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Rio Marina, cosa è successo nei locali dello stadio? Il Comune denuncia degrado e utilizzi non autorizzati

Nei gior­ni scor­si l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le di Rio ha effet­tua­to un sopral­luo­go pres­so lo Sta­dio comu­na­le “M. Gian­no­ni” di Rio Mari­na, nel­l’am­bi­to del­le atti­vi­tà pre­li­mi­na­ri fina­liz­za­te a un pro­get­to di riqua­li­fi­ca­zio­ne del­l’a­rea, che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne inten­de por­ta­re avan­ti anche attra­ver­so il coin­vol­gi­men­to di sog­get­ti pri­va­ti. L’o­biet­ti­vo è sem­pli­ce e con­cre­to: recu­pe­ra­re, valo­riz­za­re e resti­tui­re digni­tà a una par­te impor­tan­te del patri­mo­nio pub­bli­co comu­na­le. Il sopral­luo­go ha però riser­va­to una sor­pre­sa tut­t’al­tro che pia­ce­vo­le. All’in­ter­no del­la strut­tu­ra situa­ta nel­la par­te alta del­l’im­pian­to, ori­gi­na­ria­men­te desti­na­ta a ser­vi­zio dei cam­pi da ten­nis, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne ha infat­ti riscon­tra­to una situa­zio­ne di evi­den­te incu­ria e degra­do, accom­pa­gna­ta da un ele­men­to che rite­nia­mo anco­ra più signi­fi­ca­ti­vo: quei loca­li, che non risul­ta­va­no esse­re nel­la dispo­ni­bi­li­tà gestio­na­le del­l’U­nio­ne Spor­ti­va Rio Mari­na – come cita­to dal REGOLAMENTO PER L’AFFIDAMENTO A TERZI DELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI E PER LA CONCESSIONE IN USO DEGLI STESSI (art.18), appro­va­to con deli­be­ra­zio­ne del Con­si­glio Comu­na­le 23 set­tem­bre 2024, nume­ro 39 — sono sta­ti uti­liz­za­ti nel cor­so degli anni come se inve­ce lo fos­se­ro. Per acce­de­re allo sta­bi­le è sta­to neces­sa­rio pro­ce­de­re all’a­per­tu­ra for­za­ta del­le por­te, dal momen­to che le ser­ra­tu­re risul­ta­va­no esse­re sta­te sosti­tui­te. Una vol­ta entra­ti, quel­lo che si è pre­sen­ta­to davan­ti agli occhi è docu­men­ta­to dal­le foto­gra­fie che accom­pa­gna­no que­sto arti­co­lo e che, più di qual­sia­si rico­stru­zio­ne, con­sen­to­no a chiun­que di far­si un’i­dea pre­ci­sa del­le con­di­zio­ni nel­le qua­li è sta­to lascia­to lo sta­bi­le. All’in­ter­no sono sta­ti rin­ve­nu­ti mate­ria­li di ogni gene­re, attrez­za­tu­re, arre­di, fri­go­ri­fe­ri, con­te­ni­to­ri, sac­chi e ogget­ti acca­ta­sta­ti sen­za alcun cri­te­rio, oltre a gene­ri ali­men­ta­ri abban­do­na­ti nei loca­li e ormai dete­rio­ra­ti, con odo­ri par­ti­co­lar­men­te sgra­de­vo­li e con­di­zio­ni igie­ni­che che risul­ta­no dif­fi­cil­men­te con­ci­lia­bi­li con l’u­ti­liz­zo di que­gli ambien­ti come cuci­na (?) in occa­sio­ne del­le sagre esti­ve. Non sia­mo quin­di di fron­te alla sem­pli­ce pre­sen­za di qual­che mate­ria­le rima­sto dopo una mani­fe­sta­zio­ne, ma a loca­li che nel tem­po sem­bra­no esse­re sta­ti tra­sfor­ma­ti in una sor­ta di magaz­zi­no per­ma­nen­te, nel qua­le è sta­to accu­mu­la­to e con­ser­va­to pra­ti­ca­men­te di tut­to. E, come spes­so acca­de quan­do la real­tà supe­ra per­si­no l’im­ma­gi­na­zio­ne, non man­ca nep­pu­re l’e­le­men­to che ren­de la vicen­da qua­si sur­rea­le: all’in­ter­no del­lo sta­bi­le pub­bli­co è sta­to tro­va­to anche un fur­gon­ci­no pri­va­to, par­cheg­gia­to nei loca­li del­l’e­di­fi­cio. A que­sto pun­to vie­ne spon­ta­neo chie­der­si se, nel cor­so degli anni, qual­cu­no abbia sem­pli­ce­men­te dimen­ti­ca­to che si trat­tas­se di una strut­tu­ra comu­na­le oppu­re se si sia rite­nu­to che, una vol­ta otte­nu­te le chia­vi, il con­fi­ne tra patri­mo­nio pub­bli­co e dispo­ni­bi­li­tà pri­va­ta potes­se diven­ta­re piut­to­sto ela­sti­co. Il pro­ble­ma, natu­ral­men­te, non è il fur­gon­ci­no in sé, così come non lo sono il sin­go­lo fri­go­ri­fe­ro, il tavo­lo o una del­le tan­te attrez­za­tu­re pre­sen­ti. Il pro­ble­ma è la con­ce­zio­ne com­ples­si­va che emer­ge dal­l’u­ti­liz­zo di un immo­bi­le pub­bli­co che non era nel­la dispo­ni­bi­li­tà del­l’U­nio­ne Spor­ti­va, uti­liz­za­to per atti­vi­tà lega­te alle sagre e lascia­to suc­ces­si­va­men­te nel­le con­di­zio­ni che oggi pos­sia­mo docu­men­ta­re. Ed è pro­prio su que­sto pun­to che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le ritie­ne dove­ro­so por­re alcu­ne doman­de, per­ché non è suf­fi­cien­te con­sta­ta­re ciò che è sta­to tro­va­to: occor­re anche com­pren­de­re come si sia arri­va­ti a una situa­zio­ne di que­sto gene­re. Come è sta­to pos­si­bi­le uti­liz­za­re per anni quei loca­li se non era­no ricom­pre­si nel­la dispo­ni­bi­li­tà del­l’U­nio­ne Spor­ti­va Rio Mari­na? Per qua­le ragio­ne sono sta­te sosti­tui­te le ser­ra­tu­re e chi ha avu­to la dispo­ni­bi­li­tà del­le nuo­ve chia­vi? E, soprat­tut­to, come han­no potu­to il pre­ce­den­te pre­si­den­te del­l’U­nio­ne Spor­ti­va e il pre­ce­den­te diret­ti­vo rite­ne­re nor­ma­le uti­liz­za­re, o con­sen­ti­re che venis­se uti­liz­za­ta, una strut­tu­ra pub­bli­ca in que­ste con­di­zio­ni e per fina­li­tà che non risul­ta­va­no esse­re loro asse­gna­te? Sono doman­de che rite­nia­mo legit­ti­mo por­si e alle qua­li sareb­be oppor­tu­no che chi ha avu­to respon­sa­bi­li­tà nel­la gestio­ne del­l’U­nio­ne Spor­ti­va negli anni pas­sa­ti des­se una rispo­sta chia­ra, soprat­tut­to con­si­de­ran­do il ruo­lo pub­bli­co e socia­le che un’as­so­cia­zio­ne spor­ti­va rive­ste all’in­ter­no di una comu­ni­tà. La que­stio­ne assu­me infat­ti un signi­fi­ca­to anco­ra più par­ti­co­la­re se si con­si­de­ra che alcu­ne del­le per­so­ne che han­no rico­per­to ruo­li all’in­ter­no del pre­ce­den­te diret­ti­vo sono sta­te, e in alcu­ni casi sono tut­to­ra, mol­to pre­sen­ti nel dibat­ti­to poli­ti­co loca­le e par­ti­co­lar­men­te atten­te a giu­di­ca­re e con­te­sta­re l’o­pe­ra­to del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le. È cer­ta­men­te legit­ti­mo eser­ci­ta­re oppo­si­zio­ne e avan­za­re cri­ti­che nei con­fron­ti di chi ammi­ni­stra, così come è legit­ti­mo ave­re idee poli­ti­che diver­se; ciò che appa­re deci­sa­men­te meno com­pren­si­bi­le è che la stes­sa seve­ri­tà nel pre­ten­de­re il rispet­to del­le rego­le dagli altri non sia sta­ta, alme­no a giu­di­ca­re da ciò che oggi emer­ge dal sopral­luo­go, appli­ca­ta anche alla gestio­ne di un bene pub­bli­co che appar­tie­ne all’in­te­ra comu­ni­tà.

 

1 commento su “Rio Marina, cosa è successo nei locali dello stadio? Il Comune denuncia degrado e utilizzi non autorizzati”

  1. Come al soli­to il comu­ne si sve­glia quan­do piu’ gli aggra­da e ‚tut­ti sape­va­no ed era­no anche com­pia­cen­ti. Vedi le For­na­cel­le! l” elen­co sareb­be trop­po lun­go Ormai non mi mera­vi­glio piu’ di nul­la . Dal­l’ar­ti­co­lo si capi­sce che il comu­ne non gra­di­sca le osser­va­zio­ni diret­ti all’am­mi­ni­stra­zio­ne nel­la gestio­ne del ter­ri­to­rio .Non ave­te anco­ra capi­to che se alza­te la testa vi taglia­no il col­lo??

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