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Caterina Pistolesi si laurea con una tesi che divide: punizione o rinascita?

Dal car­ce­re alla rina­sci­ta: una lau­rea che accen­de il dibat­ti­to
All’Università degli Stu­di di Firen­ze, nel­la Scuo­la di Scien­ze Poli­ti­che “Cesa­re Alfie­ri”, pren­de for­ma un lavo­ro che non si limi­ta a stu­dia­re il siste­ma peni­ten­zia­rio, ma pro­va a met­ter­lo davan­ti allo spec­chio.
La neo lau­rea­ta Cate­ri­na Pisto­le­si, con la gui­da del rela­to­re Vin­cen­zo Sca­lia, ha scel­to un tema tan­to deli­ca­to quan­to neces­sa­rio: il car­ce­re visto non solo come luo­go di pena, ma come cro­ce­via tra puni­zio­ne e pos­si­bi­li­tà di riscat­to.
Il suo ela­bo­ra­to si adden­tra nel cuo­re del siste­ma, ana­liz­zan­do il ruo­lo spes­so silen­zio­so ma fon­da­men­ta­le dell’assistente socia­le nel per­cor­so di rein­se­ri­men­to.
Una figu­ra che lavo­ra lon­ta­no dai riflet­to­ri, ma che rap­pre­sen­ta uno dei pochi pon­ti con­cre­ti tra “den­tro” e “fuo­ri”.
La tesi met­te in luce un nodo che in Ita­lia resta sem­pre attua­le: la distan­za tra ciò che il siste­ma peni­ten­zia­rio dovreb­be esse­re e ciò che, nel­la pra­ti­ca quo­ti­dia­na, diven­ta.
Sul­la car­ta, il car­ce­re ha anche una fun­zio­ne rie­du­ca­ti­va. Nel­la real­tà, però, emer­go­no limi­ti strut­tu­ra­li, con­trad­di­zio­ni e dif­fi­col­tà ope­ra­ti­ve che rischia­no di tra­sfor­ma­re quel per­cor­so di rein­se­ri­men­to in un sen­tie­ro stret­to, spes­so in sali­ta.
Ed è pro­prio qui che entra in gio­co il lavo­ro socia­le: accom­pa­gna­re, rico­strui­re, rimet­te­re insie­me i pez­zi.
Non una magia, ma un lavo­ro pazien­te, fat­to di rela­zio­ni, ascol­to e pos­si­bi­li­tà.
Quel­lo di Cate­ri­na non è solo un tra­guar­do acca­de­mi­co, ma un con­tri­bu­to a una rifles­sio­ne più ampia, che riguar­da tut­ti.
Per­ché il tema del car­ce­re non resta con­fi­na­to die­tro le sbar­re: par­la di socie­tà, di giu­sti­zia e, soprat­tut­to, di futu­ro.
Un per­cor­so uni­ver­si­ta­rio che dimo­stra come anche da una tesi pos­sa nasce­re qual­co­sa di più gran­de: una doman­da aper­ta, un dibat­ti­to, maga­ri per­si­no un pic­co­lo cam­bia­men­to.
Imma­gi­nia­mo la gio­ia di Bab­bo Davi­de e mam­ma Fede­ri­ca in que­sto gior­no spe­cia­le. Bra­va Cate­ri­na, tut­ta l’E­di­co­la Elba­na festeg­gia insie­me a tut­ti voi que­sto impor­tan­tis­si­mo tra­guar­do.

Zio Stix e quel­li del­l’E­di­co­la

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