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Dalla Marca Trevigiana all’Elba: l’avventura degli scout di Istrana tra natura, pioggia e rispetto per l’ambiente

Un viag­gio a pie­di, con lo zai­no in spal­la e lo spi­ri­to giu­sto. È così che un grup­po di boy-scout pro­ve­nien­ti da Istra­na, comu­ne in pro­vin­cia di Tre­vi­so, ha deci­so di vive­re la sua espe­rien­za esti­va: attra­ver­san­do l’Isola d’Elba, tra acco­glien­za, pae­sag­gi moz­za­fia­to e piog­gia bat­ten­te, ma sem­pre col sor­ri­so e il sen­so del cam­mi­no che solo gli scout san­no por­ta­re con sé. L’avventura è ini­zia­ta saba­to 26 luglio, con lo sbar­co a Cavo e il pri­mo per­not­ta­men­to pres­so la par­roc­chia loca­le. Il gior­no seguen­te, zai­no in spal­la e via: lun­go il sen­tie­ro del­la Gran­de Tra­ver­sa­ta Elba­na, fino alla fat­to­ria “Ter­ra e Cuo­re”, pri­ma tap­pa di un iti­ne­ra­rio che uni­sce natu­ra, con­di­vi­sio­ne e sem­pli­ci­tà. Il 28 luglio, nono­stan­te la piog­gia inces­san­te, i ragaz­zi han­no pro­se­gui­to imper­ter­ri­ti, rag­giun­gen­do la fat­to­ria “Pim­pi­nel­la” a Mari­na di Cam­po, dove han­no tra­scor­so la not­te. Il gior­no dopo, altra tap­pa: Pomon­te. Da lì, in bus, fino alla par­roc­chia di San Giu­sep­pe per l’ultima not­te di cam­po. Mer­co­le­dì 30 luglio, l’arrivo al Palaz­zo Comu­na­le di Por­to­fer­ra­io: ad acco­glier­li la Con­si­glie­ra comu­na­le Rita Bac­ci, che ha rivol­to loro un salu­to isti­tu­zio­na­le, sot­to­li­nean­do l’importanza di que­sti gesti di edu­ca­zio­ne e cit­ta­di­nan­za atti­va. A sua vol­ta, il capo scout ha volu­to omag­gia­re la rap­pre­sen­tan­te con una pic­co­la ope­ra arti­gia­na­le, sim­bo­lo di gra­ti­tu­di­ne e spi­ri­to di ser­vi­zio. La mat­ti­na­ta è poi pro­se­gui­ta alla spiag­gia del­le Ghia­ie, insie­me al Dele­ga­to Mare­vi­vo per l’isola d’Elba, per un momen­to di edu­ca­zio­ne ambien­ta­le e sen­si­bi­liz­za­zio­ne. Sem­pli­ci gesti, come la rac­col­ta dei rifiu­ti e il rispet­to del luo­go, han­no col­pi­to i pre­sen­ti: turi­sti e bagnan­ti han­no rivol­to paro­le di apprez­za­men­to ai gio­va­ni scout per l’esempio di civil­tà e rispet­to dimo­stra­to. Un’avventura che lascia il segno, non solo nei ricor­di dei ragaz­zi di Istra­na, ma anche in chi li ha incon­tra­ti per caso. Per­ché cam­mi­na­re, cono­sce­re e pren­der­si cura del ter­ri­to­rio è anco­ra un gesto rivo­lu­zio­na­rio.