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Anche Don Mattia saluta Porto Azzurro

Dopo qua­si 9 anni di per­ma­nen­za all’isola d’Elba, dal­la pros­si­ma set­ti­ma­na don Mat­tia ini­zie­rà la sua nuo­va espe­rien­za come par­ro­co di Bol­ghe­ri.
Arri­va­to a Por­to Azzur­ro nel dicem­bre 2016 in qua­li­tà di vica­rio di don Fran­ce­sco Guar­gua­gli­ni, dal 2022 (cioè da quan­do don Fran­ce­sco è sta­to tra­sfe­ri­to a Capo­li­ve­ri), don Mat­tia ha segui­to pri­ma con don Geor­ges poi da solo le par­roc­chie di Por­to Azzur­ro e Rio Elba. Dome­ni­ca 16 novem­bre, alle ore 10, duran­te la S. Mes­sa, salu­te­rà i par­roc­chia­ni di Por­to Azzurro.Lascerà l’Elba in moto, l’altra sua gran­de pas­sio­ne: e del resto non era dif­fi­ci­le avvi­star­lo, sem­pre di cor­sa, tra Por­to Azzur­ro e Rio, per­ché ormai anche ai suoi die­ci minu­ti di ritar­do c’eravamo abi­tua­ti (e Rea­na rin­gra­zia per­ché ogni dome­ni­ca mat­ti­na le ha rispar­mia­to fol­li cor­se… tipo ‘Formula3’). I pri­mi perio­di maga­ri non sono sta­ti faci­li. Ma col tem­po — e a modo suo — è riu­sci­to pian pia­no ad accet­tar­lo, a far­si levi­ga­re dai nostri rit­mi, dal­le nostre “tra­di­zio­ni”, cor­reg­gen­do­ci se neces­sa­rio, lascian­do­si cor­reg­ge­re se oppor­tu­no. Per i fune­ra­li ha rispol­ve­ra­to i vec­chi e mae­sto­si pivia­li, accom­pa­gnan­do a pie­di nostri i cari anche sot­to la piog­gia; per le pro­ces­sio­ni ha sem­pre volu­to con sé la filar­mo­ni­ca: “con la musi­ca sono più ordi­na­te”, dice sem­pre; per i bam­bi­ni, la dome­ni­ca mat­ti­na, chiac­chie­ra­te e com­men­ti evan­ge­li­ci nei qua­li non ha mai nasco­sto di esse­re qua­si… più asson­na­to di loro! In que­sti ulti­mi mesi don Mat­tia ha dato impul­so per avvia­re diver­se atti­vi­tà, ulti­ma del­le qua­li la ria­per­tu­ra dell’Istituto San Vin­cen­zo. I tuoi col­la­bo­ra­to­ri e i tuoi cate­chi­sti augu­ra­no così a don Mat­tia un sere­no pro­se­gui­men­to. Bol­ghe­ri è una gio­iel­li­no del­la nostra Tosca­na, sicu­ra­men­te ver­re­mo a tro­var­ti… più o meno là dove “l’aspro odor dei vini va l’anime a ral­le­grar”. E tu, maga­ri, a con­ver­tir!

I cate­chi­sti

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