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Un cuore grande per l’Isola d’Elba

Ci sono tra­guar­di che, sul­la car­ta, sem­bra­no impos­si­bi­li. Poi acca­de qual­co­sa di straor­di­na­rio: le per­so­ne si uni­sco­no, la soli­da­rie­tà diven­ta con­cre­ta e un sogno si tra­sfor­ma in real­tà.
Oggi quel sogno è diven­ta­to un dono.
Alla pre­sen­za del Dott. Pao­lo Mar­zo­ra­ti, Diret­to­re Sani­ta­rio del Pre­si­dio Ospe­da­lie­ro, del Dott. Fabio Che­to­ni, Diret­to­re del Distret­to Zona Elba, del Dott. Nor­ber­to Dal Can­to, Diret­to­re dell’Unità Ope­ra­ti­va di Medi­ci­na e Chi­rur­gia d’Urgenza, del respon­sa­bi­le infer­mie­ri del Pre­si­dio Ospe­da­lie­ro Gabrie­le Gent­ni, del­la Dott.ssa Maria Cano­va­ro respon­sa­bi­le ammi­ni­stra­ti­va distret­to Elba e del­la Coor­di­na­tri­ce infer­mie­ri­sti­ca Pron­to soc­cor­so dott.ssa Chia­ra Faz­zi­ni, l’associazione “Gli Ami­ci del Gigan­te Buo­no” ha con­se­gna­to uffi­cial­men­te un nuo­vo eco­gra­fo all’Ospedale di Por­to­fer­ra­io.
Un’apparecchiatura pre­zio­sa che da oggi sarà a dispo­si­zio­ne dell’ospedale e del­la comu­ni­tà elba­na, con­tri­buen­do a poten­zia­re i ser­vi­zi sani­ta­ri del nostro territorio.La nostra è una pic­co­la asso­cia­zio­ne, nata dal desi­de­rio di custo­di­re e ono­ra­re la memo­ria del nostro caro ami­co Vin­cen­zo Voz­za.
Vin­cen­zo non c’è più, ma il suo modo di esse­re, la sua gene­ro­si­tà e la sua atten­zio­ne ver­so gli altri con­ti­nua­no a vive­re attra­ver­so ciò che fac­cia­mo.
Vin­cen­zo ha sem­pre dato una mano a chi ne ave­va biso­gno, par­te­ci­pan­do atti­va­men­te alla vita del­la nostra comu­ni­tà. Abbia­mo scel­to di rac­co­glie­re quel suo esem­pio e tra­sfor­ma­re il dolo­re del­la sua assen­za in qual­co­sa di buo­no, con­cre­to e uti­le per tut­ti.
Rag­giun­ge­re la cifra neces­sa­ria per acqui­sta­re que­sto eco­gra­fo è sta­to un per­cor­so lun­go, impe­gna­ti­vo e pie­no di osta­co­li.
Ma non ci sia­mo mai arre­si.
Que­sto tra­guar­do è di tut­ti.
Se oggi pos­sia­mo vede­re que­sto eco­gra­fo entra­re final­men­te nel nostro ospe­da­le, non è meri­to sol­tan­to nostro.
È meri­to di un’intera comu­ni­tà.
Di tut­te le per­so­ne che in que­sti due anni han­no par­te­ci­pa­to ai nostri even­ti, riem­pi­to le piaz­ze, con­di­vi­so le nostre ini­zia­ti­ve e cre­du­to nel nostro pro­get­to.
Di chi ha scel­to di esser­ci.
Di chi ha fat­to una dona­zio­ne.
Di chi ha con­tri­bui­to con poco o con tan­to.
Per­ché ogni sin­go­lo con­tri­bu­to è sta­to impor­tan­te. Ogni euro rac­col­to è sta­to un pic­co­lo mat­to­ne che, insie­me a tut­ti gli altri, ci ha per­mes­so di costrui­re qual­co­sa di gran­de.
E oggi quel qual­co­sa è qui.
Un dono per l’ospedale, un dono per l’Elba
Que­sto eco­gra­fo non è sol­tan­to un’apparecchiatura medi­ca­le.
È un gesto di soli­da­rie­tà, di comu­ni­tà e di amo­re per il nostro ter­ri­to­rio.
È il nostro modo di dire gra­zie a chi ogni gior­no lavo­ra per la salu­te degli elba­ni e, allo stes­so tem­po, di lascia­re qual­co­sa di con­cre­to alla nostra iso­la.
Sape­re che que­sto stru­men­to potrà esse­re uti­liz­za­to per medi­ci e pazien­ti ci riem­pie di orgo­glio e di emo­zio­ne.
Non è un pun­to di arri­vo
Que­sto tra­guar­do non chiu­de un per­cor­so.
Lo apre.
Abbia­mo visto quan­to può esse­re gran­de il cuo­re del­la nostra gen­te quan­do si cam­mi­na tut­ti nel­la stes­sa dire­zio­ne.
Per que­sto con­ti­nue­re­mo a orga­niz­za­re even­ti e ini­zia­ti­ve, con l’obiettivo di rac­co­glie­re nuo­ve risor­se da desti­na­re all’acquisto di altre attrez­za­tu­re e beni uti­li alla nostra comu­ni­tà e al nostro ospe­da­le.
Avre­mo anco­ra biso­gno di voi.
Con­ti­nua­te a seguir­ci, a par­te­ci­pa­re, a soste­ner­ci e a cre­de­re insie­me a noi che anche una pic­co­la asso­cia­zio­ne può fare gran­di cose.
Per­ché quan­do il ricor­do diven­ta amo­re, l’amore diven­ta soli­da­rie­tà e la soli­da­rie­tà diven­ta un gesto con­cre­to, allo­ra dav­ve­ro non esi­sto­no tra­guar­di irrag­giun­gi­bi­li.
Gra­zie a tut­ti voi.
Gra­zie a chi c’è sta­to, a chi ci ha cre­du­to e a chi con­ti­nue­rà a cam­mi­na­re con noi.
E gra­zie, Vin­cen­zo, per­ché in fon­do, que­sto gran­de cuo­re con­ti­nua a bat­te­re anche un po’ per te.

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