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Dillo all’Edicola: “L’Elba rischia di perdere la sua anima: servono coraggio, idee e una nuova visione”

Scri­vo que­ste righe da ses­san­ten­ne che ha vis­su­to in pri­ma per­so­na l’e­vo­lu­zio­ne del turi­smo all’I­so­la d’El­ba. Lo fac­cio con affet­to per que­sta ter­ra e con la spe­ran­za che le nuo­ve gene­ra­zio­ni pos­sa­no tro­va­re un’i­so­la capa­ce di offri­re le stes­se oppor­tu­ni­tà che han­no con­sen­ti­to a noi di costrui­re il nostro futu­ro. Ho la sen­sa­zio­ne che in pochi si stia­no accor­gen­do del len­to decli­no che stia­mo viven­do. Si pen­sa­va che le ten­sio­ni inter­na­zio­na­li potes­se­ro favo­ri­re un incre­men­to del turi­smo ver­so l’I­ta­lia e l’El­ba, ma quel boom tan­to atte­so non si è mai con­cre­tiz­za­to. Anzi, sta­gio­ne dopo sta­gio­ne, la per­ce­zio­ne è quel­la di un pro­gres­si­vo impo­ve­ri­men­to. A pesa­re sono scel­te che spes­so appa­io­no poco lun­gi­mi­ran­ti e una pro­gram­ma­zio­ne che sem­bra man­ca­re. La poli­ti­ca, dal can­to suo, dà l’im­pres­sio­ne di aver abban­do­na­to temi fon­da­men­ta­li per il nostro ter­ri­to­rio, come la que­stio­ne dei cin­ghia­li, che con­ti­nua a rap­pre­sen­ta­re un pro­ble­ma irri­sol­to. Anche il model­lo turi­sti­co sta cam­bian­do, ma non sem­pre nel­la dire­zio­ne giu­sta. Si pun­ta sem­pre più su un turi­smo di fascia bas­sa, men­tre quel­la clien­te­la com­po­sta da pro­fes­sio­ni­sti, impren­di­to­ri e fami­glie che per anni ha scel­to l’El­ba per qua­li­tà del­la vita e ser­vi­zi sem­bra orien­tar­si ver­so altre desti­na­zio­ni, più dina­mi­che e capa­ci di offri­re oppor­tu­ni­tà fino a tar­da sera. Oggi, in mol­te loca­li­tà con­cor­ren­ti, è nor­ma­le poter cena­re con tran­quil­li­tà alle 22.30 oppu­re fer­mar­si a bere qual­co­sa dopo la mez­za­not­te. Sono det­ta­gli che, però, fan­no la dif­fe­ren­za nel­la scel­ta di una vacan­za. All’El­ba, inve­ce, spes­so la sera­ta fini­sce trop­po pre­sto e le oppor­tu­ni­tà di sva­go sono sem­pre più limi­ta­te. Cre­do sia arri­va­to il momen­to di un cam­bio di men­ta­li­tà e, per­ché no, anche di un ricam­bio gene­ra­zio­na­le nel­le idee. Con esta­ti che ormai rag­giun­go­no facil­men­te i 40 gra­di, for­se è il caso di ripen­sa­re alcu­ne tra­di­zio­ni e orga­niz­za­re l’of­fer­ta turi­sti­ca in fun­zio­ne del­le nuo­ve esi­gen­ze di chi sce­glie l’i­so­la. Ser­vo­no più ini­zia­ti­ve, mag­gio­re viva­ci­tà e anche il corag­gio di ripor­ta­re qual­che loca­le sera­le capa­ce di rega­la­re momen­ti di aggre­ga­zio­ne e spen­sie­ra­tez­za. Le mie non voglio­no esse­re pole­mi­che, ma cri­ti­che costrut­ti­ve. Amo pro­fon­da­men­te que­sta iso­la e vor­rei che i miei figli e i miei nipo­ti potes­se­ro vive­re le stes­se oppor­tu­ni­tà che il turi­smo ha rega­la­to alla nostra gene­ra­zio­ne. L’El­ba ha tut­te le poten­zia­li­tà per tor­na­re pro­ta­go­ni­sta. Ma per riu­scir­ci ser­vo­no visio­ne, corag­gio e la volon­tà di guar­da­re al futu­ro, pri­ma che sia trop­po tar­di.

Ada­mo Spi­net­ti

1 commento su “Dillo all’Edicola: “L’Elba rischia di perdere la sua anima: servono coraggio, idee e una nuova visione””

  1. Tut­to giu­sto. Inol­tre occor­re intro­dur­re nel­l’i­so­la il con­cet­to di “manu­ten­zio­ne”, ad oggi sco­no­sciu­to. Con un pò di sfor­zo si può miglio­ra­re, basta voler­lo fare.

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