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Comitato Elba Salute: Sei milioni di euro l’anno e la sanità Elbana peggiora. Qualcosa non torna

Con sei milio­ni di euro l’anno si potreb­be costrui­re una sani­tà diver­sa: più effi­cien­te, più equa e soprat­tut­to sta­bi­le.
È que­sto il mes­sag­gio che abbia­mo por­ta­to il 25 mar­zo al con­ve­gno sul­la sani­tà Elba­na, dove la Regio­ne ha con­fer­ma­to anche per quest’anno un finan­zia­men­to impor­tan­te, desti­na­to però a un model­lo che con­ti­nua a sol­le­va­re for­ti dub­bi. Par­lia­mo del pro­get­to che richia­ma sull’isola medi­ci ester­ni per bre­vi perio­di, spes­so una sola set­ti­ma­na, con con­trat­ti ben remu­ne­ra­ti, vit­to, allog­gio e altri bene­fit. Un’operazione costo­sa, che nel­le inten­zio­ni dovreb­be sup­por­ta­re i pochi medi­ci stan­zia­li rima­sti.
Ma la real­tà rac­con­ta altro.
Da due anni que­sto siste­ma è atti­vo e, inve­ce di ridur­re le liste d’attesa, le ha viste allun­gar­si: da mesi ad anni. Le agen­de resta­no chiu­se, i cit­ta­di­ni aspet­ta­no, e il ser­vi­zio non miglio­ra.
Nel frat­tem­po si con­ti­nua a igno­ra­re una cri­ti­ci­tà gra­vis­si­ma: la caren­za di infer­mie­ri e OSS, ormai pros­si­ma a livel­li inso­ste­ni­bi­li.
Nel nostro ospe­da­le ne man­ca­no alme­no tren­ta.
A dif­fe­ren­za dei medi­ci “iti­ne­ran­ti”, que­ste figu­re fon­da­men­ta­li non rice­vo­no alcun incen­ti­vo, né eco­no­mi­co né orga­niz­za­ti­vo.
Eppu­re sono pro­prio loro, insie­me ai medi­ci stan­zia­li, a garan­ti­re ogni gior­no la con­ti­nui­tà dell’assistenza.
C’è poi un altro aspet­to che non può esse­re sot­to­va­lu­ta­to: il rap­por­to medi­co-pazien­te.
Chi vie­ne ope­ra­to o visi­ta­to da pro­fes­sio­ni­sti pre­sen­ti per pochi gior­ni, il gior­no dopo non li tro­va più.
Man­ca un rife­ri­men­to, man­ca con­ti­nui­tà, man­ca fidu­cia. Tut­to ciò che inve­ce garan­ti­sco­no i medi­ci che vivo­no e lavo­ra­no sta­bil­men­te sul ter­ri­to­rio, repe­ri­bi­li gior­no e not­te.
Il rischio è evi­den­te: con­ti­nua­re su que­sta stra­da signi­fi­ca inde­bo­li­re sem­pre di più la sani­tà loca­le.
E se un doma­ni que­sti finan­zia­men­ti venis­se­ro meno, l’Elba si tro­ve­reb­be sen­za medi­ci e sen­za un siste­ma strut­tu­ra­to in gra­do di reg­ge­re.
Con le stes­se risor­se si potreb­be fare una scel­ta diver­sa: inve­sti­re sul­la sta­bi­li­tà.
Incen­ti­vi con­cre­ti, for­ma­zio­ne, soste­gno alle fami­glie, aiu­ti per la casa.
Sei milio­ni di euro potreb­be­ro diven­ta­re un vero pia­no di rilan­cio per medi­ci, infer­mie­ri e ope­ra­to­ri sani­ta­ri che scel­go­no di resta­re.
Inol­tre, resta irri­sol­to il nodo del­le spe­cia­li­sti­che più deli­ca­te: car­dio­lo­gia, endo­cri­no­lo­gia, geria­tria.
Pro­prio in que­sti ambi­ti non si regi­stra un afflus­so di medi­ci iti­ne­ran­ti, men­tre si con­ti­nua a copri­re pre­va­len­te­men­te ser­vi­zi ordi­na­ri.
Infi­ne, for­ti per­ples­si­tà riguar­da­no anche la cosid­det­ta Casa di Comu­ni­tà, annun­cia­ta da oltre dodi­ci  anni e anco­ra non ope­ra­ti­va.
La sua col­lo­ca­zio­ne, a pochi metri dal pron­to soc­cor­so, rischia di ren­der­la inef­fi­ca­ce: i cit­ta­di­ni con­ti­nue­ran­no a rivol­ger­si al pron­to soc­cor­so, dove otten­go­no rispo­ste imme­dia­te, esa­mi e dia­gno­si, men­tre altro­ve resta­no atte­se e pre­scri­zio­ni.
La sani­tà Elba­na non ha biso­gno di solu­zio­ni tem­po­ra­nee, ma di una visio­ne.
Non ser­vo­no inter­ven­ti spot, ma una stra­te­gia che met­ta al cen­tro sta­bi­li­tà, con­ti­nui­tà e digni­tà del ser­vi­zio.
Sei milio­ni di euro l’anno pos­so­no esse­re un’occasione straor­di­na­ria.
O un’occasione per­sa.
Comi­ta­to Elba Salu­te.
(Fran­ce­sco Seme­ra­ro)

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