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Dillo all’Edicola: Avete frantumato i coglioni con questa lotta al divertimento. L’Elba non è un monastero 

Leg­gen­do la let­te­ra del Sig. Mar­cel­lo Cami­ci su Elba­re­port, vie­ne da chie­der­si se qual­cu­no gli abbia spie­ga­to che sia­mo all’El­ba, nel pie­no del­la sta­gio­ne esti­va, e non in un mona­ste­ro di clau­su­ra. Ogni anno la stes­sa sto­ria: appe­na si accen­de un pal­co, par­te la cor­sa a rego­la­men­ti, deci­bel e ricor­si. Eppu­re quel­le stes­se sera­te che a qual­cu­no tol­go­no qual­che ora di son­no per­met­to­no a risto­ran­ti, bar, nego­zi e atti­vi­tà turi­sti­che di lavo­ra­re e a miglia­ia di per­so­ne di sce­glie­re la nostra iso­la per le vacan­ze. Se esi­sto­no vio­la­zio­ni del­le nor­me, ci sono gli orga­ni com­pe­ten­ti per veri­fi­car­le. Ma se tut­to è auto­riz­za­to, con­ti­nua­re a com­bat­te­re la movi­da esti­va diven­ta una bat­ta­glia con­tro il turi­smo stes­so. For­se è arri­va­to il momen­to di crea­re un comi­ta­to cit­ta­di­no che ten­ga d’oc­chio chi, esta­te dopo esta­te, sem­bra vede­re negli even­ti solo un pro­ble­ma, dimen­ti­can­do che l’El­ba vive gra­zie a quei visi­ta­to­ri che ven­go­no anche per respi­ra­re un po’ di alle­gria. Chi desi­de­ra silen­zio asso­lu­to per tre mesi l’an­no è libe­ris­si­mo di cer­ca­re luo­ghi più adat­ti alle pro­prie esi­gen­ze. Pre­ten­de­re inve­ce che sia un’in­te­ra iso­la turi­sti­ca a spe­gner­si alle die­ci di sera signi­fi­ca igno­ra­re la real­tà. L’El­ba non ha biso­gno di nuo­ve cro­cia­te con­tro la musi­ca. Ha biso­gno di per­so­ne che la fac­cia­no vive­re.

Un let­to­re del­l’E­di­co­la Elba­na

9 commenti su “Dillo all’Edicola: Avete frantumato i coglioni con questa lotta al divertimento. L’Elba non è un monastero ”

  1. Pur­trop­po, e par­lo con cogni­zio­ne di cau­sa, la mag­gior par­te dei comi­ta­ti anti movi­da sono pro­mos­si dagli elba­ni stes­si, ma la cosa che più mi indi­gna è che sono per­so­ne che negli anni 80 era in giro di not­te, come il sot­to­scrit­to, a vive­re in pie­no una movi­da che non ha nul­la a che vede­re con quel­lo che acca­de oggi…allora sì che c’e­ra vita fino alle 5 del mat­ti­no. Oggi que­ste stes­se per­so­ne si sen­to­no auto­riz­za­te a sof­fi­ca­re quel­la vita turi­sti­ca di diver­ti­men­to crea­ta e/o mai osta­co­la­ta dai loro geni­to­ri.…. que­sta è la cosa che più mi indi­gna.

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  2. Sono d’ac­cor­do. Rego­la­men­ta­re è giu­sto, ma non biso­gna con­fon­de­re la rego­la­men­ta­zio­ne con il divie­to. L’El­ba vive di turi­smo: ser­ve equi­li­brio, non estre­mi­smi. Musi­ca, fol­klo­re e intrat­te­ni­men­to, se gesti­ti con buon sen­so e nel rispet­to del­le rego­le, sono un valo­re aggiun­to e non un pro­ble­ma

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  3. Io l’articolo l’ho let­to.

    Altri, evi­den­te­men­te, no. Nes­su­no ha chie­sto di vie­ta­re feste o diver­ti­men­to: si par­la di con­trol­li, auto­riz­za­zio­ni, ora­ri e rispet­to del­le rego­le. Tra­sfor­mar­lo in una “lot­ta al diver­ti­men­to” signi­fi­ca non aver capi­to, o non aver volu­to capi­re, quel­lo che c’è scrit­to.

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  4. Cre­do che il sen­so dell’articolo non sia ben chia­ro.
    Nes­su­no chie­de di vie­ta­re le feste o il diver­ti­men­to, né di tra­sfor­ma­re l’Elba in un mona­ste­ro.
    L’articolo par­la sem­pli­ce­men­te del­la neces­si­tà di con­trol­li ade­gua­ti, affin­ché ven­ga­no rispet­ta­ti ora­ri, auto­riz­za­zio­ni e rego­le.
    Diver­ti­men­to e rispet­to del­le nor­me pos­so­no tran­quil­la­men­te con­vi­ve­re.
    Vivo a Rimi­ni da diver­si anni e pos­so assi­cu­ra­re che fun­zio­na 😉

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  5. Tut­ti gli alber­ghi e case nel 2026 vetri alle fine­stre a modo e aria con­di­zio­na­ta nel­le came­re così fine­stre chiu­se fre­sco in casa e nes­su­no dice nul­la in cit­tà è 40 anni che a pia­no ter­ra c’è una disco­te­ca e il palaz­zo ha 8 pia­ni e nes­su­no sen­te nul­la

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  6. Par­tia­mo dal pre­sup­po­sto che biso­gna rispet­ta­re le leg­gi, la rego­la­men­ta­zio­ne sul­le emis­sio­ni sono­re è una leg­ge fon­da­men­ta­le per­ché alla lun­ga il rumo­re è dan­no­so.
    Pre­mes­so que­sto poi ci devo­no esse­re del­le dero­ghe in situa­zio­ni par­ti­co­la­ri come ad esem­pio le loca­li­tà turi­sti­che nel­la sta­gio­ne turi­sti­ca.
    Quin­di alla fine del­la fie­ra il discor­so non deve esse­re “è esta­te si fa il caz­zo che si vuo­le a pre­scin­de­re “ ma biso­gna chie­de­re che la musi­ca e il diver­ti­men­to si pos­sa­no fare LEGALMENTE sen­za che nes­su­no pos­sa impe­dir­lo e sen­za che nes­su­no sia costret­to a lavo­ra­re “ille­gal­men­te “ per far fun­zio­na­re la sta­gio­ne

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