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Pippo Baudo all’Isola d’Elba: quando la grande televisione arrivò a Rio Marina

Uno spet­ta­co­lo che ha fat­to epo­ca. È il 1° ago­sto 1970 quan­do Pip­po Bau­do, vol­to sim­bo­lo del­la tele­vi­sio­ne ita­lia­na, sbar­ca all’Isola d’Elba per pre­sen­ta­re uno spet­ta­co­lo memo­ra­bi­le dedi­ca­to ai mina­to­ri e alle loro fami­glie. L’evento, orga­niz­za­to dal Cir­co­lo Ital­si­der di Rio Mari­na, si svol­se nel piaz­za­le dell’Officina del­le minie­re di San Jaco­po, richia­man­do più di 1.200 spet­ta­to­ri. Un nume­ro impres­sio­nan­te per quei tem­pi, che dimo­stra come la voglia di intrat­te­ni­men­to e di spen­sie­ra­tez­za fos­se for­tis­si­ma anche in una real­tà segna­ta dal­la fati­ca del lavo­ro mine­ra­rio. Pip­po Bau­do e la magia degli anni ’70. In que­gli anni, Bau­do era già una vera star: la sua figu­ra ele­gan­te e il suo sti­le di con­du­zio­ne sobrio e iro­ni­co rap­pre­sen­ta­va­no la nuo­va Ita­lia tele­vi­si­va, che entra­va nel­le case e dava voce al desi­de­rio di moder­ni­tà e leg­ge­rez­za. Aver­lo a Rio Mari­na fu per­ce­pi­to come un vero e pro­prio even­to nazio­na­le cala­to in una pic­co­la comu­ni­tà di lavo­ra­to­ri. La sera­ta vide alter­nar­si arti­sti emer­gen­ti come Don Baki, I Modi e Dona­tel­lo, accom­pa­gna­ti da orche­stre loca­li e dal calo­re del pub­bli­co elba­no, che rispo­se con entu­sia­smo. La musi­ca e lo spet­ta­co­lo, in quel con­te­sto, non furo­no solo diver­ti­men­to: furo­no un segna­le di atten­zio­ne ver­so una comu­ni­tà che spes­so si sen­ti­va ai mar­gi­ni. È inte­res­san­te nota­re come, a distan­za di oltre cinquant’anni, que­sto even­to ven­ga anco­ra ricor­da­to. Non era solo uno spet­ta­co­lo, ma un atto di rico­no­sci­men­to ver­so i mina­to­ri e le loro fami­glie. Le minie­re di Rio, all’epoca, era­no il cuo­re eco­no­mi­co del pae­se e del­la sua iden­ti­tà. Por­ta­re lì un gran­de nome come Pip­po Bau­do signi­fi­ca­va rega­la­re un momen­to di orgo­glio col­let­ti­vo, qua­si a dire: “anche qui arri­va la gran­de Ita­lia del­lo spet­ta­co­lo”. Guar­dan­do oggi le foto in bian­co e nero di quel­la sera­ta, ci sem­bra di sen­ti­re anco­ra l’eco del­le risa­te, del­la musi­ca e degli applau­si. Rio Mari­na, con il suo cir­co­lo Ital­si­der, diven­ne per una not­te un pic­co­lo pal­co­sce­ni­co nazio­na­le, unen­do la tra­di­zio­ne ope­ra­ia con l’Italia del boom eco­no­mi­co, che cor­re­va velo­ce ver­so il futu­ro. Even­ti come quel­lo del 1970 ci ricor­da­no quan­to la cul­tu­ra e lo spet­ta­co­lo sia­no sta­ti stru­men­ti fon­da­men­ta­li di coe­sio­ne e orgo­glio col­let­ti­vo. Una memo­ria da custo­di­re e valo­riz­za­re, per­ché rac­con­ta non solo Pip­po Bau­do, ma anche la comu­ni­tà di Rio Mari­na e la sua sto­ria. Ciao Pip­po, anche l’El­ba in que­sto tri­ste gior­no ricor­da un per­so­nag­gio che ha fat­to la sto­ria d’I­ta­lia.

 

 

 

 

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