Ci sono notti che nascono per diventare leggenda… e poi si trasformano in silenzi lunghi, pesanti come un fischio finale che non vorresti mai sentire.
L’Italia cade contro la Bosnia e, per la terza volta consecutiva, il Mondiale resta un sogno lontano.
Una di quelle serate che fanno male, inutile girarci intorno: perché la Nazionale non è solo una squadra, è un pezzo di casa che porti dentro, ovunque ti trovi.
Eppure, in mezzo a questa delusione, c’è un’immagine che merita di essere raccontata.
Sugli spalti, tra bandiere tricolori e cori spezzati dalla tensione, ne spuntava una diversa, speciale: quella dell’Isola d’Elba.
Un gruppo di giovani elbani ha fatto chilometri, ha seguito l’Italia fin lì, portandosi dietro un pezzo di scoglio, di mare, di identità.
E mentre in campo le cose non andavano come speravamo, loro c’erano a sventolare quella bandiera con orgoglio.
Ed è proprio questo il punto. Perché il calcio è fatto di vittorie e sconfitte, ma anche di passione, appartenenza e cuore. E quei ragazzi hanno rappresentato tutto questo meglio di qualsiasi risultato.
In una notte che poteva essere storica e che invece si è trasformata nell’ennesima occasione mancata, l’Elba ha comunque trovato il modo di farsi vedere. E di farsi sentire.
A loro va il nostro grazie. Perché mentre il sogno mondiale si spegneva, la loro bandiera continuava a sventolare. E, almeno quella, non ha perso.
Per quanto riguarda la Nazionale, speriamo che si ritrovi alla svelta quel senso di appartenenza come hanno avuto i nostri ragazzi.…
Peccato.….avemo perso un’altra occasione bona stasera, come diceva Vasco Rossi, lui si che è un orgoglio Nazionale.…..












