EDICOLA ELBANA SHOW

Quello che l'altri dovrebbero di'

BREAKING NEWS

Un’aula a cielo aperto! Grande successo per i laboratori estivi del Parco. Oltre 1800 i bambini che hanno partecipato alle attività didattiche fino ad oggi

Dise­gna­re, model­la­re, spe­ri­men­ta­re, rici­cla­re, semi­na­re, ascol­ta­re, osser­va­re, gio­ca­re: mil­le modi per sco­pri­re la natu­ra di un’area pro­tet­ta. Quan­do si sce­glie un luo­go di vacan­za e si viag­gia con i bam­bi­ni, una del­le prio­ri­tà è quel­la di poter­li impe­gna­re in atti­vi­tà diver­ten­ti e appa­gan­ti. Meglio anco­ra se que­ste espe­rien­ze offro­no ai pic­co­li occa­sio­ni di cre­sci­ta, con­fron­to con altri bam­bi­ni, oppor­tu­ni­tà per sco­pri­re la ric­chez­za dell’ambiente che li acco­glie. Si valu­ta anche la dispo­ni­bi­li­tà e la fles­si­bi­li­tà dei ser­vi­zi, in ter­mi­ni di ora­ri e loca­tion. Il Par­co Nazio­na­le Arci­pe­la­go Tosca­no si impe­gna, ormai da diver­si anni, a rea­liz­za­re, nell’ambito del cata­lo­go ‘Vive­re il Par­co’, un’of­fer­ta di que­sto tipo, ric­ca in qua­li­tà e in quan­ti­tà: duran­te l’estate la pro­po­sta pre­ve­de oltre 150 appun­ta­men­ti rivol­ti ai più pic­co­li sul­le iso­le d’Elba, Giglio e Capra­ia, gra­tui­ti e adat­ti alle diver­se fasce di età, dai 5 agli 11 anni, men­tre spe­cia­li even­ti dedi­ca­ti alle fami­glie vedo­no il coin­vol­gi­men­to di bim­bi anco­ra più pic­co­li.
La loca­tion di que­sta aula a cie­lo aper­to è for­mi­da­bi­le: set­te iso­le dove vi acco­glie una natu­ra rigo­glio­sa e tute­la­ta, carat­te­riz­za­ta da una straor­di­na­ria bio­di­ver­si­tà e un’affascinante geo­di­ver­si­tà; il par­co nazio­na­le con l’estensione a mare più gran­de d’Europa; un ter­ri­to­rio rico­no­sciu­to come sito UNESCO, in cui l’uomo e l’ambiente con­vi­vo­no in armo­nia. Le atti­vi­tà sono con­dot­te da Gui­de Par­co, spe­ci­fi­ca­men­te for­ma­te, che con pro­fes­sio­na­li­tà e dedi­zio­ne si impe­gna­no a tra­smet­te­re, gio­can­do, l’amore per la natu­ra e i valo­ri dell’area pro­tet­ta. I cuo­ri pul­san­ti del­le ini­zia­ti­ve sono i Cen­tri Visi­ta, le Case del Par­co e i CEA (Cen­tri di Edu­ca­zio­ne Ambien­ta­le) distri­bui­ti sul ter­ri­to­rio, non solo pun­to di rife­ri­men­to per i visi­ta­to­ri, ma soprat­tut­to luo­ghi dove il Par­co Nazio­na­le si ren­de pre­sen­te e si può ‘incon­tra­re’, anche gra­zie a spe­cia­li stru­men­ti mul­ti­me­dia­li — dai video, ai viso­ri, ai totem inte­rat­ti­vi — par­ti­co­lar­men­te attrat­ti­vi per i più pic­co­li. Per i bam­bi­ni che non rag­giun­go­no i Cen­tri Visi­ta però l’occasione può pre­sen­tar­si anche sul­le spiag­ge, dove le Gui­de Par­co e gli ope­ra­to­ri di Info­Park, “arma­ti” di pen­na­rel­li, libri e stic­kers, dan­no vita a labo­ra­to­ri di bio­lo­gia mari­na open air.
Ma qua­li sono i con­te­nu­ti del­le espe­rien­ze dispo­ni­bi­li? Ne citia­mo solo alcu­ni fra i mol­tis­si­mi, usan­do il lin­guag­gio dei bam­bi­ni: stri­scio sul­la spiag­gia come la tar­ta­ru­ga e impa­ro a rico­no­sce­re le sue trac­ce; guar­do nel micro­sco­pio il planc­ton, il cibo del­le bale­ne; dise­gno la natu­ra dal vero o copian­do un model­lo o un’immagine; model­lo dei cal­chi con la cre­ta e sco­pro le impron­te; cono­sco i semi e il loro ‘viag­gio’ poi li pian­to e li curo, vedo nasce­re la pian­ta; con i miei pas­si più lun­ghi imma­gi­no le dimen­sio­ni del­la bale­not­te­ra; costrui­sco un ‘indo­vi­na chi?’ fat­to da me per cono­sce­re gli abi­tan­ti del mare; creo un nido di fal­co pesca­to­re in 3d; esplo­ro gli ambien­ti aria, ter­ra e acqua, mi emo­zio­no cono­scen­do la vita segre­ta di un for­mi­ca­io o di un alvea­re; gio­co con la sto­ria e sco­pro Cosmo­po­li; impa­ro a scri­ve­re in etru­sco; ricreo un fon­da­le mari­no e capi­sco come è fat­to, chi lo abi­ta; diven­to ami­co di ani­ma­li che mi fan­no pau­ra, ne sco­pro la bel­lez­za: ragni, inset­ti, medu­se, api, squa­li; sco­pro che la posi­do­nia non è un’alga e che i gran­chi blu non dovreb­be­ro abi­ta­re nel mio mare; rici­clo il tap­po di un barat­to­lo e capi­sco come a dare nuo­va vita alle cose; impa­ro ad acco­glie­re la foca mona­ca che sta tor­nan­do, la model­lo con l’argilla, esplo­ro la sua grot­ta con un gio­co; intrec­cio, come fan­no gli uccel­li nei nidi e come face­va­no i miei bisnon­ni con i rami; sco­pro i mine­ra­li, le loro for­me e colo­ri e impa­ro a rico­no­scer­ne qual­cu­no; osser­vo le stel­le men­tre la Gui­da mi rac­con­ta miti e leg­gen­de.
Sul­la base dei dati dispo­ni­bi­li all’InfoPark di Por­to­fer­ra­io risul­ta che alle atti­vi­tà esti­ve del PNAT abbia­no già par­te­ci­pa­to, fino ad oggi, cir­ca 1800 bam­bi­ni. Quel­lo che si por­ta­no a casa, oltre a un dise­gno o ad un ade­si­vo, è un’esperienza vibran­te di incon­tro con la natu­ra, con il suo fasci­no a vol­te miste­rio­so, con le sue mera­vi­glie, con i suoi deli­ca­ti equi­li­bri. E la moti­va­zio­ne, for­se, ad esser­ne gen­ti­li, ma deter­mi­na­te e moti­va­te, sen­ti­nel­le.

Rispondi