In questi giorni stanno comparendo in alcuni condomini e abitazioni dei presunti avvisi firmati Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Si tratta di documenti falsi e riconducibili a tentativi di truffa, soprattutto ai danni di persone anziane o fragili. Non date seguito a quanto scritto. Non consegnate documenti personali a sconosciuti, Avvisate subito le forze dell’ordine se trovate o ricevete comunicazioni simili. Il consiglio è di informare parenti, vicini e amici – soprattutto chi vive da solo – per evitare che qualcuno cada vittima di questi raggiri. Diffondiamo la notizia: questi avvisi sono falsi.
Ecco alcuni indizi che lo dimostrano:
1. Formato e intestazione – I documenti ufficiali del Ministero hanno un formato preciso, loghi e protocolli numerati; qui invece il testo è palesemente amatoriale.
2. Errori giuridici e incongruenze, Si citano articoli del codice e decreti in modo confuso: “art. 650 C.P.”, “DL 23/20, art. 6, art 4 comma 2” senza coerenza. La pena riportata (“reclusione da 3 a 12 anni nei casi più gravi”) non esiste per questo tipo di violazioni. L’art. 650 C.P. infatti prevede solo arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro.
3. Tono e linguaggio – L’avviso è scritto con uno stile poco professionale, con frasi mal formulate e termini ripetuti (“abitazioni ospitanti”, “domicilio di residenza”).
4. Contenuto illogico – Non esiste alcuna normativa che imponga di lasciare case private o condomini per “rientrare nella residenza”.
Si tratta quindi di una bufala/truffa, probabilmente diffusa per spaventare le persone (specie durante periodi come la pandemia).

Il mio sogno in questi casi sarebbe che con le telecamere venissero rintracciati questi dementi e a seguito fargli, come negli anni dove la gente era sana di mente, un ” battuto a orso”.…ma oggi purtroppo unsipole.…peccato, certa gente capirebbe molto di più con un tribbione che con tanti discorsi. Zio Stix











