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Porto Azzurro sospende la raccolta degli abiti usati: “Troppi abusi e mancanza di rispetto”

Il Comu­ne di Por­to Azzur­ro ha annun­cia­to la sospen­sio­ne del ser­vi­zio di rac­col­ta degli abi­ti usa­ti, con con­se­guen­te rimo­zio­ne dei con­te­ni­to­ri dedi­ca­ti. Una deci­sio­ne dra­sti­ca ma, secon­do l’amministrazione, resa ine­vi­ta­bi­le da una serie di com­por­ta­men­ti inci­vi­li che negli ulti­mi mesi ave­va­no tra­sfor­ma­to un ser­vi­zio nato per aiu­ta­re i più fra­gi­li in un pun­to cri­ti­co di degra­do. Nel comu­ni­ca­to fir­ma­to dal Sin­da­co Mau­ri­zio Papi, ven­go­no indi­ca­ti i due moti­vi prin­ci­pa­li:

1. Abi­ti in con­di­zio­ni inde­cen­ti

Mol­ti degli indu­men­ti con­fe­ri­ti nei cas­so­net­ti era­no tal­men­te usu­ra­ti, spor­chi o dan­neg­gia­ti da risul­ta­re inu­ti­liz­za­bi­li per­fi­no come strac­ci da lavo­ro. Un gesto che, inve­ce di favo­ri­re la soli­da­rie­tà, fini­va per crea­re ulte­rio­ri pro­ble­mi alla filie­ra del recu­pe­ro e ai volon­ta­ri che se ne occu­pa­va­no.

2. Com­por­ta­men­ti scor­ret­ti e con­fe­ri­men­ti impro­pri. Il secon­do pun­to evi­den­zia un pro­ble­ma anco­ra più gra­ve: nei sac­chi desti­na­ti ai vesti­ti veni­va­no inse­ri­ti rifiu­ti di ogni tipo — dal­la pla­sti­ca agli scar­ti orga­ni­ci, fino ad arri­va­re addi­rit­tu­ra a vec­chi elet­tro­do­me­sti­ci, qua­dri con vetri e mate­ria­le dome­sti­co ingom­bran­te.

Secon­do il Comu­ne, alcu­ni cit­ta­di­ni uti­liz­za­va­no l’area come un nor­ma­le pun­to di smal­ti­men­to indif­fe­ren­zia­to, “sen­za alcu­na ver­go­gna, ma con mol­to mene­fre­ghi­smo”.

Il comu­ni­ca­to sot­to­li­nea un con­cet­to impor­tan­te: gli abi­ti desti­na­ti alla dona­zio­ne arri­va­no a per­so­ne in dif­fi­col­tà ma con la stes­sa digni­tà di chi li dona. Per que­sto, ricor­da il Sin­da­co, baste­reb­be­ro mini­mo buon sen­so, edu­ca­zio­ne e rispet­to per evi­ta­re epi­so­di che non solo crea­no disa­gi, ma mor­ti­fi­ca­no anche il valo­re stes­so del gesto soli­da­le.

Cosa fare ades­so: dove por­ta­re gli abi­ti? La sospen­sio­ne riguar­da esclu­si­va­men­te i con­te­ni­to­ri pub­bli­ci, ma la pos­si­bi­li­tà di dona­re rima­ne. Gli indu­men­ti in buo­no sta­to devo­no esse­re por­ta­ti diret­ta­men­te alla Cari­tas. Gli abi­ti non più uti­liz­za­bi­li, inve­ce, van­no con­fe­ri­ti come mate­ria­le indif­fe­ren­zia­to, tra­mi­te il cen­tro di rac­col­ta comu­na­le o le iso­le eco­lo­gi­che infor­ma­tiz­za­te. Una scel­ta che invi­ta a riflet­te­re Non è solo una comu­ni­ca­zio­ne tec­ni­ca: è un invi­to, qua­si un richia­mo, al sen­so civi­co. Per­ché aiu­ta­re qual­cu­no non signi­fi­ca libe­rar­si del­le pro­prie cose vec­chie, ma offrir­gli qual­co­sa che pos­sa dav­ve­ro esse­re uti­le e dignitoso.Porto Azzur­ro chiu­de una paren­te­si per ria­prir­ne un’altra: quel­la del­la con­sa­pe­vo­lez­za. E ora la doman­da è una sol­tan­to: sapre­mo esse­re all’altezza del­la soli­da­rie­tà che pro­cla­mia­mo?

 

 

 

 

1 commento su “Porto Azzurro sospende la raccolta degli abiti usati: “Troppi abusi e mancanza di rispetto””

  1. Gli abi­ti usa­ti si con­fe­ri­sco­no
    in due modi prin­ci­pa­li, a secon­da del­le loro con­di­zio­ni:

    In buo­no sta­to: pos­so­no esse­re dona­ti alle onlus, por­ta­ti ai Cen­tri Comu­na­li di Rac­col­ta, mes­si nei con­te­ni­to­ri appo­si­ti (spes­so gial­li o ver­di, a secon­da del comu­ne) o in pun­ti di rac­col­ta dedi­ca­ti pres­so nego­zi o enti. I vesti­ti devo­no esse­re puli­ti e ripo­sti in sac­chet­ti chiu­si.

    Non più in buo­no sta­to (strap­pa­ti, buca­ti): van­no con­fe­ri­ti nei con­te­ni­to­ri spe­ci­fi­ci per la rac­col­ta del­la fra­zio­ne tes­si­le urba­na, spes­so chia­ma­ti “cas­so­net­ti gial­li” (il colo­re può varia­re a secon­da del­la loca­li­tà). È fon­da­men­ta­le che sia­no puli­ti e non unti, per non com­pro­met­te­re il rici­clo.

    QUESTA E LA NORMATIVA!!

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