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Emma Gremmo è morta lo scorso 8 marzo, all’età di 85 anni. In tanti anche all’Elba la ricordano con affetto e gratitudine

Di ori­gi­ni pie­mon­te­si, la suo­ra mis­sio­na­ria lai­ca ha vis­su­to diver­si anni a Piom­bi­no (dal 1986), dopo l’e­spe­rien­za nel Con­go.
Pro­prio la sua per­ma­nen­za nel­la par­roc­chia del Coto­ne, dove era par­ro­co il mis­sio­na­rio padre Car­lo Uccel­li, l’ha por­ta­ta a fre­quen­ta­re la nostra iso­la.
Non si pos­so­no dimen­ti­ca­re gli appun­ta­men­ti men­si­li sul­la Paro­la di Dio, che soli­ta­men­te si svol­ge­va­no nel salo­ne del­la par­roc­chia San Giu­sep­pe di Por­to­fer­ra­io. Momen­ti dav­ve­ro illu­mi­nan­ti e coin­vol­gen­ti in modo atti­vo i nume­ro­si e assi­dui par­te­ci­pan­ti. Di anno in anno si segui­va­no linee tema­ti­che o libri bibli­ci (Eso­do, van­ge­lo di Mar­co, Atti degli apo­sto­li, Apo­ca­lis­se…). Sem­pre insie­me, Car­lo ed Emma a intro­dur­re, ascol­ta­re, con­fron­tar­si, inco­rag­gia­re.
La loro for­za con­si­ste­va nel­la fede nel­la Paro­la e nel­la vita fra­ter­na, qua­li carat­te­ri­sti­che del­la cen­tra­li­tà del Regno di Dio, nel cui oriz­zon­te si auto­com­pren­de e vive la comu­ni­tà cri­stia­na.
Al Coto­ne di Piom­bi­no la loro pre­sen­za e ope­ra è rico­no­sciu­ta da tan­ti, anche se gli ini­zi non furo­no faci­li. Ma è sta­ta la loro visio­ne cri­stia­na e l’e­spe­rien­za mis­sio­na­ria ad aprir­si a chiun­que, sen­za pre­giu­di­zi e distin­zio­ni, nel­la costru­zio­ne di una chie­sa segna­ta dal­la comu­nio­ne e dal­la mis­sio­ne. In que­sto rien­tra l’a­per­tu­ra al ter­ri­to­rio, ai suoi pro­ble­mi  alle neces­si­tà, il far­si vici­ni ai più debo­li e il coin­vol­ger­si nel­le richie­ste e pro­po­ste di miglio­ra­men­to del­la vita del quar­tie­re (per esem­pio le que­stio­ni del lavo­ro, del­l’am­bien­te e del­la salu­te), sen­za dimen­ti­ca­re il con­te­sto glo­ba­le, con le sue disu­gua­glian­ze, vio­len­za e guer­re. E “pace” fu sem­pre una paro­la chia­ve ispi­ra­tri­ce di costan­te impe­gno.
A livel­lo di comu­ni­tà cri­stia­na, van­no ricor­da­te alcu­ne prio­ri­tà: i grup­pi di ascol­to di van­ge­lo nel­le case (pic­co­le chie­se dome­sti­che), i per­cor­si for­ma­ti­vi degli edu­ca­to­ri e dei cate­chi­sti, la for­ma­zio­ne comu­ni­ta­ria dei volon­ta­ri lai­ci (cop­pie e sin­go­li), l’or­ga­niz­za­zio­ne del­la soli­da­rie­tà, l’at­ti­va par­te­ci­pa­zio­ne (cor­re­spon­sa­bi­li­tà) dei lai­ci ad ogni livel­lo.
Gli elba­ni impa­ra­ro­no a cono­sce­re ed apprez­za­re bibli­sti e auto­ri di spi­ri­tua­li­tà pro­prio gra­zie ai sug­ge­ri­men­ti di Car­lo ed Emma. Ricor­dia­mo quan­do, sbar­ca­va­no dai tra­ghet­ti con pesan­ti bor­se pie­ne di libri.
Ieri, il sin­da­co di Piom­bi­no, Fran­ce­sco Fer­ra­ri, l’ha ricor­da­ta così: “una don­na che ha dedi­ca­to la pro­pria vita al ser­vi­zio degli altri e alla costru­zio­ne di una comu­ni­tà più soli­da­le. (…) Emma ha por­ta­to avan­ti per mol­ti anni un impe­gno costan­te nel quar­tie­re Coto­ne insie­me a don Car­lo, con­tri­buen­do alla cre­sci­ta del­la comu­ni­tà par­roc­chia­le e accom­pa­gnan­do tan­te per­so­ne e fami­glie con ascol­to e spi­ri­to di acco­glien­za”.
Di lei, la gior­na­li­sta Sere­na Comi­to ha scrit­to: “La sua mor­te lascia un vuo­to che va oltre la dimen­sio­ne reli­gio­sa. Col­pi­sce il quar­tie­re, la comu­ni­tà, chi l’ha cono­sciu­ta da vici­no e chi maga­ri l’ha incon­tra­ta anche solo in alcu­ni pas­sag­gi del­la vita. Per­ché cer­te figu­re, sen­za cla­mo­re, fini­sco­no per rap­pre­sen­ta­re qual­co­sa di più gran­de del pro­prio ruo­lo. Emma Grem­mo, per Piom­bi­no e per il Coto­ne, è sta­ta esat­ta­men­te que­sto: una pre­sen­za sto­ri­ca, una don­na che ave­va sapu­to tra­sfor­ma­re la mis­sio­ne in vita quo­ti­dia­na e la vici­nan­za agli altri in una for­ma con­cre­ta di testi­mo­nian­za”.
Ades­so Emma è con padre Car­lo, che ci ha lasci­ti a dicem­bre 2021, e di cui lei ricor­da­va “la sua coc­ciu­ta deter­mi­na­zio­ne, uni­ta a gran­de mitez­za e capa­ci­tà di dia­lo­go con tut­ti e tut­te”, il “suo esse­re disce­po­lo di Gesù, for­ma­to costan­te­men­te alla scuo­la del­la paro­la di Dio, con il rico­no­sci­men­to del­la prio­ri­tà del Regno di Dio” e l’ob­be­dien­za alla vita.
Come fami­glia non la dimen­ti­chia­mo, insie­me a Car­lo. Non dimen­ti­chia­mo — e anche i nostri figli più gran­di li ricor­da­no — quan­do si fer­ma­va­no a cena a casa nostra, a cau­sa degli ora­ri dei tra­ghet­ti inver­na­li. Per noi è sem­pre sta­ta una gran­de gio­ia, un sup­ple­men­to di incon­tro per la nostra cre­sci­ta come cop­pia e fami­glia.

Rita e Nun­zio

(Por­to­fer­ra­io)

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