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Merlini: Portoferraio senza bilancio si condanna all’immobilismo e rischia la diffida del Prefetto

Il Comu­ne di Por­to­fer­ra­io è oggi sen­za bilan­cio. Alla data odier­na il Bilan­cio di Pre­vi­sio­ne del trien­nio 2026/2028 non è sta­to appro­va­to e non risul­ta nem­me­no adot­ta­to dal­la Giun­ta lo sche­ma da sot­to­por­re al Con­si­glio comu­na­le come pre­vi­sto dal­la nor­ma­ti­va vigen­te. Il ter­mi­ne per l’approvazione era sta­to fis­sa­to al 28 feb­bra­io 2026 con Decre­to del Mini­ste­ro dell’Interno. Dal 1° mar­zo il Comu­ne può quin­di ope­ra­re esclu­si­va­men­te in regi­me di gestio­ne prov­vi­so­ria con for­ti limi­ta­zio­ni alle spe­se e alla pos­si­bi­li­tà di pro­gram­ma­re inter­ven­ti e ser­vi­zi. In altre paro­le, l’Amministrazione comu­na­le può gesti­re solo le spe­se stret­ta­men­te obbli­ga­to­rie e urgen­ti, men­tre diven­ta estre­ma­men­te dif­fi­ci­le pro­gram­ma­re inter­ven­ti, manu­ten­zio­ni e atti­vi­tà per il ter­ri­to­rio con la Pasqua alle por­te e un Cen­tro Sto­ri­co disa­stra­to. Il bilan­cio non è un atto for­ma­le, è lo stru­men­to fon­da­men­ta­le con cui un comu­ne pro­gram­ma il pro­prio futu­ro. La man­ca­ta appro­va­zio­ne nei tem­pi pre­vi­sti rap­pre­sen­ta quin­di un fat­to gra­ve dal pun­to di vista ammi­ni­stra­ti­vo e poli­ti­co. Tre ele­men­ti ren­do­no anco­ra più evi­den­te la situa­zio­ne:

- Por­to­fer­ra­io è alla data odier­na pri­va del prin­ci­pa­le stru­men­to di pro­gram­ma­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va;

- Il Comu­ne si tro­va in gestio­ne prov­vi­so­ria, con for­ti limi­ti alla capa­ci­tà di spe­se di inter­ven­to;

- Si apre ora il rischio con­cre­to di dif­fi­da da par­te del Pre­fet­to e, in caso di ulte­rio­re ina­dem­pien­za, del com­mis­sa­ria­men­to dell’Ente.

Una Cit­tà come Por­to­fer­ra­io non può per­met­ter­si ritar­di e incer­tez­ze su un atto fon­da­men­ta­le per il fun­zio­na­men­to dell’Amministrazione e per il futu­ro del­la comu­ni­tà. Per que­ste ragio­ni rite­nia­mo che il Sin­da­co e la Giun­ta deb­ba­no assu­mer­si pie­na­men­te la respon­sa­bi­li­tà poli­ti­ca di que­sta situa­zio­ne e spie­ga­re ai cit­ta­di­ni come si sia potu­ti arri­va­re a que­sto pun­to. Por­to­fer­ra­io ha biso­gno di serie­tà ammi­ni­stra­ti­va, pro­gram­ma­zio­ne e rispet­to del­le isti­tu­zio­ni. Ora non ci sono più scu­se, la mac­chi­na comu­na­le è com­po­sta da ben tre Diri­gen­ti, tra cui la Segre­ta­ria Gene­ra­le e deve fun­zio­na­re. La Capo­grup­po del Grup­po con­si­lia­re “Bene comu­ne”

Mar­cel­la Mer­li­ni

 

 

 

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