Sono già trascorsi cinque anni da quel 29 giugno 2021, il giorno in cui l’Isola d’Elba salutò per l’ultima volta Giacomo “Nino” Gamba. Ma ci sono persone che il tempo non riesce a cancellare. Nino era una di quelle.
Longonese doc, era conosciuto e stimato in ogni angolo dell’isola. Bastava pronunciare il suo nome perché affiorassero ricordi, sorrisi e aneddoti. Per qualcuno era il pilota dei rally, per altri il musicista delle indimenticabili serate di Porto Azzurro, per tanti semplicemente il volto amico del distributore di carburante di Mola, dove una battuta non mancava mai.
Negli anni Settanta fu tra i protagonisti del Rallye Elba, quando la manifestazione muoveva i primi passi e stava diventando una delle competizioni automobilistiche più prestigiose d’Europa. Al volante del suo inconfondibile Maggiolone Volkswagen affrontava prove speciali che oggi appartengono alla storia del rallismo elbano, contribuendo a scrivere le prime pagine di una manifestazione destinata a diventare un simbolo dell’isola.
Ma Nino non era soltanto motori. Era musica, allegria e quella genuinità tipica della sua generazione. Con la chitarra in mano animava feste e carnevali, sempre pronto a regalare una risata. Aveva un modo tutto suo di scherzare, con quell’ironia che lo rendeva unico.
Chi lo ha conosciuto ricorda ancora le sue frasi diventate quasi leggendarie.
“Ehh Stikke… sonamo? Vi chiamano pè fa qualche serata?”
E poi, con il sorriso stampato sul volto:
“Io devo ancora capì il perché vi chiameno… che un sapete sonà nemmeno un walzerino… ai mi tempi era meglio…”
Parole che oggi fanno sorridere e, allo stesso tempo, stringono il cuore.
Nino Gamba rappresentava un’Elba autentica, fatta di passione, sacrificio, amicizia e amore per il proprio territorio. Un uomo capace di lasciare un segno tanto nel mondo dello sport quanto nella vita quotidiana di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
Cinque anni dopo la sua scomparsa, il suo ricordo continua a vivere nei racconti degli amici, nelle fotografie in bianco e nero del Rallye Elba, nelle note di una chitarra e nelle tante storie che ancora oggi vengono tramandate con un sorriso.
Perché ci sono persone che non se ne vanno davvero. Restano nella memoria di un’isola intera.
Ciao Nino. L’Edicola Elbana e tutta l’Isola d’Elba non ti ha mai dimenticato.










