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Addio a Pierluigi Luisi, scienziato elbano di fama internazionale

L’Isola d’Elba pian­ge la scom­par­sa di Pier­lui­gi Lui­si, elba­no illu­stre, chi­mi­co di fama mon­dia­le e acca­de­mi­co di altis­si­mo livel­lo. La sua car­rie­ra lo ha por­ta­to a inse­gna­re al pre­sti­gio­so Poli­tec­ni­co Fede­ra­le di Zuri­go, dove è sta­to pro­fes­so­re ed eme­ri­to, e all’Università degli Stu­di Roma Tre come docen­te di bio­chi­mi­ca. Scien­zia­to dal­la men­te bril­lan­te e dal­la curio­si­tà ine­sau­ri­bi­le, Lui­si ha col­la­bo­ra­to con figu­re di spic­co come P. Pino a Pisa, Vol­ken­stein a Lenin­gra­do e S. Ber­n­hard negli Sta­ti Uni­ti, dedi­can­do la sua vita allo stu­dio dell’origine del­la vita, dei feno­me­ni di auto-orga­niz­za­zio­ne e del­la bio­lo­gia sin­te­ti­ca, set­to­re di fron­tie­ra del­la moder­na bio­in­ge­gne­ria. Con oltre 600 arti­co­li scien­ti­fi­ci pub­bli­ca­ti su rivi­ste inter­na­zio­na­li e nume­ro­si libri all’attivo – tra cui il cele­bre Vita e Natu­ra scrit­to insie­me a Fri­t­jof Capra – Lui­si ha lascia­to un patri­mo­nio cul­tu­ra­le e scien­ti­fi­co di valo­re ine­sti­ma­bi­le. Ma il suo lega­me con l’Elba è rima­sto pro­fon­do e indis­so­lu­bi­le. Nell’agosto del 2019, pres­so l’Accademia del Bel­lo, si svol­se una pre­zio­sa con­ver­sa­zio­ne pub­bli­ca sul suo libro Il posto dei fichi­din­dia, arric­chi­ta dal­le let­tu­re dell’attrice Ade­li­na Sol­di. L’anno suc­ces­si­vo, il volu­me fu anche pre­sen­ta­to al Pre­mio Stre­ga come “Ami­co del­la Dome­ni­ca”. In quel­le pagi­ne Lui­si non rac­con­ta­va sol­tan­to la sto­ria di una fami­glia e di un’isola, ma la voce stes­sa dell’Elba, fil­tra­ta attra­ver­so la memo­ria col­let­ti­va. Un’opera che, per inten­si­tà, è sta­ta para­go­na­ta a un Cent’anni di soli­tu­di­ne in ver­sio­ne elba­na: sto­rie mini­me e uni­ver­sa­li insie­me, dove emer­go­no pas­sio­ni, gelo­sie, amo­ri e malin­co­nie. E pro­prio dal­le sue paro­le, in un pas­so con­clu­si­vo, tra­spa­re la nostal­gia e l’amore per la sua ter­ra: “Mi sve­glia il bru­sio dal­la stra­da: un misto di voci festi­ve che si chia­ma­no, che can­tic­chia­no, che fischia­no, il tut­to indi­stin­to e lon­ta­no, come un’allegrezza lie­ve dif­fu­sa dal ven­to. (…) Apro la fine­stra del pic­co­lo alber­go che dà sul­la piaz­za, e insie­me alla pre­po­ten­za del sole entra­no impres­sio­ni dimen­ti­ca­te e al tem­po stes­so fami­lia­ri: il ros­so del­le tego­le dei tet­ti, il cam­pa­ni­le scal­ci­na­to, i bam­bi­ni che si rin­cor­ro­no in mez­zo alla stra­da.”Così L’E­di­co­la Elba­na vuo­le ricor­dar­lo: uno scien­zia­to uni­ver­sa­le con il cuo­re sem­pre rivol­to alla sua iso­la.

 

 

 

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