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Francesco Semeraro: «La comunità elbana deve tornare protagonista delle scelte sul proprio futuro»

In una nota dedi­ca­ta alla riu­nio­ne del 21 luglio scor­so, Fran­ce­sco Seme­ra­ro espri­me alcu­ne rifles­sio­ni sul­l’in­con­tro che ha visto la pre­sen­za del­le isti­tu­zio­ni regio­na­li, del­l’A­SL e del­la poli­ti­ca loca­le, sof­fer­man­do­si sui temi del­la sani­tà, del­la par­te­ci­pa­zio­ne dei cit­ta­di­ni e del­la gestio­ne degli ungu­la­ti. Seme­ra­ro ricor­da come, negli anni pas­sa­ti, la cit­ta­di­nan­za abbia sem­pre pre­so par­te agli incon­tri con le isti­tu­zio­ni regio­na­li e sani­ta­rie, citan­do come ulti­mo appun­ta­men­to pub­bli­co quel­lo del 2 feb­bra­io 2022. Oggi, osser­va, mol­te deci­sio­ni ven­go­no inve­ce assun­te sen­za un rea­le coin­vol­gi­men­to del­la comu­ni­tà elba­na. Nel cor­so del­la riu­nio­ne del 21 luglio è sta­ta inau­gu­ra­ta la nuo­va Casa di Comu­ni­tà di Por­to­fer­ra­io, descrit­ta come una strut­tu­ra moder­na, dota­ta di nume­ro­si ser­vi­zi ter­ri­to­ria­li e di per­so­na­le ammi­ni­stra­ti­vo qua­li­fi­ca­to, in gra­do di accom­pa­gna­re i cit­ta­di­ni nei diver­si per­cor­si sani­ta­ri. Suc­ces­si­va­men­te, il pre­si­den­te del­la Regio­ne Tosca­na Euge­nio Gia­ni ha annun­cia­to la nomi­na del com­mis­sa­rio per la gestio­ne degli ungu­la­ti, che entre­rà in fun­zio­ne una vol­ta com­ple­ta­te le pro­ce­du­re for­ma­li e appro­va­ta la deli­be­ra di Giun­ta. Ampio spa­zio è sta­to poi dedi­ca­to al tema che negli ulti­mi gior­ni ha acce­so il dibat­ti­to pub­bli­co: la cosid­det­ta “Cin­ta Elba­na”. Seme­ra­ro spie­ga di aver ria­scol­ta­to più vol­te la regi­stra­zio­ne del­l’in­ter­ven­to del pre­si­den­te, soste­nen­do che le sue paro­le non lascia­no dub­bi. Secon­do quan­to rife­ri­sce, Gia­ni avreb­be illu­stra­to la neces­si­tà di sal­va­guar­da­re alcu­ne raz­ze sui­ne minac­cia­te dal­le malat­tie, ipo­tiz­zan­do la crea­zio­ne di aree pro­tet­te, una sor­ta di “Arca di Noè”, dove pre­ser­va­re alcu­ni esem­pla­ri. Nel caso del­l’El­ba, l’i­po­te­si riguar­de­reb­be Pia­no­sa, dove alcu­ni ungu­la­ti potreb­be­ro esse­re ospi­ta­ti all’in­ter­no di un recin­to per fina­li­tà di con­ser­va­zio­ne e valo­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio. Seme­ra­ro sot­to­li­nea però che que­sta pro­po­sta è sta­ta inter­pre­ta­ta da alcu­ni come la volon­tà di tra­sfe­ri­re esem­pla­ri di Cin­ta Sene­se a Pia­no­sa per crea­re una nuo­va raz­za deno­mi­na­ta “Cin­ta Elba­na”. Un’i­po­te­si che, a suo giu­di­zio, non appa­re rea­li­sti­ca, poi­ché la Cin­ta Sene­se vive allo sta­to bra­do nei boschi tosca­ni, nutren­do­si di ghian­de, casta­gne e radi­ci, un habi­tat com­ple­ta­men­te diver­so da quel­lo del­l’i­so­la di Pia­no­sa. Diver­so, aggiun­ge, potreb­be esse­re il discor­so per il cin­ghia­le elba­no, pur inter­ro­gan­do­si sul­le pos­si­bi­li con­se­guen­ze di un simi­le pro­get­to. Nel­la par­te fina­le del­la sua rifles­sio­ne, Seme­ra­ro osser­va che, con­clu­so il tema degli ungu­la­ti, il pre­si­den­te ha pro­se­gui­to la visi­ta a Por­to­fer­ra­io. Si doman­da se abbia avu­to modo di visi­ta­re il cen­tro sto­ri­co o l’a­rea del­le Galeaz­ze e affer­ma che sareb­be inte­res­san­te cono­sce­re le impres­sio­ni ripor­ta­te dopo il sopral­luo­go. Infi­ne, evi­den­zia come non vi sia sta­to un incon­tro con i fami­lia­ri del con­cit­ta­di­no recen­te­men­te scom­par­so in una tra­gi­ca vicen­da, rite­nen­do che una paro­la di vici­nan­za e un impe­gno del­la Regio­ne nel fare chia­rez­za sul­le cau­se del­l’ac­ca­du­to sareb­be­ro sta­ti un gesto signi­fi­ca­ti­vo. Seme­ra­ro con­clu­de riba­den­do un con­cet­to che con­si­de­ra fon­da­men­ta­le: la comu­ni­tà elba­na deve poter par­te­ci­pa­re agli incon­tri nei qua­li si discu­to­no il futu­ro del­l’i­so­la e le scel­te che riguar­da­no la sani­tà del ter­ri­to­rio.

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