Immaginate questa scena: all’Isola d’Elba basta un refolo di vento, una brezza appena accennata, e zac… navi ferme, corse cancellate, cittadini a terra come birilli dimenticati sul tavolo. “Colpa del mare”, ci dicono. Sempre lui, poveretto. Ormai sembra quasi che il Mar Tirreno abbia una personalità selettiva. Poi però arrivano questi giorni. Vento forte, mare tutt’altro che una piscina… e magia: le navi partono. Puntuali. Precise. Inarrestabili. E allora uno, da semplice lettore, si fa una domanda: ma il mare cambia carattere a seconda del calendario? Oppure cambia quando iniziano ad arrivare i turisti e improvvisamente il vento diventa più… tollerabile? Perché a pensar male si fa peccato, ma qui il dubbio viene spontaneo: che la sicurezza valga meno quando c’è da riempire le navi? Noi elbani siamo abituati a convivere con il mare, con i disagi e con le attese. Ma quello che stona è la sensazione di essere trattati in modo diverso a seconda della stagione. E allora sì, forse il vento soffia sempre uguale… ma le decisioni, quelle, sembrano cambiare direzione molto più facilmente. Qui è un pò come il discorso Nazionale di calcio.…se non c’è una vera “rivoluzione ” la faccenda si fà seria e complicata. Ci siamo rotti i coglioni di essere presi per il culo.…scusate il francesismo ma se dobbiamo parlare la stessa lingua, così eh.….
Tonnonostromo65










