Importante passo avanti nel potenziamento del sistema di prevenzione e lotta agli incendi boschivi all’Isola d’Elba. La Misericordia di Portoferraio ha infatti messo a disposizione della Regione Toscana un nuovo Posto di Comando Avanzato (PCA) dedicato alle attività di Antincendio Boschivo (AIB), una risorsa strategica destinata a migliorare la gestione delle emergenze sul territorio. Si tratta di un mezzo altamente specializzato che consentirà al Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) di coordinare in maniera più efficace le operazioni durante gli incendi di maggiore complessità, garantendo una visione d’insieme costante e un collegamento diretto tra tutte le forze impegnate sul campo. Il nuovo PCA è equipaggiato con moderne postazioni informatiche, sistemi radio e strumenti di comunicazione collegati sia alle centrali operative che alle squadre impegnate negli interventi. Una dotazione tecnologica che permetterà di gestire in tempo reale uomini e mezzi, ottimizzando il coordinamento delle squadre a terra, dei velivoli antincendio e delle altre componenti operative coinvolte nelle attività di spegnimento. L’arrivo di questo nuovo mezzo rappresenta un investimento concreto nella sicurezza del territorio elbano e nella tutela del patrimonio ambientale, particolarmente esposto durante la stagione estiva al rischio di incendi boschivi. Con questa importante acquisizione, la Misericordia di Portoferraio conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nel sistema di protezione civile locale, mettendo a disposizione professionalità, mezzi all’avanguardia e volontari qualificati per garantire una risposta sempre più efficiente alle emergenze e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e della comunità.











Trovo assurdo che la Toscana sia probabilmente l’unica regione in cui i cittadini pagano due volte per avere strutture, mezzi e funzioni che lo Stato già garantisce attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Nulla da eccepire sull’impegno della Misericordia e dei volontari, che rappresentano una risorsa preziosa. Quello che non condivido è la scelta politica e organizzativa di creare un sistema parallelo, con propri mezzi, proprie sale operative, propri posti di comando e figure di coordinamento, quando esiste già un Corpo dello Stato con professionalità, organizzazione e competenze specifiche nel soccorso tecnico urgente e nel coordinamento delle emergenze.
Quanti milioni di euro vengono spesi ogni anno per mantenere un doppione di ciò che i Vigili del Fuoco già garantiscono? E quale vantaggio concreto ne traggono i cittadini toscani? I volontari sono fondamentali, ma il coordinamento professionale di uomini e mezzi, soprattutto quando sono coinvolte risorse statali, dovrebbe essere affidato a chi lo fa per istituzione e per mestiere.
Sembra la solita gestione all’italiana: dove ci sono soldi pubblici da spendere, poco importa se si creano sovrapposizioni e inefficienze.