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Porto Azzurro saluta il “Ristorante da Floriano”: si chiude una storia che ha fatto parte del paese

A Por­to Azzur­ro ci sono luo­ghi che non sono sem­pli­ce­men­te atti­vi­tà com­mer­cia­li, ma capi­to­li inte­ri del­la memo­ria col­let­ti­va. Tra que­sti, il Risto­ran­te da Flo­ria­no ha occu­pa­to per decen­ni un posto spe­cia­le: un pun­to di rife­ri­men­to per le fami­glie, per i bam­bi­ni che sco­pri­va­no il pesce per la pri­ma vol­ta, per chi tor­na­va ogni esta­te sapen­do di ritro­va­re gli stes­si sapo­ri e la stes­sa acco­glien­za.
Oggi quel­la por­ta si chiu­de. Non per dav­ve­ro, for­se: più che una fine, è una pagi­na che si vol­ta, un pas­sag­gio che segna la con­clu­sio­ne di un lun­go ciclo e l’inizio di un nuo­vo per­cor­so per chi lo ha por­ta­to avan­ti con pas­sio­ne, pro­fes­sio­na­li­tà e una dedi­zio­ne che a Por­to Azzur­ro cono­sco­no tut­ti.
Il risto­ran­te, nato gra­zie alla visio­ne e al lavo­ro tena­ce del fon­da­to­re, è cre­sciu­to negli anni diven­tan­do una sor­ta di casa allar­ga­ta. Una cuci­na sem­pre acce­sa, feste inter­mi­na­bi­li, Nata­li vis­su­ti con la por­ta aper­ta e la sala pie­na, gene­ra­zio­ni di clien­ti che qui han­no tro­va­to un pun­to fer­mo. E tut­to que­sto è sta­to pos­si­bi­le pri­ma gra­zie a Flo­ria­no ed Anto­niet­ta e poi gra­zie a Ange­la, Ros­sel­la e Ste­fa­no, Mar­cel­la e tut­ti I loro col­la­bo­ra­to­ri che si sono avvi­cen­da­ti nel cor­so di que­sti anni.
Tut­ti i vol­ti fami­lia­ri per una comu­ni­tà che, oggi, non nascon­de la pro­pria emo­zio­ne.
In que­ste ore sono tan­ti i mes­sag­gi cir­co­la­ti sui social: ricor­di, aned­do­ti, affet­to sin­ce­ro. Non sem­pli­ce nostal­gia, ma gra­ti­tu­di­ne per un luo­go che ha sapu­to rima­ne­re se stes­so pur cam­bian­do con il tem­po. Un pez­zo di Lon­go­ne che mol­ti con­si­de­ra­va­no “di fami­glia”.
La chiu­su­ra del Risto­ran­te da Flo­ria­no lascia un vuo­to, è vero. Ma lascia soprat­tut­to un’eredità fat­ta di lavo­ro, di valo­ri e di lega­mi uma­ni impos­si­bi­li da archi­via­re. E chi cono­sce i pro­ta­go­ni­sti di que­sta sto­ria sa bene che que­sto non è un addio: è una ripar­ten­za, for­se meno pre­ve­di­bi­le, ma cari­ca del­lo stes­so entu­sia­smo che ha reso gran­de l’esperienza che oggi salu­tia­mo.
Por­to Azzur­ro con­ser­va i luo­ghi, ma soprat­tut­to le per­so­ne. E que­sta sto­ria, come tan­te che appar­ten­go­no all’isola, con­ti­nue­rà a vive­re nel­le memo­rie di chi quel risto­ran­te lo ha fre­quen­ta­to, lo ha ama­to e lo ha fat­to diven­ta­re un sim­bo­lo.
Per ora si abbas­sa la ser­ran­da, ma solo per aprir­ne un’altra. Per­ché cer­te sto­rie non si chiu­do­no dav­ve­ro: si tra­sfor­ma­no.
Un abbrac­cio a tut­ti voi. Vi voglia­mo bene.

Zio Stix e tut­ta l’E­di­co­la Elba­na Show

Ph: Enri­co Gam­be­lun­ghe

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