EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

L’Edicola Elbana ricorda l’eroismo di Pasquale De Santis. L’agente che sacrificò la vita per impedire l’evasione di oltre 800 detenuti

L’11 set­tem­bre 1943 è una data che l’Isola d’Elba e spe­cial­men­te Por­to Azzur­ro non può dimen­ti­ca­re.
Alla Casa di Reclu­sio­ne di Por­to Azzur­ro – allo­ra Casa pena­le di Por­to Lon­go­ne – si con­su­mò un epi­so­dio di straor­di­na­rio corag­gio, che vide pro­ta­go­ni­sta Pasqua­le De San­tis, agen­te di custo­dia nato a Tera­mo il 21 gen­na­io 1904.
In un’Italia scon­vol­ta dall’armistizio dell’8 set­tem­bre e dall’incertezza che regna­va ovun­que, anche le car­ce­ri era­no attra­ver­sa­te da ten­sio­ni e ten­ta­ti­vi di fuga. Pro­prio in quei gior­ni, un erga­sto­la­no ten­tò di met­te­re in atto un pia­no di eva­sio­ne di mas­sa: libe­ra­re cen­ti­na­ia di dete­nu­ti appro­fit­tan­do del­la con­fu­sio­ne gene­ra­le.
De San­tis, in ser­vi­zio alla por­ti­ne­ria del car­ce­re, ven­ne aggre­di­to e pugna­la­to più vol­te dal dete­nu­to che vole­va impos­ses­sar­si del­le chia­vi. Gra­ve­men­te feri­to, non si arre­se: con uno sfor­zo dispe­ra­to riu­scì ad apri­re il can­cel­lo inter­no dell’istituto, per­met­ten­do così ai suoi col­le­ghi di inter­ve­ni­re tem­pe­sti­va­men­te.
Gra­zie al suo gesto, fu impe­di­ta l’evasione di oltre 800 pri­gio­nie­ri. Pochi istan­ti dopo, l’agente cad­de esa­ni­me, vit­ti­ma di un sacri­fi­cio com­piu­to in nome del dove­re.
Pasqua­le De San­tis non era sol­tan­to un ser­vi­to­re del­lo Sta­to: era mari­to di Lin­da Gori e padre di quat­tro figli, che rima­se­ro orfa­ni a cau­sa di quel tra­gi­co even­to. La sua sto­ria, per mol­to tem­po, è rima­sta con­fi­na­ta nel­la memo­ria del­la Poli­zia Peni­ten­zia­ria e del­la comu­ni­tà elba­na, ma con­ti­nua a rap­pre­sen­ta­re un esem­pio di dedi­zio­ne asso­lu­ta.
Solo mol­ti anni più tar­di, con decre­to del Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca del 31 mag­gio 2005, a De San­tis ven­ne con­fe­ri­ta la Meda­glia d’Oro al Meri­to Civi­le alla memo­ria. La moti­va­zio­ne reci­ta: «Agen­te di ser­vi­zio alla por­ti­ne­ria del­la Casa di reclu­sio­ne di Por­to Azzur­ro veni­va aggre­di­to e pugna­la­to da un dete­nu­to. Seb­be­ne feri­to riu­sci­va ad apri­re il can­cel­lo inter­no dell’istituto, con­sen­ten­do l’intervento dei com­mi­li­to­ni ed impe­den­do così la pre­or­di­na­ta eva­sio­ne degli erga­sto­la­ni, pri­ma di abbat­ter­si al suo­lo esa­ni­me. Mira­bi­le esem­pio di spi­ri­to di ser­vi­zio ed altis­si­mo sen­so del dove­re, spin­ti sino all’estremo sacri­fi­cio. 11 set­tem­bre 1943 – Livor­no».
Oggi la Casa di Reclu­sio­ne di Por­to Azzur­ro por­ta il nome di Pasqua­le De San­tis, a peren­ne ricor­do del suo eroi­smo. Ogni anno, il suo sacri­fi­cio vie­ne ricor­da­to come esem­pio di un uomo che, nel momen­to più dif­fi­ci­le, scel­se di rima­ne­re fede­le al pro­prio giu­ra­men­to, anche a costo del­la vita.
L’E­di­co­la Elba­na in que­sto tri­ste anni­ver­sa­rio ren­de omag­gio ad un eroe ed al suo immen­so sacri­fi­cio che mai sarà dimen­ti­ca­to.

Rispondi