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Dillo all’Edicola: La movida col replay: se ti fermano carico una volta, perché non puntare alla bis?

Caris­si­mi del­l’E­di­co­la Elba­na l’El­ba rega­la sem­pre qual­che emo­zio­ne in più, e voi lo sape­te bene per­chè sono anni che la rac­con­ta­te con il giu­sto mix di goliar­dia e atten­zio­ne, e quan­do pen­si di aver­le già viste tut­te, c’è chi rie­sce nell’impresa, ben più spet­ta­co­la­re, di far­si bec­ca­re due vol­te in un’ora alla gui­da dopo aver alza­to il gomi­to. E no, pur­trop­po non è una bar­zel­let­ta. È cro­na­ca. Cro­na­ca elba­na. Pro­ta­go­ni­sta: un gio­va­ne neo­pa­ten­ta­to, fre­sco fre­sco di paten­te e, a quan­to pare, assai meno fre­sco nel capo. Pri­mo round: paten­te via, auto seque­stra­ta… e teo­ri­ca­men­te a pie­di. La noti­zia l’a­ve­teet­ta, pen­so, per­chè è gira­ta abba­stan­za. La not­te scor­sa l’Arma dei Cara­bi­nie­ri era impe­gna­ta in con­trol­li ser­ra­ti sul­le stra­de elba­ne, tra l’una e le set­te del mat­ti­no. Obiet­ti­vo: sicu­rez­za stra­da­le, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne a chi scam­bia il volan­te per un ban­co­ne del bar. Il nostro gio­va­ne eroe vie­ne fer­ma­to una pri­ma vol­ta: eti­lo­me­tro, ci dico­no, è oltre la soglia, 0,58 g/l. Risul­ta­to: paten­te riti­ra­ta, denun­cia in arri­vo e auto che deve resta­re fer­ma lì, come pre­scri­ve la leg­ge, in atte­sa di una per­so­na auto­riz­za­ta alla gui­da. Fin qui nien­te di stra­no: suc­ce­de, pur­trop­po. Secon­do round: ecco la genia­la­ta, il col­po da Super­star. Pas­sa un’ora, per esse­re pre­ci­si, ses­san­ta minu­ti. Il tem­po di un caf­fè… o di una rifles­sio­ne su quan­to sia sta­to stu­pi­do rischia­re così. E inve­ce no. Il ragazzo,che evi­den­te­men­te con­fon­de il codi­ce del­la stra­da con un grat­ta e vin­ci, vie­ne bec­ca­to di nuo­vo alla gui­da del­la stes­sa auto che avreb­be dovu­to resta­re par­cheg­gia­ta. Que­sta vol­ta il tas­so è 0,36 g/l. Sem­pre posi­ti­vo. Sem­pre ille­ga­le. Sem­pre genia­la­ta. Risul­ta­to? È la vol­ta buo­na che il mez­zo vie­ne seque­stra­to dav­ve­ro, e la situa­zio­ne pas­sa dal “ti arran­gi” al “ci vedia­mo davan­ti al giu­di­ce”. La rifles­sio­ne semi-seria (ma nean­che trop­po, ora che la not­te bra­va capi­ti, è un con­to. Che a vent’anni tu ti met­ta al volan­te ubria­co, è già un pro­ble­ma. Che tu ven­ga piz­zi­ca­to… e ci ripro­vi dopo un’ora, è roba da can­di­dar­si ai Pega­sus d’oro del­la stu­pi­di­tà. Per­ché qui non par­lia­mo solo di mul­te o “sec­ca­tu­re” buro­cra­ti­che. Par­lia­mo di met­te­re a rischio la pro­pria vita e quel­la degli altri, sul­le stra­de dell’isola — dove, tra cur­ve, buio e cin­ghia­li, baste­reb­be anche sen­za l’alcol. Se vole­te fare gli eroi, fate­li a Car­ne­va­le, man­ca anche poco. Se vole­te anda­re a casa sani e sal­vi, chia­ma­te un ami­co sobrio. E se vi fer­ma­no una vol­ta, pro­va­te alme­no a non dar loro la gio­ia di fer­mar­vi di nuo­vo. Per­ché altri­men­ti, più che “neo­pa­ten­ta­ti”, sem­bra­te “neo­pen­ti­ti”… ma col vizio di ripro­var­ci.

Rober­to

 

 

 

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