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Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano festeggia 30 anni: “Una casa comune per il futuro delle isole”

Trent’anni di Par­co Nazio­na­le Arci­pe­la­go Tosca­no: a Por­to­fer­ra­io il rac­con­to cora­le di un’impresa col­let­ti­va. Arcen­ni: “Sia casa comu­ne, in un rin­no­va­to pat­to tra uomo e natu­ra e labo­ra­to­rio per svi­lup­po eco­no­mi­co e model­lo di cre­sci­ta socia­le del­le comu­ni­tà” «Vor­rei che il nostro ente venis­se per­ce­pi­to sem­pre più come una casa comu­ne. Il Par­co non è un insie­me di divie­ti ma un rin­no­va­to pat­to tra uomo e natu­ra. La tute­la fun­zio­na dav­ve­ro e diven­ta labo­ra­to­rio per lo svi­lup­po eco­no­mi­co e model­lo di cre­sci­ta socia­le del­le comu­ni­tà solo quan­do vie­ne con­di­vi­sa: la fan­no le ammi­ni­stra­zio­ni, cer­to, ma anche i pesca­to­ri, gli ope­ra­to­ri turi­sti­ci, le Gui­de Par­co e più in gene­ra­le, tut­te le cit­ta­di­ne e i cit­ta­di­ni che han­no a cuo­re que­sto nostro mera­vi­glio­so patri­mo­nio». Così Mat­teo Arcen­ni Pre­si­den­te del Par­co Nazio­na­le Arci­pe­la­go Tosca­no, nel­la splen­di­da cor­ni­ce del Vil­lag­gio Vela del Mari­na Mili­ta­re Nastro Rosa Tour, a Por­to­fer­ra­io, che ha ospi­ta­to il 7 luglio u.s. le cele­bra­zio­ni per i trent’anni dal­la nasci­ta dell’area pro­tet­ta. Non un sem­pli­ce com­plean­no isti­tu­zio­na­le, ma il rac­con­to cora­le di un’impresa col­let­ti­va che dura da tre decen­ni. Nato nel 1996, l’ente custo­de del­le set­te per­le del Tir­re­no ha volu­to festeg­gia­re que­sto sto­ri­co tra­guar­do riav­vol­gen­do il nastro del­la sua sto­ria attra­ver­so le voci e le testi­mo­nian­ze dei suoi pro­ta­go­ni­sti. Sul pal­co, uni­ti in un idea­le e sug­ge­sti­vo pas­sag­gio di testi­mo­ne, si sono ritro­va­ti tre vol­ti chia­ve che han­no segna­to la vita dell’ente: Giu­sep­pe Tanel­li, “padre fon­da­to­re” e pri­mo sto­ri­co pre­si­den­te; Giam­pie­ro Sam­mu­ri, la gui­da che ha tra­ghet­ta­to il Par­co ver­so il con­so­li­da­men­to e il pre­sti­gio­so rico­no­sci­men­to inter­na­zio­na­le del­la Green List IUCN; e l’attuale pre­si­den­te, Mat­teo Arcen­ni, da poco al timo­ne con il com­pi­to di trac­cia­re la rot­ta ver­so le sfi­de glo­ba­li del doma­ni. All’appello non è volu­to man­ca­re Mario Toz­zi, pre­si­den­te del­la sta­gio­ne del­le gran­di bat­ta­glie media­ti­che, che ha arric­chi­to la sera­ta con un video­mes­sag­gio di salu­to. Dal­le dif­fi­den­ze del 1996 all’orgoglio del­la “Green List”. Il dia­lo­go sul pal­co ha mes­so in luce la por­ta­ta di una sfi­da ini­zia­ta a metà degli anni Novan­ta. Isti­tui­re quel­lo che allo­ra nac­que come il par­co mari­no più gran­de d’Europa non fu una pas­seg­gia­ta. Come ricor­da­to dal pro­fes­sor Tanel­li, i pri­mi osta­co­li furo­no soprat­tut­to poli­ti­ci e cul­tu­ra­li, in un cli­ma di scet­ti­ci­smo e timo­re per i vin­co­li ambien­ta­li. Una dif­fi­den­za che gli anni di pre­si­den­za di Sam­mu­ri han­no sapu­to scio­glie­re, dimo­stran­do sul cam­po come la tute­la del­la bio­di­ver­si­tà non fos­se un fre­no allo svi­lup­po, ben­sì un for­mi­da­bi­le vola­no eco­no­mi­co, occu­pa­zio­na­le e d’immagine per le comu­ni­tà iso­la­ne, por­tan­do l’Arcipelago all’attenzione del­la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca glo­ba­le. Il Par­co sia una casa comu­ne”. Nel trat­teg­gia­re la sua visio­ne per il futu­ro dell’ente, il neoe­let­to pre­si­den­te Mat­teo Arcen­ni ha volu­to evi­den­zia­re, in una visio­ne di con­ti­nui­tà che ha attra­ver­sa­to que­sti tren­t’an­ni, come abbia pre­fe­ri­to che que­sta fos­se «pri­ma di tut­to una sera­ta di ascol­to. Cono­sce­re a fon­do il pas­sa­to è il modo miglio­re per gui­da­re il futu­ro. Le rot­te del futu­ro: cli­ma, soste­ni­bi­li­tà e con­cer­ta­zio­ne. Il dibat­ti­to si è poi pro­iet­ta­to sul­le sfi­de cru­cia­li del 2026. Il Par­co si tro­va oggi a dover gover­na­re sce­na­ri glo­ba­li com­ples­si: un Mar Medi­ter­ra­neo che si sur­ri­scal­da rapi­da­men­te a cau­sa del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, la neces­si­tà impel­len­te di difen­de­re gli equi­li­bri eco­lo­gi­ci e il biso­gno di gesti­re un turi­smo che sia ric­chez­za per il ter­ri­to­rio e non con­su­mo del­lo stes­so. La ricet­ta per i pros­si­mi anni, con­di­vi­sa dal pal­co di Por­to­fer­ra­io, met­te al cen­tro il meto­do del­la con­cer­ta­zio­ne: ascol­ta­re, dia­lo­ga­re e costrui­re le scel­te insie­me alle comu­ni­tà loca­li, sen­za impo­si­zio­ni dall’alto, per con­se­gna­re alle pros­si­me gene­ra­zio­ni un ter­ri­to­rio anco­ra più resi­lien­te e fie­ro del­la pro­pria iden­ti­tà. La sera­ta si è chiu­sa tra gli applau­si del pub­bli­co e i rin­gra­zia­men­ti alla Mari­na Mili­ta­re, lascian­do ai pre­sen­ti l’immagine sug­ge­sti­va del Par­co come il “miglior equi­pag­gio pos­si­bi­le”: una squa­dra che da trent’anni navi­ga con uni­tà d’intenti, supe­ran­do le tem­pe­ste e tenen­do la bar­ra drit­ta ver­so la stes­sa, iden­ti­ca rot­ta: la custo­dia del­la bel­lez­za.

LINK per sca­ri­ca­re il video mes­sag­gio di Mario Toz­zi

https://fromsmash.com/zsI_d79smE-dt

 

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