Il mondo dei rally e dell’automobilismo italiano piange la scomparsa di Sandro Munari, il leggendario pilota veneto soprannominato Il Drago di Cavarzere, uno dei protagonisti più amati e vincenti della disciplina negli anni ’60 e ’70. Munari non è stato solo un protagonista dei grandi palcoscenici internazionali — con vittorie imprese memorabili al Rally di Montecarlo, ai campionati italiano ed europeo e alla Coppa FIA Piloti — ma è stato anche un volto familiare per gli appassionati italiani che lo videro duellare sulle strade strette, viscide e tecniche del Rallye Isola d’Elba. Fin dalle prime edizioni del rally isolano, Sandro Munari risultò tra i grandi protagonisti della gara: nelle edizioni storiche della fine degli anni ’60 e dei primi ’70, detto “Il Drago”, dettò legge e lasciò il segno nelle prove speciali dell’Elba, diventando uno dei piloti più apprezzati dagli spettatori presenti lungo le tortuose strade dell’isola. Nel Rally dell’Isola d’Elba del 1969 Munari fu protagonista assoluto in molte prove speciali, imponendosi sulle PS di Costarella, Segagnana e Volterraio dimostrando la sua abilità su fondi insidiosi davanti ai compagni di squadra. Risultati ufficiali lo vedono poi iscritto anche nelle edizioni successive, come nel 1973, quando il rally isolano fece ancora parte del calendario internazionale con Munari al via insieme al copilota Mario Mannucci. Anche negli anni successivi, foto e testimonianze dell’epoca raccontano come Munari fosse spesso visto in azione o in prove e collaudi sul terreno dell’Elba, contribuendo a consolidare il mito del rally isolano nel panorama europeo. L’affetto con cui il pubblico elbano ha seguito il suo passaggio in gara non è mai venuto meno: chi ha avuto la fortuna di vederlo scendere in traverso tra tornanti e pietrisco ricorda ancora la precisione e la classe di un pilota che ha fatto la storia dello sport a quattro ruote. Così come ACI Sport ha voluto ricordarlo come “grandissimo del motorsport internazionale”, anche sull’Isola d’Elba il nome di Sandro Munari rimarrà scolpito nella memoria degli appassionati che hanno visto il suo passaggio sulle speciali del rally isolano.
Foto “rubata” dal profilo Facebook di Massimo Costa











