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Addio a Luigina Conte, presenza gentile e costante nella mia adolescenza

Por­to Azzur­ro ieri ha salu­ta­to Lui­gi­na Con­te, scom­par­sa all’età di 72 anni. Una noti­zia che ci ha col­pi­to pro­fon­da­men­te, chi, come me,  l’ha avu­ta accan­to in alcu­ni dei momen­ti più sem­pli­ci e più veri del­la mia ado­le­scen­za. Lui­gi­na è sta­ta per anni una pre­sen­za fis­sa nel­la mia vita. Non per­ché ci fos­se un lega­me di paren­te­la stret­to, ma per­ché appar­te­ne­va a quel mon­do di ami­ci­zie, affet­ti e vici­na­to che negli anni Novan­ta riem­pi­va le case, i pome­rig­gi, le cene. Era sem­pre insie­me al su mari­to Erman­no, i figli Anna e Ales­san­dro “Cic­cio”, Euge­nio, Sisa, Talen­to, Anna, Gio­van­ni­no, Maru­ska e a tan­ti altri che, con il loro modo genui­no di esse­re, han­no for­ma­to una pic­co­la comu­ni­tà den­tro la comu­ni­tà. Ricor­do bene le risa­te, le chiac­chie­re, la con­fu­sio­ne bel­la di quei gior­ni. Lui­gi­na entra­va in casa mia come si entra in un luo­go fami­lia­re, con la natu­ra­lez­za di chi non ha biso­gno di bus­sa­re per­ché è già par­te di quel mon­do. Era una don­na buo­na, spon­ta­nea, con quel­la dol­cez­za discre­ta che non cer­ca atten­zio­ni ma lascia un segno pro­fon­do. La sua pre­sen­za scan­di­va le gior­na­te: un salu­to, una paro­la, anche quan­do pas­sa­vo che la vede­vo alla finestra.…e sono sicu­ro che que­sto gesto mi rimar­rà anco­ra per un pò. Pic­co­le cose che allo­ra sem­bra­va­no nor­ma­li, qua­si scon­ta­te, e che oggi inve­ce rico­no­sco come teso­ri di un tem­po che non tor­ne­rà. La noti­zia del­la sua scom­par­sa mi lascia un vuo­to silen­zio­so, ma anche il desi­de­rio di dir­le gra­zie. Gra­zie per esser­ci sta­ta, per aver riem­pi­to di uma­ni­tà e sem­pli­ci­tà un pez­zo del­la mia cre­sci­ta.  Non ho scrit­to subi­to per­ché dove­vo meta­bo­liz­za­re, per­chè non scri­vo mai, così, tan­to per fare, quan­do scri­vo, lo fac­cio per­chè lo sen­to e te, potrà sem­brar­ti stra­no, ma sei sta­ta vera­men­te una pre­sen­za impor­tan­te nei miei anni più bel­li. A chi l’ha ama­ta, a chi l’ha avu­ta accan­to ogni gior­no, va il mio abbrac­cio più sin­ce­ro. Che la ter­ra ti sia lie­ve, Lui­gi­na.

 

 

 

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