Salve amici dell’Edicola, ho letto con attenzione l’articolo sugli episodi avvenuti a bordo degli autobus di linea nei giorni scorsi e, da semplice cittadino elbano, sento il bisogno di dire la mia. Qui non siamo davanti a bravate, dispetti o “ragazzate”. Qui si parla di coltelli, minacce, petardi fatti esplodere su un mezzo pubblico, persone che fumano e mettono a rischio gli altri passeggeri, autisti lasciati soli a gestire situazioni che non dovrebbero nemmeno esistere. Tutto questo non è tollerabile, né giustificabile. È ora di dirlo chiaramente: il buonismo e la tolleranza a oltranza hanno stancato. Non servono più appelli alla comprensione o al “volemose bene”. Servono regole chiare, rispetto e soprattutto il pugno duro verso chi pensa di poter fare quello che vuole, mettendo in pericolo lavoratori, famiglie, anziani e ragazzi che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. L’Isola d’Elba non può diventare terra di nessuno. I mezzi pubblici non sono zone franche dove sfogare rabbia, inciviltà o peggio ancora violenza. Chi sbaglia deve pagare, senza se e senza ma. Denunce, sanzioni, allontanamenti: tutto quello che serve per ristabilire sicurezza e rispetto. Bene fa l’azienda a muoversi sul piano legale e a collaborare con le autorità. Ma ora è fondamentale che anche le istituzioni locali facciano la loro parte, senza timori e senza ambiguità. Difendere l’Elba significa difendere chi lavora onestamente, chi rispetta le regole e chi vuole vivere in un territorio sicuro. L’Elba è casa nostra. E casa nostra va difesa.
Carlo











