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Bene Comune: Interrogazione sull’ applicazione della rottamazione dei tributi locali prevista dalla legge di Bilancio 2026

Pre­mes­so che

  • con la Leg­ge di Bilan­cio 2026, il Gover­no ha ria­per­to il capi­to­lo del­le sana­to­rie tri­bu­ta­rie intro­du­cen­do una nuo­va misu­ra di “rot­ta­ma­zio­ne loca­le” appli­ca­bi­le anche ai tri­bu­ti comu­na­li.
  • L’obiettivo è dupli­ce: da un lato favo­ri­re la defla­zio­ne del con­ten­zio­so e la riscos­sio­ne di cre­di­ti ormai dif­fi­cil­men­te esi­gi­bi­li; dall’altro, resti­tui­re agli Enti Loca­li auto­no­mia gestio­na­le nel deci­de­re se e come ade­ri­re all’operazione.

Con­si­de­ra­to che la misu­ra non è inse­ri­ta nel­la c.d. “rot­ta­ma­zio­ne-quin­ques” in sen­so stret­to, ma rap­pre­sen­ta una facol­tà con­ces­sa al Comu­ne di appli­ca­re, con pro­pri atti deli­be­ra­ti­vi, una defi­ni­zio­ne age­vo­la­ta dei cari­chi loca­li rela­ti­vi a IMU, TARI, mul­te stra­da­li e altri tri­bu­ti, sia in fase di riscos­sio­ne sia di accer­ta­men­to.

Pre­so atto che la disci­pli­na anzi­det­ta richie­de l’esercizio del pote­re rego­la­men­ta­re da par­te del Con­si­glio comu­na­le sul­la base di appo­si­ta deli­be­ra­zio­ne. Il Con­si­glio, nell’occasione, dovrà valu­ta­re qua­li tipo­lo­gie e qua­le for­ma di ade­sio­ne sce­glie­re (tut­te o solo alcu­ne) e se con­tem­pla­re, oltre alle pro­prie entra­te tri­bu­ta­rie anche quel­le patri­mo­nia­li, cioè quel­le deri­van­ti dal­la gestio­ne dei pro­pri beni e atti­vi­tà, qua­li quel­le da cano­ni di loca­zio­ne di immo­bi­li comu­na­li, fit­ti, pro­ven­ti da con­ces­sio­ni, e ogni altra pre­vi­sta dai rego­la­men­ti per la gestio­ne del patri­mo­nio comu­na­le.

Rite­nu­to che

  • Una ocu­la­ta rego­la­men­ta­zio­ne del­la misu­ra in sede loca­le, vol­ta ad esclu­de­re dal bene­fi­cio le ipo­te­si di eva­sio­ne di rile­van­te enti­tà, pos­sa con­sen­ti­re ai cit­ta­di­ni di rego­la­riz­za­re la loro posi­zio­ne nei casi di ina­dem­pi­men­to incol­pe­vo­le e/o deter­mi­na­to da dif­fi­col­tà eco­no­mi­che;
  • ade­ri­re alla defi­ni­zio­ne age­vo­la­ta dei cari­chi loca­li potreb­be rap­pre­sen­ta­re un’occasione con­cre­ta per i cit­ta­di­ni di rego­la­riz­za­re gli arre­tra­ti sen­za il peso di san­zio­ni e inte­res­si e per l’Ente di aumen­ta­re l’effettiva riscos­sio­ne soprat­tut­to per cre­di­ti ine­si­gi­bi­li.

Dato atto che la Cor­te dei Con­ti (Deli­be­ra­zio­ne Sezio­ne Auto­no­mie n. 22/2023), ha osser­va­to che le sana­to­rie loca­li pos­so­no esse­re stru­men­ti legit­ti­mi di effi­cien­ta­men­to, pur­ché:

Non com­pro­met­ta­no l’equilibrio finan­zia­rio (Art. 162 TUEL);

Sia­no accom­pa­gna­te da un pia­no di smal­ti­men­to dei resi­dui;

Non diven­ti­no uno stru­men­to ricor­ren­te di coper­tu­ra arti­fi­cia­le del­le man­ca­te entra­te.

Per quan­to sopra espo­sto e con­si­de­ra­to

I sot­to­scrit­ti Con­si­glie­ri del Grup­po Con­si­lia­re “Bene comu­ne”

 

CHIEDONO AL SINDACO E ALLA GIUNTA DI SAPERE

 

Se il comu­ne ade­ri­rà alle defi­ni­zio­ni age­vo­la­te per i tri­bu­ti loca­li adot­tan­do appo­si­ta deli­be­ra Con­si­lia­re che ne rece­pi­sca la misu­ra;

Qua­lo­ra deci­des­se di ade­ri­re all’operazione qua­li spe­ci­fi­ci tri­bu­ti loca­li e qua­li annua­li­tà saran­no ogget­to di rot­ta­ma­zio­ne;

Come i cit­ta­di­ni potran­no pre­sen­ta­re doman­da e qua­li saran­no le sca­den­ze

 

CHIEDONO

 

che la pre­sen­te inter­ro­ga­zio­ne ven­ga posta all’or­di­ne del gior­no del­la pros­si­ma sedu­ta del Con­si­glio comu­na­le

 

I Con­si­glie­ri Comu­na­li del Grup­po “Bene Comu­ne”

 

Mar­cel­la Mer­li­ni

Danie­le Pal­mie­ri

 

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