Il sindaco di Portoferraio interviene nel dibattito sul futuro amministrativo dell’isola: Municipi autonomi per conservare identità e servizi locali, ma un’unica istituzione per affrontare sanità, trasporti, turismo, infrastrutture e la battaglia per la ZES. «Superiamo i vecchi campanilismi» Il Comune Unico dell’Elba torna prepotentemente al centro del dibattito politico e istituzionale dell’isola. A rilanciare la proposta è il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, che interviene dopo le numerose riflessioni apparse negli ultimi giorni sulla stampa locale. La posizione del primo cittadino portoferraiese è netta: l’Elba deve superare la frammentazione amministrativa e costruire una rappresentanza istituzionale unica, capace di avere maggiore forza nei rapporti con Regione, Governo, grandi gestori dei servizi e interlocutori economici. Una proposta che inevitabilmente riporta alla memoria il referendum del 2013, quando gli elbani bocciarono il progetto del Comune Unico. Ma per Nocentini, a tredici anni di distanza, condizioni, esigenze e soprattutto il modello da mettere sul tavolo sarebbero profondamente diversi. «L’Elba deve ragionare come un unico territorio» Nocentini parte da un concetto che ha più volte caratterizzato la sua azione amministrativa: la comprensorialità. Trasporti marittimi, sanità, turismo, gestione dei rifiuti, ungulati, tribunale, diritto alla giustizia, insularità, infrastrutture e collegamenti non possono essere considerati problemi di Portoferraio, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio, Campo nell’Elba, Marciana o Marciana Marina. Sono problemi dell’Elba. Lo stesso principio, ricorda il sindaco, è stato seguito nella candidatura che ha portato al riconoscimento dell’Isola d’Elba Europea dello Sport 2027, dove Portoferraio ha scelto di presentarsi sullo stesso piano degli altri Comuni. Secondo Nocentini, continuare ad affrontare le grandi questioni dell’isola attraverso sette differenti amministrazioni significa ridurre inevitabilmente il peso politico dell’Elba. Ogni grande decisione richiede accordi, mediazioni e compromessi tra enti differenti, mentre davanti a Regione e Governo l’isola avrebbe bisogno di presentarsi con una posizione forte e soprattutto unitaria. Il precedente del 2013 e gli errori da non ripetere. Il sindaco non nasconde il peso del passato. Nel 2013 il progetto del Comune Unico venne respinto dagli elettori e, secondo Nocentini, quella esperienza deve essere studiata proprio per evitare di commettere nuovamente gli stessi errori. Una delle principali paure era quella di una possibile centralizzazione su Portoferraio, con gli altri paesi dell’isola destinati progressivamente a trasformarsi in periferie. È proprio su questo punto che la nuova ipotesi dovrebbe cambiare radicalmente impostazione. Sette identità, una sola Elba: il modello dei Municipi. La proposta indicata da Nocentini punta infatti alla creazione di Municipi dotati di una reale autonomia all’interno di un unico Comune dell’Elba. Le singole comunità conserverebbero organismi di rappresentanza locale, con un consiglio municipale e un coordinatore, competenze sul territorio e sul decoro urbano, attenzione alle tradizioni e soprattutto risorse economiche dedicate. L’obiettivo sarebbe quindi quello di unire ciò che necessita di una regia comprensoriale senza cancellare le identità dei singoli paesi. Marciana Marina continuerebbe a essere Marciana Marina, Rio continuerebbe ad avere la propria storia e le proprie esigenze, così come Capoliveri, Porto Azzurro, Campo, Marciana e Portoferraio. Cambierebbe invece la forza con cui l’Elba potrebbe sedersi ai tavoli dove vengono prese le decisioni più importanti. Secondo quanto riferito dal sindaco, inoltre, la Regione Toscana starebbe lavorando al perfezionamento degli strumenti legislativi, prevedendo importanti incentivi economici, nell’ordine complessivo di decine di milioni di euro distribuiti negli anni, per accompagnare un’eventuale transizione. Risorse che, nelle intenzioni illustrate da Nocentini, potrebbero permettere di affrontare immediatamente alcuni grandi progetti comprensoriali: dalla rete delle piste ciclabili al decoro urbano, fino alla questione dell’aeroporto. La battaglia per la ZES delle isole minori. C’è poi una questione che rende il dibattito ancora più attuale: quella della Zona Economica Speciale per le isole minori. Nocentini richiama il lavoro portato avanti insieme ad ANCIM per superare l’esclusione dai benefici fiscali e amministrativi delle isole del Centro-Nord. Una partita che interessa, oltre ai sette Comuni dell’Elba, anche Giglio e Capraia in Toscana, Ponza e Ventotene nel Lazio e Portovenere con Palmaria in Liguria. Per l’Elba, ottenere strumenti analoghi a quelli riconosciuti ad altre realtà insulari potrebbe significare agevolazioni per le imprese, interventi sui maggiori costi della logistica e della continuità territoriale e nuovi strumenti contro lo spopolamento. Ed è proprio qui che Nocentini pone una domanda politica centrale: quanto potrebbe contare maggiormente l’Elba presentandosi a Roma come un unico Comune di oltre 31mila abitanti anziché attraverso sette differenti amministrazioni? I Consigli comunali stanno approvando mozioni analoghe sulla ZES e questo, secondo il sindaco, dimostra già la presenza di un interesse comune. Il passaggio successivo potrebbe essere quello di trasformare questa unità d’intenti in una vera forza istituzionale. Sanità, trasporti e infrastrutture: una sola voce per pesare di più Il ragionamento si allarga inevitabilmente agli altri grandi problemi dell’Elba. Sanità e ospedale, trasporti marittimi e aerei, infrastrutture, continuità territoriale, ambiente, promozione turistica, rifiuti: questioni sulle quali le esigenze di un cittadino cambiano poco a seconda del Comune nel quale risiede. Per Nocentini, un unico ente rappresentativo dell’intera isola avrebbe una capacità contrattuale molto superiore anche nei confronti dei grandi gestori dei servizi. Lo stesso varrebbe per l’accesso ai finanziamenti e per la possibilità di far pesare concretamente i principi contenuti nella Carta dell’Elba per l’insularità. «Portoferraio non vuole assorbire nessuno» È probabilmente questo il passaggio politicamente più delicato dell’intervento. Nocentini vuole sgombrare il campo dall’idea che Comune Unico possa significare una “grande Portoferraio” destinata ad assorbire gli altri territori. «Portoferraio è pronta a fare la sua parte, non come baricentro assorbente, ma come partner paritario di un progetto collettivo», è il concetto espresso dal sindaco. Il nuovo confronto, dunque, dovrebbe partire proprio dalle paure che contribuirono alla bocciatura del 2013: identità, rappresentanza territoriale, servizi e autonomia delle singole comunità. A tredici anni dal referendum, il tema che per molto tempo sembrava definitivamente archiviato torna così nel cuore del dibattito elbano. E questa volta potrebbe essere interessante capire anche cosa ne pensano gli stessi cittadini. Perché dietro la questione amministrativa esiste una domanda molto più grande: l’Elba del futuro può ancora permettersi sette piccoli centri decisionali oppure è arrivato il momento di diventare, anche istituzionalmente, un’unica grande comunità? Per il sindaco di Portoferraio è arrivato il momento di superare i campanilismi, conservando le identità dei singoli paesi ma costruendo una sola forza politica e amministrativa capace di rappresentare tutta l’isola. «Uniti conteremo di più, proteggeremo meglio la nostra terra e offriremo alle prossime generazioni un’isola più forte, moderna e coesa». Il dibattito sul Comune Unico dell’Elba è ufficialmente riaperto. E, probabilmente, questa volta merita di essere affrontato fino in fondo.









