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Matteo Catta, orgoglio elbano: primo posto e sogni tricolori

Con­ti­nua­no le sod­di­sfa­zio­ni per il talen­to iso­la­no, pro­ta­go­ni­sta con il Livor­no Rug­by 1931 nel­la con­qui­sta del pri­mo posto nel giro­ne inter­re­gio­na­le Eli­te Under 16.
Un risul­ta­to che non è solo una vit­to­ria di clas­si­fi­ca, ma un vero e pro­prio lascia­pas­sa­re per la fase fina­le che asse­gne­rà il tito­lo ita­lia­no. Tra­dot­to: i miglio­ri con­tro i miglio­ri, e Mat­teo c’è.
Die­tro a que­sto tra­guar­do non ci sono scor­cia­to­ie, ma anni di pas­sio­ne ini­zia­ti quan­do ave­va appe­na quat­tro anni. Una sto­ria fat­ta di alle­na­men­ti, tra­sfer­te, vali­gie sem­pre pron­te e quel con­ti­nuo andi­ri­vie­ni tra l’Isola d’Elba e la ter­ra­fer­ma, dove il cam­po diven­ta casa e la fati­ca una com­pa­gna di viag­gio.
Negli ulti­mi due anni, in par­ti­co­la­re, il rit­mo si è alza­to: cam­pio­na­ti, sele­zio­ni regio­na­li, pro­ve sem­pre più impe­gna­ti­ve. E pro­prio da que­sto per­cor­so arri­va un altro rico­no­sci­men­to impor­tan­te: la secon­da con­vo­ca­zio­ne da par­te del­la FIR per il radu­no ASA, in pro­gram­ma a Roma. Un appun­ta­men­to che rap­pre­sen­ta mol­to più di un sem­pli­ce alle­na­men­to, ma una por­ta aper­ta ver­so il rug­by che con­ta.
Mat­teo non sta solo gio­can­do: sta costruen­do.
E lo sta facen­do con quel­la misce­la che spes­so fa la dif­fe­ren­za, fat­ta di deter­mi­na­zio­ne, impe­gno e una fame spor­ti­va che non si spe­gne mai.
L’Elba osser­va, applau­de e si rico­no­sce in que­ste sto­rie.
Per­ché quan­do un ragaz­zo dell’isola arri­va lì, non è mai solo: por­ta con sé un pez­zo di casa, di sacri­fi­ci con­di­vi­si e di sogni che diven­ta­no un po’ di tut­ti.
A lui van­no i com­pli­men­ti e un gran­de in boc­ca al lupo. Il bel­lo, mol­to pro­ba­bil­men­te, deve anco­ra veni­re.
Sei grandissimo.…..Quelli del­l’E­di­co­la Elba­na

1 commento su “Matteo Catta, orgoglio elbano: primo posto e sogni tricolori”

  1. Ragaz­zi elba­ni da ammi­ra­re per l’im­pe­gno, la serie­tà, i sacri­fi­ci che fan­no e da por­ta­re come esem­pio.

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