, artigiani, lavoratori stagionali e famiglie che ogni giorno cercano di mandare avanti le proprie attività. Quando si scrive “non venite all’Elba”, non si colpisce una tariffa. Si getta fango su migliaia di persone che con quel prezzo non hanno niente a che vedere. E questa equivalenza, francamente, comincia a stancarci. Noi stessi non abbiamo mai avuto problemi a denunciare ciò che sull’isola non funziona. Lo facciamo continuamente. Criticare l’Elba quando c’è qualcosa da criticare significa volerle bene, perché i problemi non si risolvono nascondendoli sotto il tappeto. Ma un conto è criticare, Un altro è sparare nel mucchio. L’Elba non obbliga nessuno a venire. Ma merita rispetto Chi arriva all’Elba è il benvenuto. Chi la visita, la rispetta e magari ci segnala anche ciò che non funziona ci aiuta a migliorare. Ma sarebbe altrettanto bello ricordarsi che dietro una destinazione turistica non c’è un enorme registratore di cassa con scritto “Elba”. Ci sono persone. E soprattutto c’è un’isola che non può essere ridotta al prezzo di un biglietto. Se 400 euro per due automobili e quattro persone sono troppi, discutiamone. Confrontiamo le tariffe, chiediamoci perché i collegamenti con le isole costino tanto, parliamo di continuità territoriale e concorrenza. Sono argomenti seri. Ma “NON VENITE ALL’ELBA, QUI SOLO RAPINE” non è un’analisi. È uno slogan che prende un problema specifico e lo scaraventa addosso a un territorio intero. E allora, stavolta, una risposta la diamo anche noi: criticateci quando ce lo meritiamo. Segnalate i problemi. Raccontate anche le esperienze negative. Ma non trasformate l’Isola d’Elba nel bersaglio facile di turno. Perché l’Elba avrà pure i suoi difetti, e noi pseudo elbani li conosciamo fin troppo bene, ma è molto più grande di una ricevuta del traghetto. E soprattutto non è una “rapina”. È casa anche nostra. Io ci vengo e ci verrò sempre perché qui trovo gente e situazioni che in altri posti non trovo. Si vergogni per aver scritto una castroneria del genere.
La Claudia










CD pienamente — vi sono mete per ogni portafoglio, il Signore in questione sbaglia di principio (personale opinione): se ho un certo budget a disposizione, in base a tale sceglierò la destinazione, valutando quanto connesso in termini di durata viaggio, permanenza, costi viaggio.
Esempio pratico? Siamo dell estremo nord (poco prima del Brennero), ci facciamo ca 600 km solo di andata Fino a Piombino (+ idem ritorno) — ovviamente in autostrada. 2 adulti + 🐶.
Sono 9 anni che veniamo.
Qualcuno ce lo prescrive?
No.
Nostra scelta, tenendo conto di TUTTO.
Vi erano periodi nella ns Vita dove i soldi a disposizioni erano pochi (o non ce ne erano proprio) — ci siamo adattati.
Se non c’erano, si stava a casa. Punto.
Piú avanti: macchina,scarponi, zaino, merenda diy — e si partiva x andare montagna qui da noi. Le prime volte al mare? Rimini, Eraclea, Jesolo — Hotel low budget, in treno, solo qualche giorno. Weekend con amici in tenda in Toscana.
No problem.
Il punto ormai credo sia un altro: la gente pretende, ma nel contempo non intende rinunciare, tenendo conto delle proprie possibilita in combinazione con i costi effettivi (che tocca affrontare tutti noi).
Per chiudere, ricordo due detti italiani — spero di riportarli in modo corretto: “non te l ha mica prescritto il medico” (di andare all’Elba) e “mai fare il passo piú lungo della gamba”.
Che poi, la matematica (ritornando al famoso budget e spese da sostenere) é uguale per tutti!
🎉
Un caro saluto dall’ Alto Adige!
Gilda