Un episodio avvenuto nei giorni scorsi a Bangkok ha acceso un acceso dibattito internazionale, richiamando l’attenzione sull’importanza del rispetto delle tradizioni e delle culture dei Paesi che ci ospitano.
Protagonista della vicenda una scolaresca italiana in viaggio di studio. Secondo quanto emerso, durante un tragitto in metropolitana una passeggera thailandese avrebbe invitato con cortesia gli studenti ad abbassare il tono della voce e a mantenere un comportamento in linea con le consuetudini locali. Un semplice richiamo al rispetto delle regole di convivenza che, però, avrebbe provocato una reazione inaspettata: alcuni ragazzi, tutti minorenni, avrebbero iniziato a insultare la donna. A destare ulteriore sorpresa sarebbero state anche le parole attribuite all’insegnante accompagnatrice, che avrebbe sostenuto come i thailandesi dovessero “ringraziare chi porta soldi nel loro Paese”.
La scena, ripresa con uno smartphone, è diventata rapidamente virale sui social network, suscitando indignazione in Thailandia e tra le comunità thailandesi presenti in numerosi Paesi del mondo.
Anche all’Isola d’Elba la vicenda è stata seguita con dispiacere dalla comunità thailandese, presente sul territorio da oltre quarant’anni. Una comunità perfettamente integrata, conosciuta e apprezzata per la serietà, il rispetto delle regole e la capacità di mantenere vive le proprie tradizioni culturali. In Thailandia, infatti, parlare con discrezione nei luoghi pubblici, mantenere un atteggiamento rispettoso e non arrecare disturbo agli altri rappresentano valori profondamente radicati nella società e nella cultura del Paese.
Ma tra l’Isola d’Elba e la Thailandia esiste anche un legame storico e artistico di straordinario valore, conosciuto da pochi. A Portoferraio, in Piazza della Repubblica, si trova infatti il Monumento ai Caduti realizzato nel 1920 da Corrado Feroci, artista fiorentino diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Tre anni più tardi, nel 1923, Feroci vinse un concorso indetto dal Re del Siam e si trasferì definitivamente in Thailandia. Qui assunse il nome di Silpa Bhirasri, diventando il padre dell’arte moderna thailandese. Fondò quella che oggi è la prestigiosa Silpakorn University e formò intere generazioni di artisti, tanto da essere ancora oggi considerato una delle figure culturali più importanti della storia del Paese. Morì a Bangkok nel 1962, lasciando un’eredità artistica che continua a essere celebrata.
Proprio per questo, episodi come quello avvenuto nella metropolitana di Bangkok non possono essere liquidati come semplici fatti di cronaca. Ogni viaggio dovrebbe essere anche un’occasione di crescita, di confronto e di rispetto verso le usanze del luogo che ci accoglie. Comportamenti irrispettosi rischiano infatti di danneggiare l’immagine dell’Italia all’estero e di incrinare quel clima di amicizia che, da oltre un secolo, unisce Italia e Thailandia.
Un rapporto che, in modo particolare, passa anche dall’Isola d’Elba, custode di una delle poche opere italiane di colui che è diventato uno dei più grandi simboli dell’arte thailandese.









