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Quando la musica apre le celle: Una speranza di Natale dalla Fortezza di San Giacomo

A Nata­le, si sa, si è tut­ti più buo­ni e quest’anno anche il Giu­bi­leo dei Dete­nu­ti, pro­cla­ma­to da Papa Leo­ne XIV, ha spin­to mol­tis­si­mi pel­le­gri­ni a Roma, per denun­cia­re le con­di­zio­ni spes­so degra­dan­ti di chi è ristret­to e per sen­si­bi­liz­za­re la socie­tà e la poli­ti­ca su que­ste tema­ti­che. Appun­to, la poli­ti­ca e le ammi­ni­stra­zio­ni, le ammi­ni­stra­zio­ni loca­li, che invi­ta­te a far visi­ta al car­ce­re dell’isola e ad esse­re pre­sen­ti in modo con­cre­to, non han­no rispo­sto all’invito, sal­vo due soli­ta­rie e timi­de ecce­zio­ni. Appun­to, del car­ce­re non se ne vuo­le occu­pa­re nes­su­no, non se ne par­la, fat­ta ecce­zio­ne per quan­do si veri­fi­ca­no even­ti cri­ti­ci che per­met­to­no di dar fia­to alle trom­be del sen­sa­zio­na­li­smo e ad evo­ca­re rime­di secu­ri­ta­ri e repres­si­vi.
Ma oggi voglio esse­re buo­na e voglio con­di­vi­de­re con i let­to­ri una noti­zia posi­ti­va.
Infat­ti, nono­stan­te i tem­pi dif­fi­ci­li che vive la For­tez­za di San Gia­co­mo e le mil­le dif­fi­col­tà che tut­ti i diver­si atto­ri affron­ta­no quo­ti­dia­na­men­te, si è riu­sci­ti ad orga­niz­za­re qual­che even­to. In par­ti­co­la­re quel­lo del 18 Dicem­bre quan­do ha avu­to luo­go il Con­cer­to di Nata­le che ha visto coin­vol­ti dete­nu­ti e volon­ta­ri. Il pub­bli­co ha par­te­ci­pa­to entu­sia­sta e c’è sta­to anche il tem­po per la distri­bu­zio­ne dei diplo­mi sco­la­sti­ci e del­le bor­se di stu­dio. Que­sto con­cer­to è il frut­to di un lun­go lavo­ro del pro­get­to musi­ca­le “Cam­bio musi­ca” che da un paio di anni cir­ca è atti­vo pres­so la Casa di Reclu­sio­ne di Por­to Azzur­ro e che vede impe­gna­ti dete­nu­ti e volon­ta­ri dell’Associazione di volon­ta­ria­to “Dia­lo­go”.  Il cor­so con­ta cir­ca 15 par­te­ci­pan­ti e il grup­po si ritro­va due vol­te alla set­ti­ma­na, nel pome­rig­gio, con tre volon­ta­ri.
La musi­ca per i dete­nu­ti rap­pre­sen­ta un modo per sfo­gar­si, per espri­me­re e rie­la­bo­ra­re le pro­prie emo­zio­ni, per cer­ca­re di argi­na­re quell’infinita soli­tu­di­ne che vivo­no quo­ti­dia­na­men­te e che spes­so è insop­por­ta­bi­le. E’ un modo per par­la­re agli altri, per sen­tir­si un po’ libe­ri seb­be­ne ristret­ti, è un modo per comu­ni­ca­re e per com­pren­de­re meglio se stes­si.  Duran­te que­sti momen­ti si suo­na, si can­ta e nei mesi dopo l’estate è sta­to appun­to pre­pa­ra­to il con­cer­to per Nata­le. Alcu­ni dete­nu­ti han­no vera­men­te talen­to e una pre­pa­ra­zio­ne alle spal­le, altri improv­vi­sa­no un po’ e altri anco­ra stan­no soprat­tut­to impa­ran­do a suo­na­re uno stru­men­to. E’ anche un’occasione per sta­re insie­me, per comu­ni­ca­re e socia­liz­za­re in modo sano e spon­ta­neo. Ovvia­men­te i volon­ta­ri sono impe­gna­ti gra­tui­ta­men­te men­tre gli stru­men­ti musi­ca­li e le varie attrez­za­tu­re sono sta­ti com­pra­ti gra­zie ad un con­tri­bu­to dell’Associazione Soci Coop, sul­la scor­ta di un pro­get­to pro­mos­so dall’Associazione di volon­ta­ria­to “Dia­lo­go”.
La musi­ca rap­pre­sen­ta dun­que una gran­de oppor­tu­ni­tà per chi vive la deten­zio­ne ma non sem­pre è valo­riz­za­ta in modo ade­gua­to. Il tea­tro, la let­tu­ra, la for­ma­zio­ne, lo sport sono fon­da­men­ta­li nel per­cor­so di ria­bi­li­ta­zio­ne e rie­du­ca­zio­ne, ma la musi­ca offre qual­co­sa di più, non cono­sce con­fi­ni lin­gui­sti­ci, etni­ci, reli­gio­si, cul­tu­ra­li, par­la un lin­guag­gio uni­ver­sa­le ed è un momen­to vera­men­te libe­ra­to­rio che miglio­ra il pro­prio benes­se­re. E’ quin­di posi­ti­vo che gli isti­tu­ti peni­ten­zia­ri inco­rag­gi­no sem­pre più la pre­sen­za di una sala musi­ca e favo­ri­sca­no la par­te­ci­pa­zio­ne a cor­si di musi­ca che val­go­no for­se tan­to quan­to la pre­sen­za in un’aula sco­la­sti­ca o in un cam­po di cal­cio.   A Por­to Azzur­ro ci stan­no pro­van­do e il grup­po musi­ca è sem­pre più affia­ta­to e deter­mi­na­to, gra­zie anche all’impegno, alla pazien­za e alla capar­bia dei dete­nu­ti, dei volon­ta­ri e dell’educatore che segue il pro­get­to.
Con que­ste rifles­sio­ni, forie­re di spe­ran­za, auspi­co che il nuo­vo anno favo­ri­sca una mag­gio­re cono­scen­za fra mon­do car­ce­ra­rio e comu­ni­tà elba­na, per una cre­sci­ta ed un miglio­ra­men­to di entram­bi.

Rai­mon­da Lobi­na – Garan­te dei dirit­ti dei dete­nu­ti del­la Casa di Reclu­sio­ne “Pasqua­le de San­tis” di Por­to Azzur­ro

 

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